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Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano è una fondazione privata senza scopo di lucro che restaura, protegge e valorizza i beni storici, artistici e paesaggistici italiani, rendendoli accessibili al pubblico.
Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano opera per la salvaguardia del patrimonio italiano di storia, arte e natura, promuovendo una cultura della cura del patrimonio, inteso come bene comune, da conoscere, rispettare e trasmettere.
In concreto, il FAI:
Il FAI opera grazie al sostegno di iscritti, donatori, volontari e partner, ed è riconosciuto come ente del Terzo Settore.
Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano è nato il 28 aprile 1975 a Milano, per iniziativa di Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni, insieme a Franco Russoli e Alberto Predieri, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.
Il suo modello si ispira all’esperienza del National Trust britannico, con l’obiettivo di offrire anche in Italia un approccio strutturato e duraturo di tutela del patrimonio culturale e naturale.
Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano è stato fondato nel 1975 da Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni, con Franco Russoli e Alberto Predieri.
Il FAI non ha un proprietario.
Il FAI è una fondazione privata senza scopo di lucro, dotata di personalità giuridica, e opera nell’interesse generale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.
In quanto fondazione, il FAI non appartiene a singole persone: il suo patrimonio è vincolato per statuto al perseguimento della missione e gestito dagli organi della Fondazione secondo principi di responsabilità, trasparenza e finalità civiche.
Oggi il FAI è un Ente del Terzo Settore, iscritto al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
Il Presidente del FAI è Marco Magnifico, in carica dal 15 dicembre 2021.
Storico dell’arte, formatosi tra l’Università di Pavia e l’Università di Firenze e con un’esperienza professionale internazionale presso Sotheby’s, lavora al FAI dal 1985. Cresciuto professionalmente al fianco dei fondatori Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni, ha ricoperto nel tempo ruoli di crescente responsabilità fino alla nomina a Vicepresidente Esecutivo nel 2010.
Dopo oltre trentacinque anni di attività, è oggi profondo conoscitore della storia e dell’identità del FAI, di cui guida l’azione nel segno della tutela, della valorizzazione e della responsabilità verso il patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
No, il FAI non è un ente pubblico.
Si tratta di una fondazione privata senza scopo di lucro, con personalità giuridica riconosciuta dal 1975, iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
Pur essendo privata, opera nell’interesse generale promuovendo la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale italiano, in linea con i principi dell’art. 9 della Costituzione (tutela del paesaggio e del patrimonio culturale) e dell’art. 118 (principio di sussidiarietà), che riconoscono il ruolo delle iniziative private nella cura dei beni comuni.
Il patrimonio del FAI è vincolato dallo statuto alla missione della Fondazione e non appartiene allo Stato né a enti pubblici.
Nel corso della sua storia, il FAI ha avuto i seguenti Presidenti:
Giulia Maria Crespi, imprenditrice e filantropa, è stata una figura centrale della vita culturale e civile italiana.
Attiva dagli anni Sessanta nel consiglio di amministrazione del Corriere della Sera, ha promosso un’idea di rinnovamento e impegno civile, fondando anche l’azienda agricola biodinamica Cascine Orsine.
Nel 1975 ha dato vita al FAI, di cui è stata prima Presidente fino al 2009 e poi Presidente onoraria fino al 2020, dedicandovi la parte più significativa della sua vita. Autrice dell’autobiografia Il mio filo rosso, ha lasciato un forte messaggio alle nuove generazioni sull’importanza di trasformare i sogni in azioni concrete.
Architetto, ecologista e fotografo, è stato una figura pionieristica dell’ambientalismo italiano. Attivo inizialmente in Italia Nostra, ha denunciato attraverso la fotografia e la scrittura il degrado del paesaggio, concepito come “il volto umano della natura”.
Convinto che alla denuncia dovesse seguire l’azione, nel 1975 ha cofondato il FAI insieme a Giulia Maria Crespi, Alberto Predieri e Franco Russoli, contribuendo in modo decisivo a trasformare l’impegno civile in progetti concreti di tutela. I suoi scritti sono raccolti nel volume Tutta questa bellezza, ancora oggi di grande attualità.
Critico e storico dell’arte, docente e saggista, è stato una figura centrale nel rinnovamento della museologia italiana. Direttore della Pinacoteca di Brera per vent’anni, ha promosso una visione del museo come luogo vivo di educazione e partecipazione, non solo di conservazione.
