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SENTIERO DEGLI ALPINI

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PIGNA, IMPERIA

369°

POSTO

435

VOTI 2020
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SENTIERO DEGLI ALPINI
Un percorso escursionistico tra i più spettacolari della Liguria, il più affascinante delle Alpi Liguri, sospeso nel vuoto, scavato nella roccia all’interno delle pareti calcare ricche di fossili che caratterizzano le cime dolomitiche dei monti Pietravecchia (2.038 mt.) e Toraggio (1972 mt). L’itinerario è situato in provincia d’ Imperia e si raggiunge percorrendo la valle Argentina o la val Nervia sino a Colle Melosa. Da qui, prendendo la strada militare che porta al Rifugio Grai si giunge alla Fontana Italo ove entro breve tempo ci si inoltrerà lungo il “Sentiero degli Alpini”, scavato nelle pendici del monte Pietravecchia. Raggiunta la Gola dell’Incisa (1685 mt), in parte crollata, ma ancora percorribile da escursionisti esperti, un’ordinanza del Comune di Pigna vieta la possibilità di proseguire sul sentiero originale che tagliava le pendici del monte Toraggio, non più transitabile a seguito di un’ importante smottamento. Tale tratto, con splendide vedute sulla val Nervia, conduceva al Passo di Fonte Dragurina, dove sul lato francese, ancor oggi percorrendo l’Alta Via dei Monti Liguri si tocca nuovamente la Gola dell’Incisa terminando l’anello (originariamente a forma di otto) raggiungendo la Cima de la Valletta e da qui Colle Melosa. Un sentiero nato dalla necessità di trasferire uomini, armamenti e vettovaglie dal passo Muratone alle spettacolari fortificazioni di Cima Marta, sfuggendo al controllo delle batterie francesi. E proprio a tal fine, che tra il 1936 ed il 1938 fu chiesto agli ingegneri dell’epoca di concepire l’impossibile scavando nella roccia uno stretto percorso a strapiombo in parte sostenuto da alti muri a secco, in parte ricavato direttamente dalla roccia che prese il nome “Sentiero degli Alpini”. Oltre l’aspetto storico di rilievo è quello naturalistico, infatti questo sentiero è situato in un’area che per la sua biodiversità sia vegetale che animale e la geologia è stato riconosciuto dall’Unione Europea come uno delle Zone di Protezione Speciale, nell’ambito della Direttiva Habitat “Rete Natura 2000”. Il sitoToraggio e Pietravecchia, dal punto di vista della flora, sono l’areale più importante della catena alpina, non solo per il gran numero di entità endemiche presenti in un’area ben ridotta ma anche per la ricchezza complessiva della flora. Un luogo tra i più suggestivi, vero paradiso dei botanici per la ricchezza di endemismi vegetali stimati in circa una sessantina, ove convivono specie mediterranee ed alpine, alcune di origine artica ereditate dalle glaciazioni.

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Un percorso escursionistico tra i più spettacolari della Liguria, il più affascinante delle Alpi Liguri, sospeso nel vuoto, scavato nella roccia all’interno delle pareti calcare ricche di fossili che caratterizzano le cime dolomitiche dei monti Pietravecchia (2.038 mt.) e Toraggio (1972 mt). L’itinerario è situato in provincia d’ Imperia e si raggiunge percorrendo la valle Argentina o la val Nervia sino a Colle Melosa. Da qui, prendendo la strada militare che porta al Rifugio Grai si giunge alla Fontana Italo ove entro breve tempo ci si inoltrerà lungo il “Sentiero degli Alpini”, scavato nelle pendici del monte Pietravecchia. Raggiunta la Gola dell’Incisa (1685 mt), in parte crollata, ma ancora percorribile da escursionisti esperti, un’ordinanza del Comune di Pigna vieta la possibilità di proseguire sul sentiero originale che tagliava le pendici del monte Toraggio, non più transitabile a seguito di un’ importante smottamento. Tale tratto, con splendide vedute sulla val Nervia, conduceva al Passo di Fonte Dragurina, dove sul lato francese, ancor oggi percorrendo l’Alta Via dei Monti Liguri si tocca nuovamente la Gola dell’Incisa terminando l’anello (originariamente a forma di otto) raggiungendo la Cima de la Valletta e da qui Colle Melosa. Un sentiero nato dalla necessità di trasferire uomini, armamenti e vettovaglie dal passo Muratone alle spettacolari fortificazioni di Cima Marta, sfuggendo al controllo delle batterie francesi. E proprio a tal fine, che tra il 1936 ed il 1938 fu chiesto agli ingegneri dell’epoca di concepire l’impossibile scavando nella roccia uno stretto percorso a strapiombo in parte sostenuto da alti muri a secco, in parte ricavato direttamente dalla roccia che prese il nome “Sentiero degli Alpini”. Oltre l’aspetto storico di rilievo è quello naturalistico, infatti questo sentiero è situato in un’area che per la sua biodiversità sia vegetale che animale e la geologia è stato riconosciuto dall’Unione Europea come uno delle Zone di Protezione Speciale, nell’ambito della Direttiva Habitat “Rete Natura 2000”. Il sitoToraggio e Pietravecchia, dal punto di vista della flora, sono l’areale più importante della catena alpina, non solo per il gran numero di entità endemiche presenti in un’area ben ridotta ma anche per la ricchezza complessiva della flora. Un luogo tra i più suggestivi, vero paradiso dei botanici per la ricchezza di endemismi vegetali stimati in circa una sessantina, ove convivono specie mediterranee ed alpine, alcune di origine artica ereditate dalle glaciazioni.
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