Informiamo i gentili visitatori che a partire dal 29 giugno fino al 14 luglio 2026 compresi, causa lavori di restauro, l'accesso alla Cappella è interdetto.
We kindly inform our visitors that starting from June 29th untill July 14th 2026, access to the chapel of Memoriale Brion will not be permitted due to ongoing works.
Situato ai margini del piccolo cimitero di San Vito d’Altivole, il Memoriale Brion è uno dei più alti capolavori dell’architettura del XX secolo e l’ultima opera di Carlo Scarpa, cui egli stesso volle legare la propria memoria. Commissionato nel 1969 da Onorina Tomasin in ricordo del marito Giuseppe Brion, imprenditore illuminato e fondatore della Brionvega, il complesso fu realizzato tra il 1970 e il 1978 e completato dopo la morte dell’architetto sui suoi dettagliatissimi disegni.
Il monumento, donato al FAI da Ennio e Donatella Brion nel 2022, si estende per 2200 metri quadrati: un giardino funerario racchiuso da mura inclinate, aperto al paesaggio delle colline asolane. Vi si accede da un ingresso monumentale, i "propilei", con due cerchi intrecciati che evocano l’amore coniugale, tema centrale dell’opera. Al cuore del complesso sorge l’arcosolio, un arco-ponte rivestito di tessere vitree con foglia d’oro che custodisce i sarcofagi inclinati dei coniugi Brion, eternamente protesi l’uno verso l’altro.
Attorno, prati solcati da canali e vasche di ninfee disegnano forme geometriche che evocano giardini giapponesi e paradisi islamici. Su questo scenario si affacciano tre edifici: un padiglione isolato sull’acqua destinato alla meditazione, la tomba dei parenti e la cappella-tempietto per le cerimonie funebri, avvolta da un giardino di cipressi. In un angolo discreto, tra memoriale privato e cimitero pubblico, si trova la tomba di Carlo Scarpa, che oggi ospita anche le spoglie di sua moglie Nini Lazzari, progettata dal figlio Tobia con Fabio Lombardo.
Il Memoriale Brion è molto più di un sepolcro di famiglia: Scarpa lo concepì come un giardino aperto a tutti, uno spazio di meditazione universale in cui architettura, natura, simboli e spiritualità si intrecciano. Islam e Giappone, classicità e modernità, geometria e poesia convivono in un dialogo che invita a riflettere sul senso della vita, della morte e dell’amore. Un luogo unico, reso...
Un percorso di arte e storia, tra la Villa Barbaro a Maser, il Duomo e il Castello di Asolo, il Museo Civico e le dimore che ispirarono Canova ed Eleonora...
Non solo la Tomba Brion, ma anche il Negozio Olivetti, in piazza San Marco a Venezia, è un Bene del FAI.
Il cuore del complesso, con i sarcofagi di Giuseppe e Onorina Brion, protetti dall’arco rivestito di mosaico dorato e simbolicamente inclinati l’uno verso...
Per conservarlo e curarlo in modo adeguato, questo luogo - come tutti gli altri Beni del FAI - necessita di un’attenta e costante manutenzione, sia ordinaria che straordinaria. Inoltre, i costi di gestione che permettono l’apertura al pubblico in sicurezza sono significativi. Per questo abbiamo bisogno di un aiuto concreto da parte di chi, come noi, vuole mantenere vivi per sempre luoghi unici e speciali.
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