Attento al rapporto tra patrimonio, pubblico e contesto, ha anticipato molti dei principi che avrebbero ispirato l’azione del FAI, di cui è stato cofondatore nel 1975.
È stato inoltre determinante nell’individuare il valore del Monastero di Torba, primo Bene FAI, intuendone il significato artistico, storico e paesaggistico.
Giurista e avvocato di fama internazionale, è stato un pioniere del diritto urbanistico e della tutela del paesaggio in Italia.
Dopo l’esperienza della Resistenza, ha unito l’impegno civile alla ricerca accademica, contribuendo in modo decisivo a ridefinire il concetto di paesaggio come ambiente, superando una visione limitata alle sole bellezze naturali.
Docente universitario e saggista prolifico, è stato ideatore e presidente della Cassa di Risparmio di Firenze. Nel 1975 ha svolto un ruolo fondamentale nella nascita del FAI, redigendone lo statuto e fornendone le basi giuridiche e culturali.
Il FAI è governato da un Consiglio di Amministrazione affiancato da organi di indirizzo, controllo e garanzia, secondo quanto previsto dallo Statuto:
Presidente
Marco Magnifico
Vicepresidenti
Ilaria Borletti Buitoni, Maurizio Rivolta, Flavio Valeri
Direzione
Davide Usai, Direttore Generale, Daniela Bruno, Direttrice Culturale
Consiglio di Amministrazione
Il CdA è composto da personalità provenienti dal mondo della cultura, delle istituzioni, dell’impresa e della società civile, tra cui:
Giovanni Agosti, Guido Beltramini, Ilaria Borletti Buitoni, Franco Dalla Sega, Daria de Pretis, Costanza Esclapon de Villeneuve, Maddalena Gioia Gibelli, Andrea Kerbaker, David Landau, Stefano Lucchini, Marco Magnifico, Marco Marcatili, Clarice Orsi Pecori Giraldi, Galeazzo Pecori Giraldi, Carlo Pontecorvo, José Rallo, Andrea Rinaldo, Maurizio Rivolta, Andrea Rurale, Monica Scanu, Franco Toffoletto, Michele Valensise, Flavio Valeri, Anna Zegna.
Comitato dei Garanti
Giovanni Bazoli (Presidente Emerito), Piergaetano Marchetti (Presidente), Tito Boeri, Marta Cartabia, Maria Luisa Meneghetti, Luca Paravicini Crespi, Guido Peregalli, Carlo Sisi.
Organo di controllo
Paola Tagliavini (Presidente), Michele de Tavonatti, Francesco Logaldo
Supplenti: Andrea Bignami, Andrea Catena, Giovanni Rossi
Organo di revisione
PricewaterhouseCoopers S.p.A.
Il FAI ha una struttura articolata su più sedi:
Il FAI è presente all’estero attraverso enti non profit e fondazioni affiliate che ne rappresentano la missione:
Queste realtà promuovono le attività del FAI, raccolgono fondi e sostengono la valorizzazione del patrimonio italiano all’estero.
Nel 2025, il FAI conta 322 dipendenti (Full Time Equivalent), che operano sia nella sede centrale di Milano e secondaria di Roma, sia nella gestione dei Beni e nel coordinamento dei progetti sul territorio.
Nel 2025 il FAI conta 320.418 iscritti attivi, un numero in costante crescita che testimonia il coinvolgimento della società civile nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico italiano.
Il FAI è una fondazione senza scopo di lucro che si finanzia prevalentemente attraverso il sostegno di soggetti privati (cittadini e aziende), riducendo al minimo la dipendenza dai fondi pubblici.
In base ai dati di bilancio 2024, le principali fonti di finanziamento sono:
La quota maggiore dei fondi deriva direttamente dalle persone fisiche attraverso diversi canali:
Il mondo corporate contribuisce in modo significativo alla missione del FAI, attraverso diverse forme di sostegno:
Scopri come le aziende possono sostenere il FAI
In misura limitata rispetto al contributo di privati e aziende, il FAI riceve sostegno anche da:
Il FAI opera affinché i Beni stessi che tutela e gestisce producano le risorse necessarie per il proprio mantenimento tramite biglietteria e servizi annessi. I fondi raccolti vengono reinvestiti nella missione istituzionale.
Nel 2024, il totale dei fondi raccolti dal FAI ammonta a 52.802.792 euro.
