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FAI per il clima

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Anche noi facciamo la nostra parte

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FAI per il clima
    Il FAI rafforza la campagna di sensibilizzazione e attivazione sul tema urgentissimo del cambiamento climatico: #faiperilclima. Un programma di iniziative per diffondere conoscenza a partire dal lavoro che il FAI porta avanti nei suoi Beni, dove la crisi ambientale si tocca con mano.

    Reagire alla crisi climatica 

    La crisi climatica è realtà: è qui, è ora e riguarda tutti. Le emissioni di gas a effetto serra prodotte dalle attività umane hanno già causato un aumento della temperatura media globale di più di 1°C negli ultimi 150 anni, una tendenza in crescita nei prossimi decenni. Le conseguenze più evidenti e drammatiche di questo cambiamento le stiamo già vivendo sulla nostra pelle e mettono a rischio non solo l’ambiente in cui viviamo – e di cui siamo parte integrante – ma anche la nostra stessa salute e sicurezza, il nostro sistema sociale ed economico. Ondate di calore, lunghi periodi di siccità, forte declino della biodiversità, fenomeni metereologici estremi sempre più frequenti e più intensi sono infatti solo alcune delle tragiche ripercussioni che l’umanità deve e dovrà affrontare.  

    A ognuno la sua parte  

    Per questo motivo la crisi climatica deve essere una priorità per i governi di tutto il mondo, ma anche per tutti noi. Il clima dei prossimi decenni dipenderà infatti dalle azioni di mitigazione che governi, imprese, organizzazioni e privati cittadini metteranno in atto nel presente e nell’immediato futuro. Azioni mirate a ridurre le emissioni e decarbonizzazione l’economia attraverso lo sviluppo di energie rinnovabili, l’implementazione di un’economia circolare, l'aumento di aree forestali e la rigenerazione dei suoli. Una priorità, quella della crisi climatica, che si tramuta dunque in nuove opportunità per ripensare i nostri stili di vita e il sistema economico fino ad oggi dominante. 

    + 1,2 °C è l’aumento della temperatura media globale negli ultimi 150 anni.

    IPCC (Global warming if 1.5°C)

    Tra il 2000 e il 2019 i disastri legati al clima sono aumentati dell’83%, rispetto al ventennio precedente.

    UNDRR (The human cost of disasters: an overview of the last 20 years (2000-2019)

    I cambiamenti climatici potrebbero far decrescere le rese agricole fino al 30% entro il 2050, colpendo fino a 500 milioni di aziende agricole in tutto il mondo.

    Global Commission on Adaptation (Report Adapt Now)

    Circa 3,5 miliardi di persone sono altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici a causa del luogo e delle circostanze in cui vivono.

    IPCC (Sixth Assessment Report)

    Un obiettivo comune

    L’obiettivo comune di frenare il riscaldamento globale è stato stabilito nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici – l’UNFCCC – stilata nel 1992. A partire da quella data le nazioni firmatarie si sono impegnate a ritrovarsi ogni anno alle Conferenze sul Cambiamento Climatico per valutare i progressi nel raggiungimento di questo obiettivo comune. Nel 2015, in particolare, i rappresentanti di 196 Stati si riunirono a Parigi e stilarono un accordo storico per mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali e limitarlo a 1,5°C. Un traguardo comune che oggi vacilla.

    Capire per agire

    Di fronte all’attuale crisi climatica, abbiamo dunque la responsabilità corale di conoscere quel che sta accadendo per capire come meglio agire: quali le soluzioni per mitigare, quali le strategie per adattarci, affinché gli effetti sempre più drammatici del riscaldamento globale non mettano a repentaglio la nostra vita e quella delle altre specie, né precludano alle generazioni future di vivere su un Pianeta prospero e sano.

    Il FAI fa la sua parte, unisciti a noi

    Marco Magnifico, Presidente del FAI:

    “È il momento della mobilitazione personale; è il momento in cui ognuno di noi deve combattere, in prima persona con coraggio e ardore, la sua piccola battaglia con la propria spada di legno, mutando costumi, azioni e politiche di vita personale e familiare. Il FAI, dal canto suo, sarà sempre più impegnato a segnare, con il proprio comportamento, il proprio esempio e le sue azioni educative, la via da seguire; e a reclamare, forte dei suoi quasi 270 mila iscritti, quelle scelte e quelle politiche di intervento che le istituzioni non possono  più procrastinare nella consapevolezza che contrastare il riscaldamento globale è la madre di tutte le battaglie, ma anche conscio della inderogabile necessità di preservare il paesaggio del Paese più bello del mondo.”

    Così il FAI fa la sua parte, portando avanti una delle sue principali missioni: diffondere conoscenza. Attraverso la campagna #faiperilclima, segue ogni anno da vicino i lavori delle COP per raccontare in diretta, attraverso le voci di chi ne prende parte, lo svolgimento dei negoziati. Organizza visite speciali all’interno dei suoi Beni con l’intervento di climatologi, geologi, botanici, zoologi, pedologi, agronomi e altri esperti che condividono con il pubblico la loro conoscenza calandola nei contesti territoriali. I partecipanti sono così invitati a osservare e toccare con mano gli effetti concretissimi del cambiamento climatico negli ambienti di cui il FAI si prende cura, venendo a conoscenza di buone pratiche e strategie di adattamento e mitigazione che tutti possiamo e dobbiamo adottare.

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