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LA CONCHIGLIA - SPIAGGIA DI GELA

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GELA, CALTANISSETTA

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LA CONCHIGLIA - SPIAGGIA DI GELA
Il Lido La Conchiglia è stato uno storico stabilimento balneare siciliano presso il Lungomare di Gela. Tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta del XX secolo divenne uno dei più rinomati locali dell'isola non solo per la bella spiaggia sottostante ma soprattutto per gli eventi mondani che ospitava vantando la presenza dei più insigni esponenti del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica dell'epoca. In seguito al forte inquinamento marino di cui fu vittima la costa gelese, "La Conchiglia" fu sempre meno frequentata sino a chiudere definitivamente i battenti intorno al 1980. Ridotta ad un rudere pieno di ricordi, recentemente parte della struttura è crollata ma la locale Sovrintendenza ha annunciato un suo prossimo restauro e ripristino. Lo stabilimento balneare o "chalet", come veniva chiamato all'epoca, fu innalzato sullo stesso sito di un lido di tavola denominato "Gela" e che veniva montato nei mesi estivi lungo la battigia come molti altri sin dalla seconda metà del XIX secolo. Considerando la forte crescita del numero di bagnanti sul litorale gelese e per creare una grande struttura che potesse funzionare per l'intero anno senza la necessità di essere smontata al termine della stagione estiva, i gelesi fratelli Ventura decisero di finanziare la realizzazione del Lido "La Conchiglia Gela, Perla del Mediterraneo", denominazione poi abbreviata in "La Conchiglia". Tra 1957 e 1958, in meno di un anno, venne costruito il grande complesso totalmente immerso nell'acqua di mare. L'inaugurazione si tenne il 24 giugno del 1958 alla presenza delle più autorevoli personalità politiche regionali. L'evento attirò l'attenzione delle principali agenzie turistiche nazionali. Il progetto fu redatto dal geometra Filippo Trobia. La realizzazione dell'opera comportò una spesa di circa 160 milioni di lire da parte dei gestori. La struttura, a garanzia dalle intemperie, fu interamente realizzata in cemento armato rivestito con uno spesso strato di pozzolana bianca, materiale resistente all'umidità. Infatti il complesso era completamente immerso nel mare ed era ancorato ai fondali marini tramite possenti palafitte conficcate nella sabbia sino ad una profondità di circa 8-11 metri. Il progetto risultò piacevole nella forma e ardito nella sua complessità, tanto da divenire un modello per le future costruzioni nel campo dell'architettura turistico-balneare. Dal viale del Lungomare, attraverso un'ampia rotonda, si accedeva ad una gradinata che, tramite un pontile lungo oltre 30 metri, conduceva sino all'ingresso della struttura. Il primo ambiente che s'incontrava era l'arieggiata sala d'ingresso dalla quale si accedeva lateralmente alle due ali di cabine riservate ai bagnanti e di fronte, attraverso due ingressi, alla grandiosa sala circolare (con diametro di 28 metri e altezza massima di 7 metri) circondata da vetrate e pertanto soleggiata durante tutta la giornata. Quest'ultima presentava un panorama spettacolare sul mar Mediterraneo ed un particolare soffitto digradante verso l'esterno caratterizzato da una decorazione a pois colorati, dal cui centro partivano tanti fili colorati legati al perimetro della sala. A nord, tra i due ingressi si trovava il palchetto musicale e verso est il bancone del bar con un'ottima scelta di vini. La sala presentava al centro un'ampia pista da ballo circondata da una ringhierina in ferro battuto, poi eliminata, e tutt'attorno i tavoli del ristorante pizzeria. L'ambiente, ampio circa 500 metri quadrati e capiente al massimo 800 posti a sedere, si prestava benissimo ad eventi di ogni genere: ricevimenti, veglioni, balli, convegni, mostre, sfilate di moda, concerti, festival. Dalla sala era possibile uscire e percorrere tutt'attorno una panoramica terrazza sul mare, dalla quale i più temerari si tuffavano (infatti la profondità massima del mare si aggirava attorno ai 2 metri). Verso nord l