Il FAI è un Ente del Terzo Settore senza scopo di lucro e, in quanto tale, reinveste i propri proventi nelle seguenti attività:
Sono il 77% del totale proventi nel 2024, nello specifico:
Il 15% del totale proventi nel 2024
L'8% del totale proventi nel 2024)
I Beni del FAI sono luoghi speciali che vengono protetti, restaurati, valorizzati e aperti al pubblico dal FAI.
Possono essere sia di proprietà della Fondazione sia ricevuti in concessione da un ente pubblico o in comodato d’uso da un privato.
Fanno parte dell’immenso patrimonio culturale nazionale nelle sue varie accezioni (storica, artistica, naturalistica, architettonica, etnoantropologica, archivistica e libraria), il cui valore merita di essere tutelato e condiviso in quanto identitario e dunque collettivo.
L’insieme dei Beni costituisce il cuore stesso della Fondazione e della sua missione. Infatti, senza di loro il FAI non avrebbe ragione di esistere, e senza il FAI molti di questi luoghi rischierebbero di andare perduti.
Un luogo entra a far parte del patrimonio del FAI quando viene riconosciuto come parte significativa del patrimonio e dell’identità del Paese e quando, senza un intervento di tutela, rischierebbe l’abbandono.
I Beni possono essere donati da privati o affidati in concessione da istituzioni pubbliche o private. In entrambi i casi, il FAI li studia, li restaura, ne valorizza il contenuto culturale e li apre al pubblico.
Ogni proposta viene valutata secondo criteri di valore storico e culturale, integrazione con il territorio e sostenibilità della gestione nel tempo, per garantire al Bene un futuro duraturo e accessibile a tutti.
Al 31 dicembre 2025 i Beni istituzionali del FAI sono 75: 66 di proprietà diretta (acquisiti tramite donazioni, lasciti, eredità o acquisti) e 9 gestiti tramite concessione o comodato d'uso da enti pubblici o privati.
In entrambi i casi, il FAI si impegna a restaurarli, conservarli, valorizzarli e aprirli al pubblico, per sempre e per tutti.
I Beni del FAI sono luoghi di eccezionale valore storico, artistico e paesaggistico. Ciò significa che, per Statuto, non possono essere venduti né destinati a usi incompatibili con la missione della Fondazione e che sono destinati in modo permanente alla conservazione, valorizzazione e fruizione pubblica, a beneficio delle generazioni presenti e future.
Accanto a questi, esistono anche immobili donati al FAI con finalità diverse, che la Fondazione può affittare o vendere. Si tratta di beni conferiti espressamente per essere messi a reddito, così da sostenere economicamente la missione del FAI e la cura dei suoi Beni inalienabili.
I Beni tutelati sono luoghi di proprietà della Fondazione che vengono conservati e protetti, ma non prevedono un biglietto di ingresso né una gestione museale continuativa.
Si tratta prevalentemente di paesaggi e contesti naturali o rurali, come tratti di costa, alpeggi, masi, torri o aree di particolare valore ambientale e identitario, che il FAI tutela per garantirne la salvaguardia nel tempo e la fruizione rispettosa da parte della collettività.
I Beni patrocinati sono luoghi prevalentemente paesaggistici, non di proprietà del FAI ma di altra fondazione o società privata, con cui la Fondazione ha stilato un accordo per la tutela e valorizzazione del bene stesso.
I Beni patrocinati dal FAI a oggi sono il Parco Sorgenti Ferrarelle di Riardo (CE) e l’Oasi Zegna a Trivero (BI).
Il FAI possiede un dipartimento interno dedicato al restauro dei Beni, composto da architetti, ingegneri e professionisti specializzati, che progetta, coordina e segue tutti gli interventi sui Beni.
Ogni restauro si basa su studi approfonditi e ricerche sul contesto culturale, analisi diagnostiche e monitoraggi continui, con l’obiettivo di restituire ai Beni la loro identità culturale originaria.
Il dipartimento si avvale anche della collaborazione di consulenti esterni e imprese specializzate, selezionate anche attraverso bandi di gara, per garantire elevati standard tecnici e scientifici.
Tutti gli interventi sono resi possibili grazie ai fondi raccolti dalla Fondazione, provenienti da donazioni di privati, aziende e istituzioni, che consentono al FAI di prendersi cura dei Beni e valorizzarli per il pubblico.
Il FAI possiede un dipartimento di conservazione dedicato alla tutela quotidiana dei Beni, composto da professionisti specializzati che garantiscono la cura costante di arredi, oggetti d’arte e ambienti storici.
Dal 1975 a oggi sono stati restaurati e catalogati decine di migliaia di libri, arredi e opere d’arte, e il lavoro di conservazione continua ogni giorno per prevenire degrado e usura.
