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CIRCOLO COMBATTENTI E REDUCI

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CIRCOLO COMBATTENTI E REDUCI
Oggi il Circolo Combattenti e Reduci di Porta Volta rischia di scomparire, e con lui uno degli ultimi luoghi di Milano ancora in grado di trasmettere non solo la memoria storica di un tempo passato, ma i valori e le tradizioni che hanno fatto innamorare il mondo dell’Italia. L’antico Dazio di Porta Volta diventa Circolo del Combattenti nel 1919, un nuovo progetto urbanistico di Milano, in via di sviluppo, porterebbe alla scomparsa del giardino e del suo glicine, cuore pulsante del Circolo. All’interno dell'antico Casello Daziario e nel suo giardino si trovano insieme i soci veterani, che frequentano il circolo da più di quarant’anni, e i ragazzi più giovani che all’ingresso non possono evitare di dichiarare l‘allegria di scoprire un luogo segreto pieno di memoria, unico e resistente al cambiamento e alle mode della città. Queste generazioni si intrecciano durante tutta la giornata, fino a sera, tra i tavoli con i giochi delle carte e le sfide al ping pong, tra i ragazzi che arrivano presto a studiare sotto il glicine e quelli meno giovani che nel tavolo accanto raccontano la vecchia Milano. Il Circolo Combattenti e Reduci, cosciente della ricchezza che custodisce dietro le sue porte, si impegna in modo costante a mantenere le tradizioni, affinché queste vengano scoperte anche dai più giovani, salvaguardandone la memoria attraverso la commemorazione delle ricorrenze storiche, promuovendo manifestazioni culturali e attività artistiche atte a creare un legame generazionale, permettendo una continuità della memoria storica. Oggi il circolo rischia di scomparire e con lui un pezzo importante della storia di Milano degli ultimi cent'anni. ---“E’dal 1968 che io sono socio qui, perciò ne ho vista passare tanta di acqua sotto i ponti, per me è una seconda casa, se dovesse chiudere, è come chiudere una memoria storica di Milano. Per i giovani che vengono adesso sarebbe un peccato mortale non avere un luogo del genere. Tra dieci anni vorrei che questo luogo fosse come oggi, che riunisce giovani e anziani che si divertono nella stessa maniera”. Lillo Classe 1941 Socio dal 1968 ---“Sono da poco a Milano, qui al Circolo ci si sente a casa. Se dovesse chiudere verrebbe a mancare un punto di ritrovo e socialità che qui c’è e che in Italia mi sembra stiano scomparendo” Francesco Classe 1988 Socio dal 2019

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Oggi il Circolo Combattenti e Reduci di Porta Volta rischia di scomparire, e con lui uno degli ultimi luoghi di Milano ancora in grado di trasmettere non solo la memoria storica di un tempo passato, ma i valori e le tradizioni che hanno fatto innamorare il mondo dell’Italia. L’antico Dazio di Porta Volta diventa Circolo del Combattenti nel 1919, un nuovo progetto urbanistico di Milano, in via di sviluppo, porterebbe alla scomparsa del giardino e del suo glicine, cuore pulsante del Circolo. All’interno dell'antico Casello Daziario e nel suo giardino si trovano insieme i soci veterani, che frequentano il circolo da più di quarant’anni, e i ragazzi più giovani che all’ingresso non possono evitare di dichiarare l‘allegria di scoprire un luogo segreto pieno di memoria, unico e resistente al cambiamento e alle mode della città. Queste generazioni si intrecciano durante tutta la giornata, fino a sera, tra i tavoli con i giochi delle carte e le sfide al ping pong, tra i ragazzi che arrivano presto a studiare sotto il glicine e quelli meno giovani che nel tavolo accanto raccontano la vecchia Milano. Il Circolo Combattenti e Reduci, cosciente della ricchezza che custodisce dietro le sue porte, si impegna in modo costante a mantenere le tradizioni, affinché queste vengano scoperte anche dai più giovani, salvaguardandone la memoria attraverso la commemorazione delle ricorrenze storiche, promuovendo manifestazioni culturali e attività artistiche atte a creare un legame generazionale, permettendo una continuità della memoria storica. Oggi il circolo rischia di scomparire e con lui un pezzo importante della storia di Milano degli ultimi cent'anni. ---“E’dal 1968 che io sono socio qui, perciò ne ho vista passare tanta di acqua sotto i ponti, per me è una seconda casa, se dovesse chiudere, è come chiudere una memoria storica di Milano. Per i giovani che vengono adesso sarebbe un peccato mortale non avere un luogo del genere. Tra dieci anni vorrei che questo luogo fosse come oggi, che riunisce giovani e anziani che si divertono nella stessa maniera”. Lillo Classe 1941 Socio dal 1968 ---“Sono da poco a Milano, qui al Circolo ci si sente a casa. Se dovesse chiudere verrebbe a mancare un punto di ritrovo e socialità che qui c’è e che in Italia mi sembra stiano scomparendo” Francesco Classe 1988 Socio dal 2019
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