FAI per l’Ambiente: il significato profondo di una parola al centro della nostra missione

FAI per l’Ambiente: il significato profondo di una parola al centro della nostra missione

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FAI per l’Ambiente: il significato profondo di una parola al centro della nostra missione
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03 giugno 2025

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il FAI racconta il valore di una storia fatta di tutela, consapevolezza e azioni concrete per il futuro del nostro Paese.

Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, un’occasione preziosa per ricordare quanto sia fondamentale tutelare il complesso intreccio di relazioni che ci circonda, il luogo e lo spazio in cui cresce e si rigenera la vita. Per noi è anche il momento per fermarci a riflettere su cosa significhi, oggi, questa parola.

Non è uno slogan da indossare, né una risorsa da sfruttare e soprattutto non è un concetto che possiamo permetterci di ignorare. Ambiente è il mondo che abitiamo, un intreccio di significati, relazioni e responsabilità. Per il FAI, è l’unione profonda tra natura e storia, un sistema complesso e interconnesso, in cui l’uomo è parte integrante e ha, oggi più che mai, un ruolo attivo e una grande responsabilità nel tutelarlo.

Ma per raccontare cosa significhi davvero “ambiente” per il FAI, abbiamo deciso di ripercorrere la nostra storia: dalle sfide affrontate per salvare territori minacciati, alle campagne di sensibilizzazione che in questi anni hanno dato voce a una parola piena di senso e di futuro.

Da Italia Nostra al FAI

Il FAI è nato da una “costola” di Italia Nostra, fondata nel 1955 per denunciare il degrado del patrimonio artistico e paesaggistico italiano. Tra i suoi membri, Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni, che nel ’75 daranno vita al FAI. Fu tra le primissime associazioni ambientaliste nate in Italia grazie a figure come Antonio Cederna e Mario Fazio, che promuovevano una cultura della conservazione.

Nel 1966, nasce a Roma WWF Italia per volontà di Fulco Pratesi, focalizzato sulla tutela della natura (oggi diremmo biodiversità), segnando la separazione tra difesa del paesaggio e protezione ambientale, confermando quella dicotomia tra cultura e natura già radicata nel pensiero moderno.

Dieci anni dopo, il FAI viene fondato sul modello del National Trust inglese con l'obiettivo di restaurare e gestire – per una fruizione pubblica – beni storici, orientandosi così verso la tutela del patrimonio culturale.

Ma i suoi fondatori ebbero la lungimiranza di includere il concetto di ambiente nel nome della Fondazione intuendo quanto fosse già allora necessario fare sintesi tra i temi della conservazione del patrimonio e della salvaguardia ambientale.

Questa visione si rinnova e consolida nel Convegno Nazionale del 2021, dove il FAI ribadisce che l’ambiente è un intreccio indissolubile, in cui cultura e natura si sono co-evolute sin dalla comparsa dell’umanità.

Le azioni per l’ambiente

La difesa dell’ambiente italiano – e del paesaggio che è sua parte – è un impegno quotidiano del FAI, portato avanti attraverso il recupero dei suoi Beni, la sperimentazione di buone pratiche e un’intensa attività di sensibilizzazione sulle grandi sfide ambientali. A fianco delle campagne ci sono interventi e mobilitazioni: opposizioni a progetti che minacciano il territorio, sostenute a livello istituzionale con attività di lobbying e advocacy oppure con azioni legali o sensibilizzando l’opinione pubblica.

Sono casi puntuali in contesti locali ma spesso emblematici di un disinteresse generale per le politiche ambientali e paesaggistiche e della mancanza di una vera politica di governo del territorio.

Una delle più emblematiche azioni di contrasto in difesa dell’ambiente fu quella contro il progetto della società Mediapolis, che a fine anni Novanta progettò la costruzione di centro commerciale, promosso prima come parco mediatico, poi come luna park, su 60 ettari di suoli agricoli di pregio ai piedi della Serra Morenica di Ivrea. Dopo un percorso giudiziario durato vent’anni, il FAI fece emergere le fragilità economiche del progetto ottenendo una vittoria decisiva. Oggi i cartelli Mediapolis sono scomparsi e su quei terreni è tornata l’agricoltura.

Poi, negli anni, si sono susseguiti molti altri casi, tra cui il sostegno del FAI alla coraggiosa opposizione dell’allora Direttrice Regionale del Ministero della cultura, Carla di Francesco – oggi Presidente Regionale FAI Emilia-Romagna – a una lottizzazione sulle rive del Lago Inferiore di Mantova per costruire hotel e villette in un’area di grande fragilità idrogeologica ed elevata qualità ambientale, proprio di fronte al Palazzo Ducale.

