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PARCO E CASTELLO FIENGA

PARCO E CASTELLO FIENGA

NOCERA INFERIORE, SALERNO

5,705°

POSTO

9

VOTI 2022
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PARCO E CASTELLO FIENGA
CASTELLO DEL PARCO (NOCERA INFERIORE): La struttura originale è conosciuta sin dal 984 in un documento del Codice Diplomatico Cavese, indicato come "firmitate noba nocerina de ipso Monticellum", ma il maniero risale probabilmente a epoca più antica. Nella sua prima fase di vita il castello era costituito da una struttura molto semplice: una torre con un piccolo recinto. Nel 1138 fu distrutto dalle truppe Ruggero II assieme al villaggio del Borgo. In epoca federiciana appartenne alla famiglia dei Filangieri. In quest'epoca su di un banco di roccia calcarea, fu realizzato l'arce con una torre pentagonale circondata da un recinto quadrangolare. Ai lati di questo recinto erano presenti altre quattro torri (delle quale oggi resta solo una base). In questi anni le stanze del castello servirono anche come prigione, vi si tenne prigioniera fino alla morte Elena degli Angeli, vedova di re Manfredi di Svevia. In epoca angioina si ebbe il primo grande ampliamento del castello. Dal 1303 si provvide anche alla risistemazione del sistema difensivo caratterizzato da una triplice cinta di mura che dalla sommità della collina scendeva fino alle falde della collina, cingendo il borgo fortificato fino al torrente detto Saltera. In questi anni vi crebbe e poi lo possedette Carlo Martello, amico di Dante e vi nacque, probabilmente, ma sicuramente vi crebbe san Ludovico d'Angiò. Nel '300 Giovanna I lo cedette con la Città al fiorentino Niccolò Acciaiuoli, che vi ospitò nel 1362 Giovanni Boccaccio. Nel dicembre del 1381 vi fu portata prigioniera la regina Giovanna I, e vi rimase fino al 28 marzo del 1382.Nel 1385 papa Urbano VI, durante la guerra per la successione a Giovanna I, vi fu assediato per alcuni mesi dalle truppe di Carlo III di Durazzo. Dal castello il papa dovette reprimere una congiura ordita contro di lui da alcuni cardinali. Con il passaggio alla dinastia aragonese la città di Nocera perse l'importanza di cui aveva goduto sotto gli angioini. La struttura andò lentamente in disuso e non fu ristrutturato per difendersi dalle armi da fuoco. Nel 1521 fu acquistato con la Città da Tiberio Carafa, primo duca di Nocera, e fu usato come residenza ducale fino alla costruzione del fastoso palazzo ducale ai piedi della collina, dove è oggi l’ex caserma Tofano, da parte di Ferdinando I Carafa. Il duca di Nocera trasformò parte della collina in un grande parco per la caccia ai cervi. Vi si recava soprattutto durante il periodo estivo per goderne l’aure soavi, che spirano ivi li venti quando li rimanente della campagna brucia per lo soverchio caldo della stagione. I i suoi eredi si spostarono nel grande palazzo ducale realizzato alle falde del piccolo monte. Gradualmente abbandonato, andò decadendo finché nell'800 fu acquistato dai baroni de Guidobaldi, che ne spianarono una parte costruendovi su la villa residenziale oggi esistente. Passò poi ai Fienga, che demolirono tutto il lato sud per realizzare il palazzo che si vede oggi. Il luogo è stato segnalato perché si ritiene che debba essere maggiormente valorizzato.

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CASTELLO DEL PARCO (NOCERA INFERIORE): La struttura originale è conosciuta sin dal 984 in un documento del Codice Diplomatico Cavese, indicato come "firmitate noba nocerina de ipso Monticellum", ma il maniero risale probabilmente a epoca più antica. Nella sua prima fase di vita il castello era costituito da una struttura molto semplice: una torre con un piccolo recinto. Nel 1138 fu distrutto dalle truppe Ruggero II assieme al villaggio del Borgo. In epoca federiciana appartenne alla famiglia dei Filangieri. In quest'epoca su di un banco di roccia calcarea, fu realizzato l'arce con una torre pentagonale circondata da un recinto quadrangolare. Ai lati di questo recinto erano presenti altre quattro torri (delle quale oggi resta solo una base). In questi anni le stanze del castello servirono anche come prigione, vi si tenne prigioniera fino alla morte Elena degli Angeli, vedova di re Manfredi di Svevia. In epoca angioina si ebbe il primo grande ampliamento del castello. Dal 1303 si provvide anche alla risistemazione del sistema difensivo caratterizzato da una triplice cinta di mura che dalla sommità della collina scendeva fino alle falde della collina, cingendo il borgo fortificato fino al torrente detto Saltera. In questi anni vi crebbe e poi lo possedette Carlo Martello, amico di Dante e vi nacque, probabilmente, ma sicuramente vi crebbe san Ludovico d'Angiò. Nel '300 Giovanna I lo cedette con la Città al fiorentino Niccolò Acciaiuoli, che vi ospitò nel 1362 Giovanni Boccaccio. Nel dicembre del 1381 vi fu portata prigioniera la regina Giovanna I, e vi rimase fino al 28 marzo del 1382.Nel 1385 papa Urbano VI, durante la guerra per la successione a Giovanna I, vi fu assediato per alcuni mesi dalle truppe di Carlo III di Durazzo. Dal castello il papa dovette reprimere una congiura ordita contro di lui da alcuni cardinali. Con il passaggio alla dinastia aragonese la città di Nocera perse l'importanza di cui aveva goduto sotto gli angioini. La struttura andò lentamente in disuso e non fu ristrutturato per difendersi dalle armi da fuoco. Nel 1521 fu acquistato con la Città da Tiberio Carafa, primo duca di Nocera, e fu usato come residenza ducale fino alla costruzione del fastoso palazzo ducale ai piedi della collina, dove è oggi l’ex caserma Tofano, da parte di Ferdinando I Carafa. Il duca di Nocera trasformò parte della collina in un grande parco per la caccia ai cervi. Vi si recava soprattutto durante il periodo estivo per goderne l’aure soavi, che spirano ivi li venti quando li rimanente della campagna brucia per lo soverchio caldo della stagione. I i suoi eredi si spostarono nel grande palazzo ducale realizzato alle falde del piccolo monte. Gradualmente abbandonato, andò decadendo finché nell'800 fu acquistato dai baroni de Guidobaldi, che ne spianarono una parte costruendovi su la villa residenziale oggi esistente. Passò poi ai Fienga, che demolirono tutto il lato sud per realizzare il palazzo che si vede oggi. Il luogo è stato segnalato perché si ritiene che debba essere maggiormente valorizzato.

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