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LA CONCHIGLIA - SPIAGGIA DI GELA

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Il Lido La Conchiglia è stato uno storico stabilimento balneare siciliano presso il Lungomare di Gela. Tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta del XX secolo divenne uno dei più rinomati locali dell'isola non solo per la bella spiaggia sottostante ma soprattutto per gli eventi mondani che ospitava vantando la presenza dei più insigni esponenti del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica dell'epoca. In seguito al forte inquinamento marino di cui fu vittima la costa gelese, "La Conchiglia" fu sempre meno frequentata sino a chiudere definitivamente i battenti intorno al 1980. Ridotta ad un rudere pieno di ricordi, recentemente parte della struttura è crollata ma la locale Sovrintendenza ha annunciato un suo prossimo restauro e ripristino. Lo stabilimento balneare o "chalet", come veniva chiamato all'epoca, fu innalzato sullo stesso sito di un lido di tavola denominato "Gela" e che veniva montato nei mesi estivi lungo la battigia come molti altri sin dalla seconda metà del XIX secolo. Considerando la forte crescita del numero di bagnanti sul litorale gelese e per creare una grande struttura che potesse funzionare per l'intero anno senza la necessità di essere smontata al termine della stagione estiva, i gelesi fratelli Ventura decisero di finanziare la realizzazione del Lido "La Conchiglia Gela, Perla del Mediterraneo", denominazione poi abbreviata in "La Conchiglia". Tra 1957 e 1958, in meno di un anno, venne costruito il grande complesso totalmente immerso nell'acqua di mare. L'inaugurazione si tenne il 24 giugno del 1958 alla presenza delle più autorevoli personalità politiche regionali. L'evento attirò l'attenzione delle principali agenzie turistiche nazionali. Il progetto fu redatto dal geometra Filippo Trobia. La realizzazione dell'opera comportò una spesa di circa 160 milioni di lire da parte dei gestori. La struttura, a garanzia dalle intemperie, fu interamente realizzata in cemento armato rivestito con uno spesso strato di pozzolana bianca, materiale resistente all'umidità. Infatti il complesso era completamente immerso nel mare ed era ancorato ai fondali marini tramite possenti palafitte conficcate nella sabbia sino ad una profondità di circa 8-11 metri. Il progetto risultò piacevole nella forma e ardito nella sua complessità, tanto da divenire un modello per le future costruzioni nel campo dell'architettura turistico-balneare. Dal viale del Lungomare, attraverso un'ampia rotonda, si accedeva ad una gradinata che, tramite un pontile lungo oltre 30 metri, conduceva sino all'ingresso della struttura. Il primo ambiente che s'incontrava era l'arieggiata sala d'ingresso dalla quale si accedeva lateralmente alle due ali di cabine riservate ai bagnanti e di fronte, attraverso due ingressi, alla grandiosa sala circolare (con diametro di 28 metri e altezza massima di 7 metri) circondata da vetrate e pertanto soleggiata durante tutta la giornata. Quest'ultima presentava un panorama spettacolare sul mar Mediterraneo ed un particolare soffitto digradante verso l'esterno caratterizzato da una decorazione a pois colorati, dal cui centro partivano tanti fili colorati legati al perimetro della sala. A nord, tra i due ingressi si trovava il palchetto musicale e verso est il bancone del bar con un'ottima scelta di vini. La sala presentava al centro un'ampia pista da ballo circondata da una ringhierina in ferro battuto, poi eliminata, e tutt'attorno i tavoli del ristorante pizzeria. L'ambiente, ampio circa 500 metri quadrati e capiente al massimo 800 posti a sedere, si prestava benissimo ad eventi di ogni genere: ricevimenti, veglioni, balli, convegni, mostre, sfilate di moda, concerti, festival. Dalla sala era possibile uscire e percorrere tutt'attorno una panoramica terrazza sul mare, dalla quale i più temerari si tuffavano (infatti la profondità massima del mare si aggirava attorno ai 2 metri). Verso nord l
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