03 marzo 2026
Capolavoro dell’architettura del Novecento, ultima opera del grande architetto Carlo Scarpa (Venezia 1906-Sendai 1978), che la realizzò tra il 1970 e il 1978, il Memoriale è la tomba della famiglia Brion, che nel 1969 Onorina Tomasin Brion commissionò all’architetto veneziano in memoria del marito da poco defunto, l’imprenditore Giuseppe Brion, nato a San Vito d’Altivole, fondatore e proprietario della Brionvega, azienda di punta nella produzione di apparecchi elettronici di design del secondo dopoguerra. Il Memoriale Brion è un monumento in cui si esprime tutto il genio di Carlo Scarpa (che qui, peraltro, è sepolto con la moglie) ma è anche un cimitero di famiglia, accessibile dal piccolo camposanto del paese e immerso alle pendici dei colli asolani; concepito anche per essere un giardino aperto a tutti, è un luogo di silenzio, pace e armonia, pervaso da un profondo senso del sacro, che invita naturalmente chiunque lo visiti alla riflessione, in una visita che diventa un’esperienza intensa e memorabile. Noto a livello internazionale, già visitato da migliaia di persone, specialmente studenti e appassionati di architettura, il Memoriale Brion è stato donato nel 2022 dal figlio dei Brion, Ennio, e da sua sorella Donatella al FAI, perché ne curasse la conservazione, la gestione e la valorizzazione.
In questi anni, grazie al FAI, il Memoriale ha visto crescere nettamente il numero dei visitatori: da 17 mila a 45 mila nel 2025.
Proprio per offrire un servizio adeguato al crescente numero di visitatori, secondo lo standard che la Fondazione segue in tutti i suoi 75 Beni, il FAI ha deciso di dotare il Memoriale di un vicino padiglione, intitolato proprio a Ennio Brion, che sarà punto di partenza e di introduzione alla visita, e sede di servizi di accoglienza e di attività culturali che non troverebbero spazio, proprio per la sua natura, nel Memoriale stesso.
Così il FAI ha acquistato un immobile privato, situato all’inizio del sentiero bordato di cipressi che storicamente conduce al cimitero monumentale, così da valorizzare il percorso d’accesso originale, in asse con l’ingresso del Memoriale.
Il progetto del Padiglione Brion è stato affidato dal FAI a AMDL CIRCLE, lo studio fondato da un grande architetto contemporaneo, Michele De Lucchi, che ha lavorato innanzitutto per trasformare questo ordinario fabbricato in un edificio bello, moderno e funzionale, dimostrando come sia possibile intervenire con sensibilità, sapienza e creatività, senza demolire o consumare nuovo suolo, riqualificando architetture del recente passato, modeste e anonime, per elevare la qualità, non solo degli edifici, ma anche del paesaggio, in contesti segnati, come questo, da urbanizzazione diffusa, disomogenea e di poco valore.
«Facile sarebbe stato demolire una villetta anonima e sgraziata come tante, per costruire un sempre più indispensabile spazio multifunzionale e didattico per accogliere i numerosi e crescenti visitatori del Memoriale Brion di Altivole. La fortuna ci ha fornito su un piatto d’argento sia la villetta in vendita nella giusta posizione, che un amico e celebre architetto disposto a tramutare in Principe un ranocchio. Michele De Lucchi non poteva far meglio nella viva speranza che l’esempio contagi e che i troppi ranocchi che popolano la campagna veneta possano provare a cambiarsi d’abito; perché se si vuole si può», Marco Magnifico, Presidente FAI
«Quando ci hanno chiesto di intervenire su una villetta molto ordinaria, posta lungo lo stradone di Altivole, per mettere in connessione il paese con il Memoriale Brion, abbiamo esitato. Perché l’opera così delicata di Carlo Scarpa era difficile da rappresentare in una villetta di periferia. Poi l’idea è venuta. Dovevamo creare uno spazio di decompressione che facesse abbandonare il traffico della provinciale per entrare nello spazio del sacro. E la villetta era perfetta: si trovava proprio all’inizio del viale dei cipressi, che definiva l’accesso al monumento. Dovevamo però renderla un’architettura di passaggio, il più possibile priva di enfasi e capace di una raffinatezza silenziosa, per instaurare una relazione non di competizione, ma di rispettoso dialogo con il monumento», Michele De Lucchi, fondatore AMDL CIRCLE
Il progetto di AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, con la collaborazione della paesaggista dott.ssa Camilla Zanarotti Landscape Architect e dello studio Contec Ingegneria, si propone, oltre che di ridisegnare l’esterno dell’edificio, di rifunzionalizzare gli interni articolati su tre livelli, creando spazi necessari alla gestione e valorizzazione del FAI: una biglietteria con negozio per l’accoglienza del pubblico, un ristoro, aule didattiche attrezzate per laboratori e lezioni rivolte alle scuole e alle università, uno spazio narrativo allestito con un video racconto immersivo dedicato alla storia del Memoriale e dei suoi protagonisti, un “teatro” all’aperto per eventi culturali e un ampio giardino affacciato sulla campagna e sul viale di cipressi che conduce dritto al cimitero e al Memoriale Brion. Le opere sono state affidate all’Impresa Costruzioni ing. Enrico Pasqualucci.
Si ringrazia Fondazione CDP, ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti per il fondamentale sostegno al progetto.
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