Situata all’interno di Palazzo Bortolazzi Larcher Fogazzaro, l’Aula del Simonino – finora nota come Cappella del Simonino – è stata donata al FAI da Marina Larcher Fogazzaro perché fosse restaurata e valorizzata.
Dopo i primi lavori di restauro sulla facciata, che hanno scoperto le finestre quattrocentesche e restituito colore e leggibilità alle figure e alle iscrizioni dipinte nel Settecento, la Fondazione ha riallestito lo spazio interno. Qui è stato installato un "racconto sonoro", della durata di circa 20 minuti con effetti immersivi e da ascoltare con cuffie wireless, dedicato alla vicenda del piccolo Simone da Trento: una storia del 1475 che ha ancora molto da insegnare.
L’Aula è collocata infatti nel luogo dove si trovava la casa natale di Simone Lomferdorm, un bambino di poco più di due anni trovato morto il 24 marzo del 1475 nel fossato di una casa lungo l’Adige di proprietà di un ebreo, e protagonista suo malgrado di una incredibile storia di antisemitismo, intolleranza religiosa e ingiustizia. Le autorità cittadine di allora, infatti, in nome di uno storico pregiudizio antiebraico, alimentarono la falsa credenza dell’omicidio rituale, accusando gli ebrei di aver ucciso il bambino per ricavarne il sangue da usare nel rito della Pasqua.
Il piccolo Simone divenne così, fin da subito, un martire cristiano, e poi ufficialmente un beato, popolarissimo destinatario di un culto vero e proprio, con luoghi deputati – come questa ex Cappella – processioni annuali e un campionario di immagini sacre diffuse in tutta Italia. La piccola comunità ebraica trentina, invece, fu ingiustamente accusata, processata e condannata, e infine espulsa da Trento, dove non ha fatto ritorno fino al 1992. Solo nel 1965 con un decreto papale il culto del Simonino è stato soppresso, sono state ordinate la rimozione delle spoglie del bambino dalla Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, la cessazione di ogni celebrazione e la chiusura delle cappelle, compresa questa donata...
Un percorso tra le vie di Trento, consigliato dal FAI attraverso una mappa digitale geolocalizzata, dedicato ai luoghi della storia del Simonino.
Una narrazione informativa, didattica, ma anche di grande suggestione, curata dal FAI e affidata alla voce dell’attrice trentina Daria Deflorian.
Leggibile grazie ai restauri, la scritta recita: “In questa casa è nato il beato Simone, il cui corpo riposa nella Chiesa di San Pietro e nell’anno di...
Per mantenerlo intatto e curarlo in modo adeguato, questo luogo - come tutti gli altri salvati dal FAI - necessita di un’attenta manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, e periodici interventi di restauro. Inoltre, i costi di gestione che permettono l’apertura al pubblico sono significativi. Per questo abbiamo bisogno di un aiuto concreto da parte di chi, come noi, vuole mantenere vivi per sempre luoghi unici e speciali.
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