I Luoghi del Cuore
Basta poco per salvare i luoghi che ami
FORESTA REGIONALE BAGNI DI MASINO

FORESTA REGIONALE BAGNI DI MASINO

VAL MASINO, SONDRIO

5,347°

POSTO

2

VOTI
Condividi
FORESTA REGIONALE BAGNI DI MASINO
In primavera durante il risveglio della natura, oppure in autunno quando i colori si infiammano di giallo e rosso, ma anche in estate, per trovare un po’ di refrigerio. Sono alcuni dei momenti migliori per fare quattro passi nella Foresta Regionale della Valle dei Bagni di Masino, vagando tra altissimi abeti e grandi faggi secolari, lungo un circuito quasi invisibile di sentieri e antiche mulattiere. Un luogo semplicemente incantato, dove si ha l’impressione di essere finiti magicamente dentro una fiaba dei fratelli Grimm. La zona dei Bagni è una delle due porzioni (l’altra è la Val di Mello) della Foresta di Lombardia Val Masino, denominata appunto “Bagni di Masino”. Al suo interno l’ERSAF ha realizzato un “Percorso sensoriale” dedicato anche alle persone ipovedenti o non vedenti. Un anello quasi completamente pianeggiante, costeggiato in larga parte da un corrimano in legno, con stazioni tematiche corredate di pannelli informativi che raccontano gli elementi naturali e la morfologia del territorio (anche tattili, attraverso il Braille). La presenza dei sentieri attrezzati, oltre alle risorse naturali offerte dal bosco, dalla cascata, dalla suggestione delle “termopili” e da un terreno privo di insidie rendono questo luogo particolarmente adatto alla frequentazione da parte delle famiglie. Anche questa zona ha beneficiato del vincolo derivante dal suo inserimento nell’elenco dei Siti di Interesse Comunitario e la sensazione di muoversi in un’area protetta conferisce un ulteriore elemento di relax al visitatore. Nella tradizione popolare, la scoperta della fonte termale dei Bagni di Masino è legata ad una leggenda, secondo la quale una mucca si allontanava spesso dalla mandria e - seguita dal pastore - fu ritrovata mentre beveva da un rivolo di acqua calda che sgorgava dalle rocce. Le prime informazioni documentate sui Bagni di Masino risalgono invece al XV secolo. In una lettera del 1462 del Podestà di Morbegno al Duca di Milano Francesco Sforza si segnalava la presenza di un bagno che sfruttava le acque «scaturenti in Val Màsino, tra le alpine valli bellissima, acque salutari per ogni languore». Alla fine del Quattrocento erano già molti i frequentatori ma la fama dei Bagni di Masino prese definitivamente piede nei secoli a seguire; si narrava infatti in alcune novelle di chi, dopo le cure dei Bagni, ebbe grandi benefici nella cura di malanni. Lo stabilimento termale subì diversi ampliamenti e rinnovamenti nel corso degli anni e dato l'elevato numero di presenze ma la difficoltà nel raggiungere la località, fu realizzata a metà del 1800 la prima strada carrozzabile in Val Masino. All'inizio del Novecento venne terminato l'albergo nuovo collegato allo stabilimento termale. L’acqua sgorga ancor oggi in una grotta dietro il vecchio stabilimento termale (dismesso) ad una temperatura di circa 38 gradi. C’è qualcosa di antico e insieme di molto moderno in questo luogo: sembra ancora per un attimo di ritrovare l’atmosfera di un’antica località termale dove incontrare la sera i numi tutelari di questi luoghi, i conti Lurani, primo preciso topografo della regione o Bonacossa, appena uscito da una partita a carte combattuta in una bettola fumosa con le sue guide valligiane, ma ancora Vera Cenini fino a pochi anni fa sacerdotessa e custode della memoria di questo luogo.

Gallery

Scheda completa al 100%
Arricchisci o modifica questa scheda

Fai l'upload dei moduli firmati
e tieni traccia di tutti i caricamenti effettuati

I contenuti di questa scheda sono generati dagli utenti e non riflettono un giudizio del FAI sul luogo. La Fondazione non è responsabile dell’eventuale violazione di copyright delle immagini pubblicate. Il FAI eliminerà dal sito le immagini caricate dagli utenti di cui sia chiesta la rimozione da parte degli aventi diritto secondo le leggi vigenti. Il FAI ha inoltre la facoltà di rimuovere le immagini caricate dagli utenti nel sito in qualsiasi momento a propria discrezione. Contenuti impropri e utilizzi non corretti delle immagini possono essere segnalati a: iluoghidelcuore@fondoambiente.it.