Il dipartimento agisce attraverso una serie di interventi coordinati: gli ambienti e gli oggetti vengono puliti con precisione, gli arredi e i tessuti protetti e trattati, le condizioni climatiche monitorate, e gli strumenti e le opere conservati con attenzione costante, per mantenere la loro identità storica e culturale.
Grazie ai fondi raccolti dalla Fondazione, queste attività possono essere svolte con continuità e competenza, assicurando che i Beni del FAI rimangano vivi, protetti e accessibili alle generazioni future.
Gestire un Bene del FAI significa curarne ogni giorno la tutela e la fruizione, tenendo conto della sua natura di bene culturale rifunzionalizzato come luogo di visita.
La gestione deve quindi conciliare la soddisfazione dei visitatori con il rispetto degli aspetti storici, artistici, architettonici e paesaggistici che ne definiscono l’identità, attraverso interventi costanti e mirati di manutenzione e prevenzione del degrado.
Al centro della gestione c’è una fruizione culturale pensata per pubblici diversi — famiglie, scuole, appassionati di natura e di storia — sempre nel rispetto del carattere e della storia del luogo.
Ogni Bene è affidato a un Property Manager, responsabile della vita quotidiana del luogo e del coordinamento di tutte le professionalità coinvolte, per garantire il buon funzionamento del Bene e la qualità dell’esperienza di visita.
Per il FAI valorizzare un Bene culturale significa andare oltre la sua conservazione e gestione, trasformandolo in un luogo capace di generare conoscenza, relazioni e partecipazione.
La valorizzazione nasce da uno studio approfondito del Bene, della sua storia e della sua forma attuale, e si estende al contesto paesaggistico e territoriale in cui è inserito.
Attraverso la ricerca, il racconto e la progettazione culturale, i Beni del FAI diventano fulcri di sistemi complessi, in dialogo con il paesaggio, il territorio e le comunità locali.
Dallo studio prendono forma narrazioni ed esperienze capaci di coinvolgere pubblici diversi, rendendo la cultura al tempo stesso apprendimento, piacere e consapevolezza.
I Beni del FAI custodiscono un patrimonio significativo di opere d’arte, arredi, oggetti e libri, strettamente legato alla storia e all’identità dei luoghi che li ospitano.
Le collezioni comprendono circa 30.000 opere e oggetti e oltre 40.000 libri, conservati, studiati e valorizzati come parte integrante dei Beni.
Non si tratta di collezioni museali isolate, ma di insiemi coerenti, che raccontano il modo di abitare, il gusto, le funzioni e la vita dei luoghi nel tempo, contribuendo a renderli comprensibili e vivi per il pubblico.
Parte di esse è consultabile online attraverso un catalogo digitale.
I Beni del FAI sono luoghi di proprietà della Fondazione o affidati in concessione, gestiti e valorizzati direttamente per la fruizione del pubblico.
I Luoghi del Cuore, invece, non appartengono al FAI: sono spazi scelti e segnalati dai cittadini tramite un censimento biennale, che trasforma il coinvolgimento popolare in interventi concreti di restauro e valorizzazione.
In molti casi i Luoghi del Cuore restano nel circuito del FAI anche dopo la conclusione degli interventi, come mete di visita delle Giornate FAI o altre occasioni di valorizzazione.
I Beni del FAI sono luoghi di proprietà della Fondazione o affidati in concessione, gestiti e valorizzati tutto l’anno.
I luoghi aperti per le Giornate FAI, invece, non appartengono necessariamente al FAI: vengono eccezionalmente aperti dai volontari per due fine settimana all’anno, offrendo l’opportunità di scoprire spazi solitamente chiusi, poco conosciuti o valorizzati.
Queste aperture permettono ai visitatori di conoscere e apprezzare realtà del territorio che, pur non essendo formalmente parte del patrimonio della Fondazione, arricchiscono la cultura e la storia locale, sviluppando un legame diretto con i luoghi e le comunità che li ospitano.
I Beni del FAI sono visitabili durante tutto l’anno, salvo brevi periodi di chiusura dedicati alla manutenzione. L’accesso è aperto a tutti.
Gli iscritti al FAI entrano gratuitamente o con riduzioni sui biglietti per gli eventi e sugli acquisti nei negozi; ai non iscritti è richiesto un biglietto d’ingresso il cui contributo sostiene direttamente la cura e la manutenzione del Bene.
