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Continua il progetto del FAI per la tutela dei rondoni

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Continua il progetto del FAI per la tutela dei rondoni
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26 maggio 2022

I rondoni sono una specie a rischio per molte cause, tra cui la difficoltà a individuare luoghi adatti alla nidificazione. I Beni del FAI offrono a questi piccoli uccelli migratori la possibilità di costruire i propri nidi in ambienti protetti e tutelati e, dunque, di tornare ogni anno ritrovando la propria “casa”.

Ogni anno, tra la primavera e l’estate, i rondoni tornano dall’Africa per nidificare in Europa, dopo aver svernato nelle regioni calde e dopo aver percorso migliaia di chilometri dalle aree a sud del Sahara, praticamente senza toccare mai suolo e dormendo in volo.

Un piccolo uccello migratore, maestro dell’aerodinamica

A questo piccolo uccello migratore, il più veloce al mondo in volo orizzontale (111,6 km/h), è dedicata una Giornata Mondiale che cade il 7 di giugno, una ricorrenza importante per ricordarci che quella dei rondoni è una specie utile all’uomo per la grande quantità di insetti dannosi, come zanzare e tafani, di cui si ciba: circa 3.000 al giorno! Ma non solo, il rondone è un’importante “specie ombrello”, la cui conservazione aiuta indirettamente quella di altre specie: favorire la loro nidificazione significa quindi favorire anche la sopravvivenza di tanti altri piccoli animali, tutelando la biodiversità dell’ecosistema.

I rondoni sono uccelli che nei secoli si sono sempre più avvicinati ai nostri spazi urbani, fino a utilizzare le cavità degli edifici per costruire i loro nidi: nei sottotetti, nelle fessure dei muri e anche nelle buche pontaie, utilizzate un tempo per i ponteggi di restauro. Questi piccoli uccelli migratori tornano ogni anno nei luoghi conosciuti e confortevoli, occupando il loro precedente nido o, se sono giovani, per costruirne uno proprio. La vicinanza con l’uomo, dunque, fornisce loro tanti ripari, ma purtroppo anche spiacevoli sorprese, come ad esempio non trovare più il vecchio nido in quanto distrutto durante la fase di ristrutturazione della facciata di un palazzo, compiuta in modo superficiale e non conservativo.

Il progetto del FAI per la tutela dei rondoni continua oggi con ancora più impegno. Sono 400 i nidi presenti nelle facciate di tre dei nostri Beni, per un totale di 14 rondonaie. Alcune di queste sono già attive e dalla fine di aprile i rondoni vanno e vengono portando cibo per la loro covata.

Ma cosa sono le rondonaie?

Le rondonaie sono dei veri e propri nidi artificiali che sfruttavano l’abitudine dei rondoni a nidificare nelle cavità degli edifici. La pratica, oggi non più in essere, ma in vigore fin dai tempi del medioevo, consisteva nel prelevare una parte delle covate per fini alimentari o per rivenderla al mercato. Restaurando in modo appropriato le strutture storiche e architettoniche munite di rondonaie, possiamo restituire a questa specie tanti nuovi luoghi dove nidificare e riprodursi. Per il FAI è molto importante questo modello di recupero perché, oltre a tutelare una specie a rischio, contribuiamo a conservare la memoria storica di una tradizione agricola oramai quasi perduta.

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I rondoni nidificano nei Beni FAI

A Casa Macchi (Morazzone, Varese) i rondoni popolano già la rondonaia presente nell’edificio Rustico, appena fuori il giardino: qui stiamo procedendo con i lavori di restauro della villa – che inaugureremo a fine anno – prestando particolare attenzione a non disturbare le colonie di rondoni presenti e a tutelarle.

Sempre nella provincia di Varese, a Casalzuigno, anche Villa Della Porta Bozzolo ospita una rondonaia attiva, che testimonia il suo passato agricolo. Situata sull’edicola di Apollo e Dafne, in fondo al Viale dei Tigli, la struttura è composta esternamente da 120 fori su quattro lati dell’edificio, al cui interno corrispondono altrettanti nidi costruiti in mattoni.

Per le altre rondonaie sono invece in corso i lavori, per recuperare i nidi dopo lunghi anni di abbandono. Al Monastero di Torba, invece, stiamo collegando alla rete elettrica in cima alla torre un piccolo amplificatore con un timer: lo scopo è quello di trasmettere in due cicli giornalieri - mattina e tardo pomeriggio - la registrazione a volume naturale di un duetto tra rondoni. L’obiettivo è quello di avvisare della possibilità di nidificare la seconda e la terza ondata migratoria, che arrivano in Italia tra giugno e luglio e sono composte da giovani rondoni in cerca di nido. Non è un’operazione semplice, a volte servono anni per avere una rondonaia abitata, ma se quest’anno non ci riusciremo vuol dire che riproveremo l'anno prossimo.

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I rondoni storicamente hanno abitato i Beni del FAI; continuare ad accoglierli significa contribuire a salvaguardare un alleato importante per l’uomo e per la conservazione di molte altre specie dell’ecosistema e, nello stesso tempo, tutelare un pezzo di patrimonio architettonico e paesaggistico italiano che rischia di scomparire per sempre.

Grazie a Edison che ha scelto di rinnovare il suo sostegno al FAI e che, da quest’anno, sosterrà anche i progetti di tutela della biodiversità che la Fondazione realizza nei propri Beni sul territorio.

Salone del restauro - Ferrara 8-10 giugno 2022

Durante il seminario La conservazione del patrimonio storico/architettonico e la tutela della fauna tenuto da Monumenti Vivi & Magistri Srl, il restauratore Eros Zanotti ha raccontato della scoperta di un nido di rondoni pallidi nelle buche pontaie della chiesa dell'Abbazia di San Fruttuoso a Camogli (GE).
L'evento formativo ha voluto mettere in evidenza i principi selettivi ed ecologici del contrasto della presenza dei colombi, tradotti e sviluppati in molteplici buone pratiche, per favorire, invece, i rondoni quali specie-bandiera della biodiversità degli edifici.

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