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CASTELLO DI TORRE ASTURA

CASTELLO DI TORRE ASTURA

NETTUNO, ROMA

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CASTELLO DI TORRE ASTURA
Torre Astura è una torre costiera fortificata e un'isoletta del Lazio, nel territorio della città di Nettuno, a circa dieci km a sud est dal centro abitato. Torre Astura si raggiunge percorrendo la strada provinciale Acciarella che da Nettuno porta a Latina. Passato il grande bosco del Foglino, si prosegue per circa 5 km; al primo incrocio girare a destra per Foceverde e dopo tre km si arriva a un grande parcheggio. Da qui parte una passeggiata che porta a Torre Astura. Il territorio di Torre Astura è oggi compreso all'interno dell'U.T.T.A.T. (Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri) del Ministero della Difesa, già noto come Poligono Militare di Nettuno. Si sviluppa per circa 8 chilometri lungo la costa tirrenica all'interno dell'area comunale. Il paesaggio è per la maggior parte pianeggiante, con tratti di vegetazione bassa a erbe e cespugli di macchia mediterranea (mantenute così dai militari, per le loro esercitazioni) e tratti boschivi caratterizzati da boschi misti a caducifoglie (cerri, farnetti, roverelle e aceri in prevalenza) nelle aree più interne e, in prossimità del mare, da boschi sempreverdi di leccio e sughera spesso sormontati dalle fitte chiome di secolari pinete impiantate dall'uomo in epoche passate. Tutta l'area costiera è bassa e sabbiosa e mantiene quasi inalterati importanti tratti di naturalità, con cordoni dunali alti sui quali crescono l'Ammophila arenaria e il Pancratium maritimum, due specie di notevole pregio botanico. Zona a rischio nell'antichità per le secche e gli improvvisi banchi di roccia, i fondali circostanti il Castello sono ricchi di reperti archeologici, oggetto, sino agli anni settanta, di un saccheggio incontrollato. La prima fase di costruzione risale al I secolo a.C.. Potrebbe trattarsi della villa di Astura appartenuta a Cicerone, che ne parlava nelle sue lettere ad Attico. L'Astura romana era un approdo alla foce del fiume omonimo posto lungo la via Severiana, sede di ville già dal I secolo a.C. Una tra queste fu di Cicerone, e Astura fu teatro delle ultime fasi della sua inutile fuga da Antonio. Nel sito venne realizzata, tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'età imperiale, una villa strutturata in parte in terraferma e in parte su un'isola artificiale, dotata di una vasta peschiera, i cui resti sono ancora in parte visibili (sulle murature in mare fu poi realizzato il castello). A partire dalletà romana Astura rappresentava infatti il prolungamento e il confine ad oriente della colonia di Antium e per la sua amenità fu un luogo molto amato dai nobili romani, che la scelsero per costruirvi le loro ville dotium. Nel 1193 il sito venne in possesso dei Frangipane, che per proteggersi dai Saraceni vi costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio. Nella zona che la circonda si trova una pineta dove scorre il fiume Astura. Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, si rifugiò ad Astura, nell'omonima torre, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra lo consegnò a Carlo d'Angiò, re di Napoli, cosicché fu decapitato a Campo Moricino, l'attuale Piazza del Mercato di Napoli. Nel 1426, dopo essere stato feudo dei Caetani e degli Orsini, passò sotto i Colonna, i quali ristrutturarono il castello, dandogli l'attuale aspetto, e lo vendettero nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, finita la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu ceduta al comune di Nettuno negli anni settanta. Da Torre Astura lo sguardo spazia dal Circeo ad Anzio e fino alla bonifica il sito rimase immerso nella foresta paludosa che occupava l'Agro Pontino immediatamente alle spalle della duna costiera. Come notava Gregorovius nel 1854 "Con Nettuno cessa la civiltà umana su questa costa, perché immediatamente alle spalle della città comincia il deserto pontino. La macchia si estende fino a Terracina"

