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EREMO DI TIZZANO

EREMO DI TIZZANO

CASALECCHIO DI RENO, BOLOGNA

840°

POSTO

27

VOTI 2020
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EREMO DI TIZZANO

L'Eremo di Tizzano può essere considerato uno dei luoghi più suggestivi del Comune di Casalecchio di Reno
I monaci Camaldolesi iniziarono a costruirlo nel 1665. I lavori furono terminati, con non poche difficoltà, solo nel 1741. Nel 1799 la chiesa di Tizzano fu chiusa dal direttorio francese, e divenne parrocchia.
Il complesso monastico dell'Eremo è costituito da molti edifici. La facciata ha linee semplici, stile razionale barocco bolognese. All'interno una navata unica, alta e luminosa con sei cappelle laterali collegate fra loro da stretti passaggi.
 Da segnalare il bellissimo Crocefisso cinquecentesco in legno d'olivo, nella seconda cappella sulla sinistra, alla base del quale è riposto un reliquiario che si dice custodisca frammenti della Vera Croce ed altre reliquie a testimonianza della Passione di Cristo e l'altare, situato nella prima cappella laterale di destra, dedicato alla Beata Lucia da Settefonti che apparteneva allo stesso Ordine Monastico dei Camaldolesi. Nell'antica sacrestia sono conservati arredi di culto e quadri di ottima fattura attribuiti a Gaetano Gandolfi e al Guercino. Nel parco adiacente si può accedere ad una chiesina secondaria, una sorta di cantina consacrata, dove in inverno viene celebrata la messa e che al tempo della guerra era adibita a rifugio. Sul retro sono invece visibili i resti di due delle diciassette celle dove vivevano i monaci. 

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L'Eremo di Tizzano può essere considerato uno dei luoghi più suggestivi del Comune di Casalecchio di Reno
I monaci Camaldolesi iniziarono a costruirlo nel 1665. I lavori furono terminati, con non poche difficoltà, solo nel 1741. Nel 1799 la chiesa di Tizzano fu chiusa dal direttorio francese, e divenne parrocchia.
Il complesso monastico dell'Eremo è costituito da molti edifici. La facciata ha linee semplici, stile razionale barocco bolognese. All'interno una navata unica, alta e luminosa con sei cappelle laterali collegate fra loro da stretti passaggi.
 Da segnalare il bellissimo Crocefisso cinquecentesco in legno d'olivo, nella seconda cappella sulla sinistra, alla base del quale è riposto un reliquiario che si dice custodisca frammenti della Vera Croce ed altre reliquie a testimonianza della Passione di Cristo e l'altare, situato nella prima cappella laterale di destra, dedicato alla Beata Lucia da Settefonti che apparteneva allo stesso Ordine Monastico dei Camaldolesi. Nell'antica sacrestia sono conservati arredi di culto e quadri di ottima fattura attribuiti a Gaetano Gandolfi e al Guercino. Nel parco adiacente si può accedere ad una chiesina secondaria, una sorta di cantina consacrata, dove in inverno viene celebrata la messa e che al tempo della guerra era adibita a rifugio. Sul retro sono invece visibili i resti di due delle diciassette celle dove vivevano i monaci. 

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