* I file possono essere personalizzati solo dopo averli copiati sul proprio profilo CANVA. Dalla propria Homepage di CANVA, si passa con il puntatore sopra il singolo progetto, si clicca l’icona con i tre puntini in alto a destra e si seleziona “Fai una copia”.

Questo luogo è stato votato anche nel:
Censimento 2024

766° Posto

10 Voti
Censimento 2022

132° Posto

2,132 Voti
0

Vota altri luoghi vicini

7.136°
2 voti

Area naturale

BOSCO DI BAGNI DI MASINO

CATAEGGIO, SONDRIO

3.871°
3 voti

Area naturale

RISERVA NATURALE VAL DI MELLO IN VAL MASINO (SO)

CATAEGGIO, SONDRIO

Vota altri luoghi simili

412°
45 voti

Area protetta

SALINE DI MARSALA E LAGUNA LO STAGNONE

MARSALA, TRAPANI

516°
32 voti

Area protetta

IL PLIS DI PIAZZO E TREVASCO

ALBINO, BERGAMO

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

FORESTA REGIONALE BAGNI DI MASINO

VAL MASINO, SONDRIO

Condividi
FORESTA REGIONALE BAGNI DI MASINO
In primavera durante il risveglio della natura, oppure in autunno quando i colori si infiammano di giallo e rosso, ma anche in estate, per trovare un po’ di refrigerio. Sono alcuni dei momenti migliori per fare quattro passi nella Foresta Regionale della Valle dei Bagni di Masino, vagando tra altissimi abeti e grandi faggi secolari, lungo un circuito quasi invisibile di sentieri e antiche mulattiere. Un luogo semplicemente incantato, dove si ha l’impressione di essere finiti magicamente dentro una fiaba dei fratelli Grimm. La zona dei Bagni è una delle due porzioni (l’altra è la Val di Mello) della Foresta di Lombardia Val Masino, denominata appunto “Bagni di Masino”. Al suo interno l’ERSAF ha realizzato un “Percorso sensoriale” dedicato anche alle persone ipovedenti o non vedenti. Un anello quasi completamente pianeggiante, costeggiato in larga parte da un corrimano in legno, con stazioni tematiche corredate di pannelli informativi che raccontano gli elementi naturali e la morfologia del territorio (anche tattili, attraverso il Braille). La presenza dei sentieri attrezzati, oltre alle risorse naturali offerte dal bosco, dalla cascata, dalla suggestione delle “termopili” e da un terreno privo di insidie rendono questo luogo particolarmente adatto alla frequentazione da parte delle famiglie. Anche questa zona ha beneficiato del vincolo derivante dal suo inserimento nell’elenco dei Siti di Interesse Comunitario e la sensazione di muoversi in un’area protetta conferisce un ulteriore elemento di relax al visitatore. Nella tradizione popolare, la scoperta della fonte termale dei Bagni di Masino è legata ad una leggenda, secondo la quale una mucca si allontanava spesso dalla mandria e - seguita dal pastore - fu ritrovata mentre beveva da un rivolo di acqua calda che sgorgava dalle rocce. Le prime informazioni documentate sui Bagni di Masino risalgono invece al XV secolo. In una lettera del 1462 del Podestà di Morbegno al Duca di Milano Francesco Sforza si segnalava la presenza di un bagno che sfruttava le acque «scaturenti in Val Màsino, tra le alpine valli bellissima, acque salutari per ogni languore». Alla fine del Quattrocento erano già molti i frequentatori ma la fama dei Bagni di Masino prese definitivamente piede nei secoli a seguire; si narrava infatti in alcune novelle di chi, dopo le cure dei Bagni, ebbe grandi benefici nella cura di malanni. Lo stabilimento termale subì diversi ampliamenti e rinnovamenti nel corso degli anni e dato l'elevato numero di presenze ma la difficoltà nel raggiungere la località, fu realizzata a metà del 1800 la prima strada carrozzabile in Val Masino. All'inizio del Novecento venne terminato l'albergo nuovo collegato allo stabilimento termale. L’acqua sgorga ancor oggi in una grotta dietro il vecchio stabilimento termale (dismesso) ad una temperatura di circa 38 gradi. C’è qualcosa di antico e insieme di molto moderno in questo luogo: sembra ancora per un attimo di ritrovare l’atmosfera di un’antica località termale dove incontrare la sera i numi tutelari di questi luoghi, i conti Lurani, primo preciso topografo della regione o Bonacossa, appena uscito da una partita a carte combattuta in una bettola fumosa con le sue guide valligiane, ma ancora Vera Cenini fino a pochi anni fa sacerdotessa e custode della memoria di questo luogo.
Campagne in corso in questo luogo
Storico campagne in questo luogo
I Luoghi del Cuore
2022
Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te