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Torre Astura è una torre costiera fortificata e un'isoletta del Lazio, nel territorio della città di Nettuno, a circa dieci km a sud est dal centro abitato. Torre Astura si raggiunge percorrendo la strada provinciale Acciarella che da Nettuno porta a Latina. Passato il grande bosco del Foglino, si prosegue per circa 5 km; al primo incrocio girare a destra per Foceverde e dopo tre km si arriva a un grande parcheggio. Da qui parte una passeggiata che porta a Torre Astura. Il territorio di Torre Astura è oggi compreso all'interno dell'U.T.T.A.T. (Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri) del Ministero della Difesa, già noto come Poligono Militare di Nettuno. Si sviluppa per circa 8 chilometri lungo la costa tirrenica all'interno dell'area comunale. Il paesaggio è per la maggior parte pianeggiante, con tratti di vegetazione bassa a erbe e cespugli di macchia mediterranea (mantenute così dai militari, per le loro esercitazioni) e tratti boschivi caratterizzati da boschi misti a caducifoglie (cerri, farnetti, roverelle e aceri in prevalenza) nelle aree più interne e, in prossimità del mare, da boschi sempreverdi di leccio e sughera spesso sormontati dalle fitte chiome di secolari pinete impiantate dall'uomo in epoche passate. Tutta l'area costiera è bassa e sabbiosa e mantiene quasi inalterati importanti tratti di naturalità, con cordoni dunali alti sui quali crescono l'Ammophila arenaria e il Pancratium maritimum, due specie di notevole pregio botanico. Zona a rischio nell'antichità per le secche e gli improvvisi banchi di roccia, i fondali circostanti il Castello sono ricchi di reperti archeologici, oggetto, sino agli anni settanta, di un saccheggio incontrollato. La prima fase di costruzione risale al I secolo a.C.. Potrebbe trattarsi della villa di Astura appartenuta a Cicerone, che ne parlava nelle sue lettere ad Attico. L'Astura romana era un approdo alla foce del fiume omonimo posto lungo la via Severiana, sede di ville già dal I secolo a.C. Una tra queste fu di Cicerone, e Astura fu teatro delle ultime fasi della sua inutile fuga da Antonio. Nel sito venne realizzata, tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'età imperiale, una villa strutturata in parte in terraferma e in parte su un'isola artificiale, dotata di una vasta peschiera, i cui resti sono ancora in parte visibili (sulle murature in mare fu poi realizzato il castello). A partire dalletà romana Astura rappresentava infatti il prolungamento e il confine ad oriente della colonia di Antium e per la sua amenità fu un luogo molto amato dai nobili romani, che la scelsero per costruirvi le loro ville dotium. Nel 1193 il sito venne in possesso dei Frangipane, che per proteggersi dai Saraceni vi costruirono una fortezza marittima con una torre a pianta pentagonale circondata dalle acque e collegata alla terraferma da un ponte ad arcate in laterizio. Nella zona che la circonda si trova una pineta dove scorre il fiume Astura. Nel 1268 Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, si rifugiò ad Astura, nell'omonima torre, ma Giovanni Frangipane, signore di questa terra lo consegnò a Carlo d'Angiò, re di Napoli, cosicché fu decapitato a Campo Moricino, l'attuale Piazza del Mercato di Napoli. Nel 1426, dopo essere stato feudo dei Caetani e degli Orsini, passò sotto i Colonna, i quali ristrutturarono il castello, dandogli l'attuale aspetto, e lo vendettero nel 1594 a Clemente VIII Aldobrandini. Da questi, finita la famiglia Aldobrandini, passò ai Borghese, dai quali fu ceduta al comune di Nettuno negli anni settanta. Da Torre Astura lo sguardo spazia dal Circeo ad Anzio e fino alla bonifica il sito rimase immerso nella foresta paludosa che occupava l'Agro Pontino immediatamente alle spalle della duna costiera. Come notava Gregorovius nel 1854 "Con Nettuno cessa la civiltà umana su questa costa, perché immediatamente alle spalle della città comincia il deserto pontino. La macchia si estende fino a Terracina"
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