I Beni del FAI sono luoghi vivi, pensati per essere vissuti e non solo osservati. Oltre alla visita, è possibile partecipare a un ricco programma di attività culturali ed educative – visite speciali, mostre, incontri, laboratori per famiglie ed eventi – che valorizzano le storie dei luoghi, il legame con il territorio e il ruolo educativo della cultura, della natura e del paesaggio.
È possibile acquistare i biglietti per la visita di un Bene FAI direttamente online nella pagina di ogni Bene.
Basta scegliere il Bene, cliccare su "Acquista il biglietto" e selezionare data e orario, oppure direttamente in loco alla biglietteria del Bene.
Sì.
Gli iscritti al FAI hanno diritto all’ingresso gratuito nei Beni del FAI aperti al pubblico per tutta la durata della tessera (12 mesi).
Ciò significa che è possibile visitare tutte le proprietà della Fondazione senza pagare il biglietto ogni volta, tornando anche più volte nello stesso Bene durante l’anno.
Per conoscere gli eventi in programma nei Beni del FAI è possibile consultare diversi canali ufficiali. Ecco quali:
La pagina relativa agli eventi sul sito del FAI raccoglie il calendario nazionale di mostre, visite guidate, laboratori didattici e attività nella natura.
Visitando la pagina specifica di un Bene (es. Villa del Balbianello, Villa Necchi Campiglio), è possibile vedere orari di apertura e eventi in programma.
La pagina dedicata alle Giornate FAI fornisce informazioni aggiornate su luoghi, orari e modalità di visita solo in occasione delle Giornate FAI di Primavera e d’Autunno.
La Newsletter segnala iniziative, aperture speciali ed eventi in calendario. Registrati qui.
I canali social sono utili per aggiornamenti, novità e comunicazioni in tempo reale.
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In molti Beni del FAI è possibile accedere con il proprio cane, tenuto al guinzaglio, soprattutto nelle aree all’aperto.
L’accesso può però variare da Bene a Bene, in base alle caratteristiche del luogo e agli spazi visitabili: per questo è sempre consigliabile verificare le indicazioni specifiche nella scheda del Bene prima della visita.
Sì, è possibile organizzare eventi privati in alcuni Beni del FAI, sia aziendali sia personali, in contesti di grande valore storico, artistico e paesaggistico, come ville, castelli, giardini e parchi.
I Beni del FAI possono ospitare eventi corporate – come incontri istituzionali, team building, presentazioni o lanci di prodotto – ma anche eventi privati, tra cui cerimonie, ricevimenti e occasioni speciali.
Ogni iniziativa è progettata su misura, nel pieno rispetto dell’identità e della tutela del luogo, e rappresenta un modo concreto per contribuire alla conservazione del patrimonio culturale italiano, affiancando le attività e gli eventi aperti al pubblico promossi dalla Fondazione.
In alcuni Beni del FAI è possibile soggiornare, vivendo l’esperienza unica di trascorrere la notte in luoghi storici e paesaggisticamente straordinari.
Queste opportunità sono offerte grazie alla collaborazione con partner come The Landmark Trust, che gestisce alcune residenze per brevi soggiorni, mantenendo elevati standard di qualità e rispetto del patrimonio.
Tra i Beni dove si può dormire figurano:
Torre e Casa Campatelli a San Gimignano (SI)
Villa dei Vescovi sui Colli Euganei (PD)
Abbazia di San Fruttuoso a Camogli (GE), dove è possibile soggiornare nella Casa del Mar
Queste esperienze consentono di abitare temporaneamente gli spazi che il FAI tutela, combinando visita culturale e soggiorno, e allo stesso tempo di sostenere la conservazione e la valorizzazione dei Beni.
Per gli iscritti al FAI è spesso previsto uno sconto sulle prenotazioni.
Il FAI lavora per rendere i propri Beni sempre più accessibili alle persone con disabilità, compatibilmente con la natura storica, architettonica e paesaggistica dei luoghi tutelati.
Non tutti i Beni possono essere pienamente accessibili dal punto di vista fisico, ma la Fondazione è impegnata a ridurre le barriere e ampliare le possibilità di fruizione.
Per questo ha sviluppato progetti specifici di accessibilità:
Le persone con disabilità accedono gratuitamente ai Beni FAI presentando la tessera ANMIC.
L’accessibilità per il FAI non riguarda solo l’eliminazione delle barriere fisiche, ma anche quelle sensoriali e cognitive, con l’obiettivo di rendere il patrimonio culturale il più possibile condiviso e inclusivo.