Altri fronti sono rimasti aperti per decenni, come la difesa della Brughiera di Malpensa, la più estesa del sud Europa, costantemente minacciata dall'espansione aeroportuale. Dopo la bocciatura della terza pista, oggi il pericolo arriva dal progetto di una nuova area cargo, che potrebbe però essere realizzata all’interno del sedime esistente, senza intaccare l’ecosistema della brughiera.

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Le buone pratiche nei Beni FAI

Con il tempo, il FAI ha compiuto un passo ulteriore, strutturandosi in modo sempre più efficace e promuovendo campagne di sensibilizzazione e diffusione di buone pratiche per la tutela dell’ambiente e del paesaggio. Un impegno fondato sull’esperienza concreta maturata nella gestione dei Beni di cui si prende cura quotidianamente.

Questi Beni rappresentano un autentico mosaico dei paesaggi italiani: dalle Alpi alla Sardegna, dai pascoli alle zone umide, dal Negozio Olivetti in Piazza San Marco a Venezia al Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi di Agrigento. Questi luoghi diventano veri e propri laboratori di sostenibilità, dove osservare gli effetti della crisi ambientale — cambiamenti climatici, siccità, perdita di biodiversità, inquinamento — e sperimentare soluzioni concrete per mitigarne l’impatto. Proprio per questo, l’azione del FAI si concentra su interventi mirati per ridurre le emissioni di gas serra, promuovendo lo sviluppo di energie rinnovabili – come i pannelli fotovoltaici installati nella serra di Villa Rezzola a Lerici o la pompa di calore a Villa Necchi a Milano – il riuso dei materiali nei cantieri, in piena ottica di economia circolare, e la rigenerazione dei suoli.

Un esempio è proprio la Kolymbethra, recuperata dall’abbandono e dal degrado e trasformata oggi in uno splendido giardino di piante mediterranee.

Non mancano inoltre la tutela di aree umide, come le Saline Conti Vecchi in provincia di Cagliari, e dei pascoli, come l’Alpe Pedroria in provincia di Sondrio, così come la protezione delle specie che abitano i nostri luoghi di vita e convivono con noi, come lo scoiattolo rosso a Villa Panza a Varese e il tasso a Palazzo Moroni a Bergamo.

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Le campagne di sensibilizzazione

A partire proprio dai Beni si sviluppano le campagne di sensibilizzazione che vogliono essere un invito a riflettere sull'importanza dell’ambiente e sul contributo che ciascuno di noi può offrire per proteggerlo. #Salvailsuolo, #Salvalacqua, #FAIperilClima, #FAIBiodiversità, #CuriamoilPaesaggioColtivandolo sono campagne che non si limitano a diffondere messaggi, ma coinvolgono cittadini, scuole, istituzioni e imprese, e mirano a tradurre la consapevolezza in azione concreta.

La campagna #salvalacqua, per esempio, ha posto l’accento sulla necessità di una Strategia Nazionale per l’Acqua, promuovendo un approccio più resiliente e sostenibile. Per sostenere questa richiesta, il FAI ha riunito i principali attori del settore – enti di ricerca, gestori delle reti, consorzi di bonifica, amministrazioni pubbliche, imprese e agricoltori – dando vita a un Patto per l’Acqua con proposte concrete per l’efficienza idrica. Da qui è nato il Libro Blu, che analizza le ricadute economiche delle politiche di risparmio, riciclo e riuso dell’acqua, evidenziando le tecnologie e gli incentivi necessari con l’obiettivo su informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uso corretto di questa risorsa essenziale.

Accanto alla tutela della risorsa idrica, il FAI si impegna attivamente in campagne di sensibilizzazione sulla crisi climatica e sulle soluzioni per contrastarla – #FAIperilClima – e sulla tutela delle specie che ci circondano, quella biodiversità di cui siamo parte integrante e che rappresenta il fondamento stesso della vita sul nostro pianeta, #FAIBiodiversità. Le campagne prevedono una serie di iniziative distribuite lungo tutto l’arco dell’anno, con due momenti particolarmente significativi: la Giornata mondiale della biodiversità, che si celebra a maggio, e la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si tiene ogni anno a novembre. Questi eventi rappresentano importanti occasioni di riflessione, confronto e mobilitazione per sensibilizzare un pubblico sempre più ampio.

Le due crisi congiunte che stiamo vivendo – quella climatica e quella ecologica – sono infatti oggi più che mai emergenze globali che richiedono un’azione immediata e concreta. Per questo motivo, sono diventate una priorità comunicativa per il FAI, che intende coinvolgere non solo cittadini, ma anche istituzioni e governi, affinché acquisiscano maggiore consapevolezza e contribuiscano attivamente alla tutela dell’ambiente presente e, quindi, del nostro futuro.

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