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I Luoghi del Cuore
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STADIO ARTEMIO FRANCHI

STADIO ARTEMIO FRANCHI

FIRENZE

701°

POSTO

166

VOTI 2020
STADIO ARTEMIO FRANCHI
Capolavoro in cemento armato, progettato dall'architetto e ingegnere Pier Luigi Nervi in collaborazione con Gioacchino Mellucci a partire dal 1929 e costruito in due fasi: tra il 1930 e il 1931 sono state realizzate le tribune, mentre tra il 1932 e il 1933 le curve. Il complesso rappresenta un unicum nella planimetria asimmetrica, a “D”, brillante soluzione ideata come risposta a un vincolo progettuale, ovvero la presenza di una pista di atletica sul lato ovest. Lo stadio si caratterizza inoltre per la straordinaria opera ingegneristica della pensilina della tribuna, lunga quasi 100 metri e profonda 22, con uno sbalzo senza sostegni di circa 17 metri, segno di grande impatto scenografico, che permetteva di non compromettere la visuale del campo. Spiccano inoltre le tre scale elicoidali e la slanciata Torre di Maratona, che con i suoi 55 metri di altezza (illuminati) assolveva a un compito propagandistico. Lo stadio Giovanni Berta inaugura un nuovo modo di concepire le strutture in cemento armato che, esposte a vista, ne determinano anche i valori architettonici. La paventata demolizione di quest’opera pionieristica costituirebbe un rilevante vulnus del patrimonio architettonico nazionale, sia rispetto al carattere di unicum che rappresenta nel panorama mondiale di tale tipologie di strutture, sia per il ruolo testimoniale che riveste, quale opera paradigmatica rispetto a tutti gli stadi realizzati lungo la Penisola fino agli anni ’60 del Novecento.

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Capolavoro in cemento armato, progettato dall'architetto e ingegnere Pier Luigi Nervi in collaborazione con Gioacchino Mellucci a partire dal 1929 e costruito in due fasi: tra il 1930 e il 1931 sono state realizzate le tribune, mentre tra il 1932 e il 1933 le curve. Il complesso rappresenta un unicum nella planimetria asimmetrica, a “D”, brillante soluzione ideata come risposta a un vincolo progettuale, ovvero la presenza di una pista di atletica sul lato ovest. Lo stadio si caratterizza inoltre per la straordinaria opera ingegneristica della pensilina della tribuna, lunga quasi 100 metri e profonda 22, con uno sbalzo senza sostegni di circa 17 metri, segno di grande impatto scenografico, che permetteva di non compromettere la visuale del campo. Spiccano inoltre le tre scale elicoidali e la slanciata Torre di Maratona, che con i suoi 55 metri di altezza (illuminati) assolveva a un compito propagandistico. Lo stadio Giovanni Berta inaugura un nuovo modo di concepire le strutture in cemento armato che, esposte a vista, ne determinano anche i valori architettonici. La paventata demolizione di quest’opera pionieristica costituirebbe un rilevante vulnus del patrimonio architettonico nazionale, sia rispetto al carattere di unicum che rappresenta nel panorama mondiale di tale tipologie di strutture, sia per il ruolo testimoniale che riveste, quale opera paradigmatica rispetto a tutti gli stadi realizzati lungo la Penisola fino agli anni ’60 del Novecento.
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