Iscriversi al FAI significa sostenere la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Con l’iscrizione si riceve la tessera FAI, valida 12 mesi, che consente l’ingresso gratuito o ridotto nei Beni FAI, la partecipazione a eventi e iniziative, e numerose opportunità per tutta la famiglia.
Puoi iscriverti al FAI in diversi modi:
Sul sito ufficiale del FAI compilando il modulo di iscrizione e inserendo i dati anagrafici, di contatto e la tipologia di tessera desiderata.
Direttamente presso i Beni del FAI, le Delegazioni territoriali o i Punti FAI più vicini a te.
Chiamando il numero +39 02 467615259 e fornendo i tuoi dati e quelli della carta di credito.
Utilizzando il codice IBAN IT02E0306909606100000013785 oppure, per bonifici dall’estero, il codice BIC/SWIFT BCITITMM.
Sul conto corrente 11711207 intestato a FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano).
In tutti i casi è consigliabile specificare nella causale il tipo di iscrizione (individuale, coppia, giovane o famiglia) e i tuoi dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo ed email).
Una volta completata l’iscrizione, riceverai la tessera FAI via mail e per posta.
La tessera FAI (valida 12 mesi) ha un costo che varia in base alla tipologia di iscrizione scelta.
Le principali quote sono:
Tessera Individuale: 39 € – valida per 1 persona
Tessera Giovane: 20 € – fino a 30 anni compiuti
Tessera Coppia: 60 € – per 2 adulti, anche non conviventi.
Tessera Famiglia: 66 € – per 2 adulti con bambini fino a 18 anni
Tessera Famiglia: 45 € – per 1 adulto con bambini fino a 18 anni
Per chi desidera donare un contributo maggiore, sono disponibili le seguenti quote di iscrizione che offrono vantaggi aggiuntivi e, in alcuni casi, agevolazioni fiscali:
Tessera Speciale (individuale) 96 €
Tessera Speciale Famiglia (2 adulti con bambini): 150 €
Tessera Sostenitore (2 adulti): 540 €
Altre tipologie di tessera
:
Tessera Classe Amica FAI: 38 € – dedicata alle classi scolastiche di ogni ordine e grado, insieme a un insegnante
La tessera FAI è valida per 12 mesi dalla data di sottoscrizione, indipendentemente dal momento dell’anno in cui viene attivata.
La tessera FAI offre numerosi vantaggi per 12 mesi, pensati per valorizzare l’esperienza culturale dei suoi iscritti:
Agli iscritti Speciali o Sostenitori, sono riservati ulteriori benefit come:
Un volontario del FAI mette a disposizione tempo, passione ed energie per sostenere concretamente la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano, contribuendo in modo attivo alla missione della Fondazione.
Le attività dei volontari sono diverse e variano in base ai luoghi e alle attitudini personali. In particolare, i volontari si occupano di:
I volontari possono operare nei Beni della Fondazione, sul territorio attraverso la rete delle Delegazioni e dei Gruppi FAI, oppure presso la sede nazionale di Milano.
Il loro contributo è fondamentale per aiutare il FAI a trasformare i propri valori in azioni concrete.
A fine 2025 il FAI può contare su oltre 18.000 volontari attivi in tutta Italia, impegnati nei Beni della Fondazione, nelle Delegazioni e nei Gruppi FAI sul territorio.
Una rete diffusa e appassionata che contribuisce a rendere possibile gran parte le attività di tutela, valorizzazione e sensibilizzazione del FAI.
Per diventare volontario del FAI:
Dopo l’invio, ti contatterà il Bene FAI o la Delegazione più vicina, in base alla tua disponibilità e agli interessi espressi.
Puoi candidarti per:
Requisiti principali:
Per diventare volontario del FAI è necessario avere almeno 18 anni. Non esiste un limite massimo di età per il volontariato in generale.
Per entrare a far parte dei Gruppi FAI Giovani, invece, è richiesto di avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, in linea con le attività e i progetti pensati specificamente per questa fascia di età.
Sì, il FAI è presente su tutto il territorio nazionale attraverso una rete capillare di volontari che opera anche in assenza di una sede fisica tradizionale.
La Rete FAI è coordinata da Direzioni Regionali e comprende:
Questi presidi sono attivi in molte località italiane per promuovere la tutela, la valorizzazione e la conoscenza dei beni e del patrimonio culturale.
Per trovare il presidio più vicino a te:
nei Beni FAI tutto l'anno
Gratis

