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CHIESA DELLA MADONNA DELLA MARINA

CHIESA DELLA MADONNA DELLA MARINA

SAN BENEDETTO DEL TRONTO, ASCOLI PICENO

13,440°

POSTO

1

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CHIESA DELLA MADONNA DELLA MARINA
La chiesa di Santa Maria della Marina (nota localmente come Madonna della Marina) è stata completata in varie fasi che si sono protratte per oltre un secolo. Promotore della realizzazione di un tempio adeguato alla costante crescita della popolazione del borgo marinaro fu uno dei più amati parroci della storia cittadina, padre Gioacchino Pizzi, a cui è intitolata la via che costeggia l'edificio. Il disegno originario di metà ottocento è dell'architetto bolognese Gaetano Ferri, fu più volte modificato con l'intervento di altri professionisti e fu aperta al culto nel 1908. Solo nel dopoguerra vennero costruite la gradinata esterna e la facciata principale in stile rinascimentale rivestita in travertino ascolano. Nel 1986 è stata elevata a cattedrale, in seguito al trasferimento della sede vescovile della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto. Il 5 luglio 2001 è stata elevata alla dignità di basilica minore da papa Giovanni Paolo II. All'interno la chiesa è a tre navate. L'abside è stata decorata dall'artista francescano, padre Ugolino da Belluno, con un affresco che richiama le tradizioni marinare della città, assieme alla raffigurazione di santi locali. Sempre nell'abside è collocata una tela settecentesca raffigurante una Vergine col bambino. In due distinti altari laterali sono conservate le reliquie dei patroni cittadini, i santi Urbica e Illuminato. Tre degli altari laterali (dedicati al Sacro Cuore, a San Biagio e a Sant'Antonio di Padova) provengono dalla demolita chiesa di San Filippo di Ascoli Piceno, sono seicenteschi in pregiati marmi policromi, e vennero comprati nel 1912 dal curato Don Sciocchetti per Lire 7.000 dell'epoca. Altri tre altari in legno, sempre del Seicento, furono acquistati nel 1918 dalla smantellata chiesa di Sant'Agostino di Ripatransone, e sono dedicati al Crocefisso, a Santa Rita ed a Sant'Agnese, alla cui base di quest'ultimo sono ubicate le reliquie di Santa Urbica. L'organo a canne della cattedrale si trova nell'ultima campata della navata laterale di destra, installato nel 1991-1992 dal maestro organaro Alessandro Girotto che recuperò lo strumento che era stato demolito per far posto ad uno nuovo; si tratta dello strumento costruito nel 1948-1950 dalla ditta Balbiani Vegezzi-Bossi per la basilica della Santa Casa a Loreto, a sua volta frutto dell'ampliamento di uno strumento di Carlo Vegezzi Bossi del 1902, con materiale fonico del Callido opus 391 del 1802. Installato appunto nel 1992 per l'occasione sono stati aggiunti 2 registri portandolo da 49 a 51 registri, è a trasmissione elettrica su tre manuali e pedale. In precedenza nella cattedrale si trovava un organo costruito da Sebastiano Vici nel 1850, attualmente nella chiesa Regina Pacis di Centobuchi (frazione di Monteprandone).

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La chiesa di Santa Maria della Marina (nota localmente come Madonna della Marina) è stata completata in varie fasi che si sono protratte per oltre un secolo. Promotore della realizzazione di un tempio adeguato alla costante crescita della popolazione del borgo marinaro fu uno dei più amati parroci della storia cittadina, padre Gioacchino Pizzi, a cui è intitolata la via che costeggia l'edificio. Il disegno originario di metà ottocento è dell'architetto bolognese Gaetano Ferri, fu più volte modificato con l'intervento di altri professionisti e fu aperta al culto nel 1908. Solo nel dopoguerra vennero costruite la gradinata esterna e la facciata principale in stile rinascimentale rivestita in travertino ascolano. Nel 1986 è stata elevata a cattedrale, in seguito al trasferimento della sede vescovile della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto. Il 5 luglio 2001 è stata elevata alla dignità di basilica minore da papa Giovanni Paolo II. All'interno la chiesa è a tre navate. L'abside è stata decorata dall'artista francescano, padre Ugolino da Belluno, con un affresco che richiama le tradizioni marinare della città, assieme alla raffigurazione di santi locali. Sempre nell'abside è collocata una tela settecentesca raffigurante una Vergine col bambino. In due distinti altari laterali sono conservate le reliquie dei patroni cittadini, i santi Urbica e Illuminato. Tre degli altari laterali (dedicati al Sacro Cuore, a San Biagio e a Sant'Antonio di Padova) provengono dalla demolita chiesa di San Filippo di Ascoli Piceno, sono seicenteschi in pregiati marmi policromi, e vennero comprati nel 1912 dal curato Don Sciocchetti per Lire 7.000 dell'epoca. Altri tre altari in legno, sempre del Seicento, furono acquistati nel 1918 dalla smantellata chiesa di Sant'Agostino di Ripatransone, e sono dedicati al Crocefisso, a Santa Rita ed a Sant'Agnese, alla cui base di quest'ultimo sono ubicate le reliquie di Santa Urbica. L'organo a canne della cattedrale si trova nell'ultima campata della navata laterale di destra, installato nel 1991-1992 dal maestro organaro Alessandro Girotto che recuperò lo strumento che era stato demolito per far posto ad uno nuovo; si tratta dello strumento costruito nel 1948-1950 dalla ditta Balbiani Vegezzi-Bossi per la basilica della Santa Casa a Loreto, a sua volta frutto dell'ampliamento di uno strumento di Carlo Vegezzi Bossi del 1902, con materiale fonico del Callido opus 391 del 1802. Installato appunto nel 1992 per l'occasione sono stati aggiunti 2 registri portandolo da 49 a 51 registri, è a trasmissione elettrica su tre manuali e pedale. In precedenza nella cattedrale si trovava un organo costruito da Sebastiano Vici nel 1850, attualmente nella chiesa Regina Pacis di Centobuchi (frazione di Monteprandone).
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