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Biodiversità: Il Progetto Rondoni nei Beni FAI

Biodiversità: Il Progetto Rondoni nei Beni FAI

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Biodiversità: Il Progetto Rondoni nei Beni FAI
Biodiversità

04 novembre 2020

Al Monastero di Torba e a Casa Macchi, due Beni in provincia di Varese, il FAI ospiterà una nuova iniziativa per la tutela della biodiversità: il progetto Rondoni.

Il FAI, nei suoi Beni, gestisce e protegge tanti diversi ecosistemi, dai pascoli in montagna fino alla macchia mediterranea, ai boschi e alle zone umide, tutti ambienti ricchi di una fauna preziosa che testimonia la salute di queste aree; ma non solo, tutti i nostri Beni sono inseriti in ecosistemi particolari con un proprio equilibrio.

La biodiversità di questi ambienti è purtroppo sempre più minacciata dall’attività dell’uomo. I costanti restauri e i lavori di manutenzione ci permettono di intervenire con progetti che contribuiscono ad aumentare l’attenzione sull’ambiente, oltre a ricomporre quell’equilibrio oggi sempre più a rischio. Sono nati così il Progetto Api e Farfalle, per la tutela degli insetti impollinatori così importanti per la nostra stessa vita, e il Progetto Rondoni, in collaborazione con l’Ufficio Restauri e Conservazione, che recupera e costruisce nuovi nidi in alcuni dei nostri Beni storici.

Il Progetto Rondoni

Al Monastero di Torba e a Casa Macchi, due Beni FAI in provincia di Varese, la Fondazione ospiterà una nuova iniziativa per la tutela della biodiversità: il progetto Rondoni.

Sotto il tetto della torre del Monastero di Torba, e nella torretta di Casa Macchi a Morazzone, abbiamo scoperto infatti i resti di due antiche rondonare: dei veri e propri nidi costruiti nello spessore dei muri usati una volta per l’allevamento dei rondoni a scopo alimentare.

Le rondonare

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I Rondoni, una specie a rischio

I rondoni sono oggi in Europa una specie a rischio, ma utile all’uomo per la gran quantità di insetti dannosi, come zanzare e tafani, di cui si cibano: circa 3.000 al giorno per ogni esemplare. Ma non solo, i rondoni sono infatti importanti “specie ombrello”, la cui conservazione aiuta indirettamente quella di altre specie: favorire la loro nidificazione significa quindi favorire anche la sopravvivenza di tanti altri piccoli animali, migliorando la biodiversità in generale.

Sulle pareti della torretta di Casa Macchi si contano oltre 150 fori di accesso ai nidi - oggi chiusi a causa dell’abbandono di queste pratiche - che il FAI vuole riaprire per garantire ogni primavera un rifugio sicuro a questi animali.

Accogliere i rondoni nei nostri Beni significa tutelare questa specie, ma anche un pezzo di patrimonio architettonico che rischia di scomparire per sempre.

I rondoni

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La tutela della biodiversità nei Beni FAI

Il Progetto Rondoni si colloca dunque dentro il progetto più ampio di tutela della Biodiversità nei Beni del FAI, iniziato qualche anno fa con il Progetto Api e Farfalle.
Gli insetti impollinatori, infatti, sono fondamentali per il benessere dell’uomo e degli ecosistemi: questi piccoli esseri viventi garantiscono infatti la riproduzione delle piante e la prosecuzione quindi della vita stessa. Per contrastarne la scomparsa, il FAI ha creato nei propri Beni degli spazi favorevoli al loro benessere. Come nei Giardini di Palazzo Moroni, il più grande parco storico privato a Bergamo Alta dove, in occasione della riapertura al pubblico nel giugno 2020, è stato piantato un piccolo giardino per le farfalle e sono state lasciate a prato alto ampie aree fiorite. Qui api, farfalle e bombi possono trovare rifugio e nutrimento. E così in tanti altri luoghi del FAI, dove insieme agli apicoltori locali abbiamo installato delle arnie: un’occasione per tutelare le api e raccontarvi l’importanza della loro conservazione per l’ambiente e per l’uomo.

Api e Farfalle nei Beni FAI

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