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LA NINFEA E IL CIPRESSO CALVO DI MONTICCHIO

LA NINFEA E IL CIPRESSO CALVO DI MONTICCHIO

RIONERO IN VULTURE, POTENZA

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LA NINFEA E IL CIPRESSO CALVO DI MONTICCHIO
Monticchio è uno dei pochi habitat dell’intera Italia Meridionale dove è presente la ninfea bianca e l’unico della Basilicata in cui vegeta allo stato spontaneo. La ninfea a Monticchio è una specie autoctona, presente da tempo immemorabile, come testimoniato da racconti locali riportati in letteratura. Da foto aeree dei decenni passati e in base alla memoria locale, i lamineti galleggianti di ninfea del Lago Grande hanno estensione stabile (se non in regresso), risultando in equilibrio con le altre idrofite presenti. Il Cipresso calvo (Taxodium distichum) è specie non autoctona, tipica delle paludi del nordamerica, introdotta a Monticchio da rimboschimenti effettuati dal Corpo Forestale dello Stato. Il tronco ha una base larga e sviluppa una fitta rete di “radici respiratorie” che lo ancorano al suolo: ciò gli consente di sopravvivere in bassifondi melmosi e soggetti a esondazioni, dove l’apparato radicale di altre piante soffrirebbe, portandole al disseccamento o a inclinarsi e cadere per insufficiente ancoraggio al suolo. E’ detto “calvo” perché d’inverno i suoi aghi cadono, dopo aver assunto un colore rosso acceso

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