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Dopo il devastante terremoto del 1693, che distrusse gran parte della Sicilia orientale, il Palazzo Vescovile di Catania venne ricostruito nella sua attuale posizione, a sud-est della Cattedrale di Sant'Agata. L'edificio si trova lungo un tratto delle antiche mura cinquecentesche della città, integrandosi nel tessuto storico e difensivo di Catania.
Il Palazzo Vescovile di Catania fu uno degli edifici simbolo della ricostruzione barocca della città dopo il devastante terremoto del 1693. La sua costruzione fu voluta dal vescovo Andrea Riggio (1693-1717) nel 1698, in un momento cruciale per la riorganizzazione urbanistica di Catania. Questo palazzo non solo svolse una funzione amministrativa ed ecclesiastica, ma divenne un segno tangibile della rinascita di Catania dopo il sisma.
Il Palazzo Vescovile di Catania custodisce al suo interno un elegante salone di rappresentanza, concepito con una pianta rettangolare e caratterizzato da volte a padiglione, in armonia con gli ambienti circostanti. Questo spazio prestigioso, pensato per ospitare incontri e cerimonie ufficiali, si affaccia sulla marina attraverso due grandi finestre incorniciate da modanature in pietra chiara, che si aprono su una balconata panoramica. Un'importante scoperta è avvenuta durante i recenti restauri del 2024, quando sono emerse numerose iscrizioni parietali risalenti al primo Ottocento. Questi testi, realizzati in monocromo nero e racchiusi entro grandi cornici policrome, rappresentano un tassello affascinante della storia dell'edificio.
Grazie alla concessione di S.E. Mons. Luigi Renna, Arcivescovo di Catania, il salone di rappresentanza del Palazzo Vescovile apre eccezionalmente le sue porte per le Giornate FAI di Primavera, offrendo al pubblico l'opportunità unica di ammirare un luogo di grande valore storico e artistico, solitamente non accessibile.
Liceo artistico M. M. Lazzaro
Nell’ambito delle Giornate FAI di Primavera il 21 e il 22 marzo 2026, presso il Palazzo dell’Arcivescovado, l’Associazione AFAE garantirà la presenza di interpreti LIS, assicurando alle persone sorde la piena fruizione delle visite guidate e degli approfondimenti storico-artistici. Tale intervento ha rappresentato un concreto esempio di inclusione culturale, volto ad abbattere le barriere comunicative e a promuovere la partecipazione attiva alla vita culturale del territorio.
Le visite in LIS sono garantite sia sabato che domenica dalle 10.00 alle 12.00.

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