
Il Mulino del Capo è il luogo più bello e conosciuto di Poggiolforato. Il nome sembra avere origine dal capo di una banda di predatori, un certo Franzaroli di Rocca Corneta che si faceva chiamare "Signor Capitano Capo Insorgente" agli inizi dell'800, che qui si rifugiavano per sfuggire alle guardie di confine dopo le loro scorrerie nel vicino territorio modenese. La bellezza dell'edificio e del paesaggio circostante ne fanno un luogo davvero magico non a caso scelto dal regista Pupi Avanti per l'ambientazione di alcune scene del film "Una gita scolastica". Posto al termine della strada asfaltata, a ridosso del torrente Dardagna, l'edificio, ancora intatto nella sua struttura Cinquecentesca, si presenta di forma allungata, con un voltone sostenuto da una solida trave di legno, il tetto coperto di piagne e due comignoli rotondi sormontanti da curiose figure umane. Il mulino, di proprietà privata, serviva tutti gli abitanti del paese e anche delle zone limitrofe, essendo uno dei più grandi del Belvedere. In epoca moderna fu attrezzato con una piccola officina per la produzione di campanacci per il bestiame e per la ferratura di cavalli e muli.
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Il Mulino del Capo è il luogo più bello e conosciuto di Poggiolforato. Il nome sembra avere origine dal capo di una banda di predatori, un certo Franzaroli di Rocca Corneta che si faceva chiamare "Signor Capitano Capo Insorgente" agli inizi dell'800, che qui si rifugiavano per sfuggire alle guardie di confine dopo le loro scorrerie nel vicino territorio modenese. La bellezza dell'edificio e del paesaggio circostante ne fanno un luogo davvero magico non a caso scelto dal regista Pupi Avanti per l'ambientazione di alcune scene del film "Una gita scolastica". Posto al termine della strada asfaltata, a ridosso del torrente Dardagna, l'edificio, ancora intatto nella sua struttura Cinquecentesca, si presenta di forma allungata, con un voltone sostenuto da una solida trave di legno, il tetto coperto di piagne e due comignoli rotondi sormontanti da curiose figure umane. Il mulino, di proprietà privata, serviva tutti gli abitanti del paese e anche delle zone limitrofe, essendo uno dei più grandi del Belvedere. In epoca moderna fu attrezzato con una piccola officina per la produzione di campanacci per il bestiame e per la ferratura di cavalli e muli.
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