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FONTANA FRATERNA

FONTANA FRATERNA

ISERNIA

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FONTANA FRATERNA
La "fontana Fraterna" è una fonte pubblica, nonché simbolo, della città di Isernia. Annoverata dall'Enciclopedia Treccani fra le più belle d'Italia, con sei getti d'acqua, dalle inusuali forme di un loggiato, realizzata con blocchi di pietra calcarea compatta, è una delle opere più significative e più importanti del comune pentro. Anticamente sorgeva in piazza Fraterna, di fronte alla chiesa della Concezione, ma dopo il bombardamento alleato del 1943 fu trasferita in piazza Celestino V, nel cuore del centro storico della città. La fontana, composta da blocchi di pietra locale provenienti da un numero imprecisato di edifici nella città di vari periodi, è formata principalmente da una serie di archi a tutto sesto. I primi tre sono sorretti da colonne circolari (quelli a sinistra) mentre dall'altro lato le colonne sono di forma ottagonale. Alla base di queste colonne sono presenti dei lastroni di pietra di incerta provenienza. Alcune di esse fanno dedurre che provengano da costruzioni di epoca romana di cui era ricca la città di Isernia, come la lastra in cui sono incise le lettere AE PONT. Al centro della fontana c'è una lastra di marmo più grande delle altre ed è decorata con due delfini e un fiore; anche questa lastra è di origine romana e forse proveniente da un edificio sepolcrale. A sostegno delle colonne ci sono dei capitelli di forme diverse. Infine, sulla parte superiore della fontana, sono presenti dodici archetti pensili sorretti da piccole mensole ognuna con un disegno diverso dall'altra. Oltre all'epigrafe prima descritta (AE PONT), ce ne sono delle altre. Una dedicata agli Dei Mani sul fondo della fontana, un'altra sul lato destro che ci indica la costruzione di una fontana (di origine medioevale). È presente un'altra iscrizione incastonata nel lato destro con un'epigrafe che recita FONS ISTE/CUIUS POSIT/RAMPINIANI/ME PARABIS, e uno stemma formato da uno scudo in rilievo con una croce uncinata, il quale si presume appartenesse alla famiglia Rampino. Si può affermare quindi che la fontana non risale ad un periodo storico preciso ma che, attraverso le varie provenienze degli elementi che la compongono, è testimone dei numerosi periodi storici che ha attraversato la città. Secondo una credenza locale, la lastra con l'epigrafe AE PONT sarebbe appartenuta al monumento sepolcrale di Ponzio Pilato. Queste notizie sono di dubbia provenienza, ma sembra che lo stesso Pilato, una volta tornato dalla Galilea, risiedesse fra l'Abruzzo e il Molise.

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La "fontana Fraterna" è una fonte pubblica, nonché simbolo, della città di Isernia. Annoverata dall'Enciclopedia Treccani fra le più belle d'Italia, con sei getti d'acqua, dalle inusuali forme di un loggiato, realizzata con blocchi di pietra calcarea compatta, è una delle opere più significative e più importanti del comune pentro. Anticamente sorgeva in piazza Fraterna, di fronte alla chiesa della Concezione, ma dopo il bombardamento alleato del 1943 fu trasferita in piazza Celestino V, nel cuore del centro storico della città. La fontana, composta da blocchi di pietra locale provenienti da un numero imprecisato di edifici nella città di vari periodi, è formata principalmente da una serie di archi a tutto sesto. I primi tre sono sorretti da colonne circolari (quelli a sinistra) mentre dall'altro lato le colonne sono di forma ottagonale. Alla base di queste colonne sono presenti dei lastroni di pietra di incerta provenienza. Alcune di esse fanno dedurre che provengano da costruzioni di epoca romana di cui era ricca la città di Isernia, come la lastra in cui sono incise le lettere AE PONT. Al centro della fontana c'è una lastra di marmo più grande delle altre ed è decorata con due delfini e un fiore; anche questa lastra è di origine romana e forse proveniente da un edificio sepolcrale. A sostegno delle colonne ci sono dei capitelli di forme diverse. Infine, sulla parte superiore della fontana, sono presenti dodici archetti pensili sorretti da piccole mensole ognuna con un disegno diverso dall'altra. Oltre all'epigrafe prima descritta (AE PONT), ce ne sono delle altre. Una dedicata agli Dei Mani sul fondo della fontana, un'altra sul lato destro che ci indica la costruzione di una fontana (di origine medioevale). È presente un'altra iscrizione incastonata nel lato destro con un'epigrafe che recita FONS ISTE/CUIUS POSIT/RAMPINIANI/ME PARABIS, e uno stemma formato da uno scudo in rilievo con una croce uncinata, il quale si presume appartenesse alla famiglia Rampino. Si può affermare quindi che la fontana non risale ad un periodo storico preciso ma che, attraverso le varie provenienze degli elementi che la compongono, è testimone dei numerosi periodi storici che ha attraversato la città. Secondo una credenza locale, la lastra con l'epigrafe AE PONT sarebbe appartenuta al monumento sepolcrale di Ponzio Pilato. Queste notizie sono di dubbia provenienza, ma sembra che lo stesso Pilato, una volta tornato dalla Galilea, risiedesse fra l'Abruzzo e il Molise.
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