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VIA CRUCIS DI SAN PIETRO IN MONTORIO

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VIA CRUCIS DI SAN PIETRO IN MONTORIO
La Via Crucis è un percorso devozionale lungo la via di San Pietro in Montorio (R. XIII) che si inerpica in ripida salita da via Garibaldi alla piazza di San Pietro in Montorio. E’ poco conosciuto, ma ha un significativo valore artistico. Il tracciato viene rappresentato nella pianta del Bufalini (1551) e fino ai lavori realizzati all’inizio del Seicento, che aprono l’attuale via Garibaldi, costituisce l’unico accesso diretto da Trastevere alla piazza davanti alla chiesa. La prima notizia di adattamento del percorso a via Crucis risale al 1731 su commissione di Giovanni Angelo Gregori e Francesco Antonio Costa. Il Nolli (1748) rappresenta la cordonata assieme alla cappella di Sant’Antonio da Padova, presente anche nella veduta anonima del 1815 (Museo di Roma, GCS, MR3608) e nel Catasto Gregoriano, poi sconsacrata ed inglobata negli spazi dell’Accademia col progetto di Herrero y Herreros nel 1879. Nel 1909, quando l’Accademia di Spagna era già insediata nel complesso (1876), il direttore José Benlliure affida ai pittori Ortiz Echagüe e Zaragoza Fernández e allo scultore Martín Laurel la realizzazione delle stazioni della nuova Via Crucis; di quest’opera rimane solo la Madonna Addolorata con Cristo in Croce di Laurel sull’angolo del pianerottolo di sosta mentre i dipinti sono perduti. Nel 1957 si raggiunge la configurazione attuale, come recita l’epigrafe murata vicino all’ingresso accanto a quella di “Strada Pubblica”. Lo scultore Carmelo Pastor Pla (Valencia, 1924 - Aquisgrana, 1966), pensionado dell’Accademia dal 1949, ottiene nel 1954 l’incarico per la realizzazione delle formelle disposte lungo le 14 stazioni che ricordano la passione di Gesù, a cui poteva essere accostato il martirio di Pietro avvenuto, secondo la tradizione, nel luogo dove sorge il Tempietto di Bramante. Le scene sono composte da bassorilievi in terracotta policroma inseriti all’interno di edicole in laterizio, inquadrate in ordini architettonici semplificati, chiuse da grate e sormontate da frontoni triangolari. Pastor Pla realizza nel 1958 un’altra Via Crucis in bronzo nella chiesa di Santa Maria di Monserrato degli Spagnoli. Bibliografia essenziale: L. Gigli, Il Complesso gianicolense di San Pietro in Montorio, Roma 1987. F. Cantatore, San Pietro in Montorio, La chiesa dei Re Cattolici a Roma, Roma 2007. C. Benocci, M. Fagiolo (a cura di), Il Gianicolo. Il colle aureo della cultura internazionale della sacralità e della memoria, Roma 2016.

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La Via Crucis è un percorso devozionale lungo la via di San Pietro in Montorio (R. XIII) che si inerpica in ripida salita da via Garibaldi alla piazza di San Pietro in Montorio. E’ poco conosciuto, ma ha un significativo valore artistico. Il tracciato viene rappresentato nella pianta del Bufalini (1551) e fino ai lavori realizzati all’inizio del Seicento, che aprono l’attuale via Garibaldi, costituisce l’unico accesso diretto da Trastevere alla piazza davanti alla chiesa. La prima notizia di adattamento del percorso a via Crucis risale al 1731 su commissione di Giovanni Angelo Gregori e Francesco Antonio Costa. Il Nolli (1748) rappresenta la cordonata assieme alla cappella di Sant’Antonio da Padova, presente anche nella veduta anonima del 1815 (Museo di Roma, GCS, MR3608) e nel Catasto Gregoriano, poi sconsacrata ed inglobata negli spazi dell’Accademia col progetto di Herrero y Herreros nel 1879. Nel 1909, quando l’Accademia di Spagna era già insediata nel complesso (1876), il direttore José Benlliure affida ai pittori Ortiz Echagüe e Zaragoza Fernández e allo scultore Martín Laurel la realizzazione delle stazioni della nuova Via Crucis; di quest’opera rimane solo la Madonna Addolorata con Cristo in Croce di Laurel sull’angolo del pianerottolo di sosta mentre i dipinti sono perduti. Nel 1957 si raggiunge la configurazione attuale, come recita l’epigrafe murata vicino all’ingresso accanto a quella di “Strada Pubblica”. Lo scultore Carmelo Pastor Pla (Valencia, 1924 - Aquisgrana, 1966), pensionado dell’Accademia dal 1949, ottiene nel 1954 l’incarico per la realizzazione delle formelle disposte lungo le 14 stazioni che ricordano la passione di Gesù, a cui poteva essere accostato il martirio di Pietro avvenuto, secondo la tradizione, nel luogo dove sorge il Tempietto di Bramante. Le scene sono composte da bassorilievi in terracotta policroma inseriti all’interno di edicole in laterizio, inquadrate in ordini architettonici semplificati, chiuse da grate e sormontate da frontoni triangolari. Pastor Pla realizza nel 1958 un’altra Via Crucis in bronzo nella chiesa di Santa Maria di Monserrato degli Spagnoli. Bibliografia essenziale: L. Gigli, Il Complesso gianicolense di San Pietro in Montorio, Roma 1987. F. Cantatore, San Pietro in Montorio, La chiesa dei Re Cattolici a Roma, Roma 2007. C. Benocci, M. Fagiolo (a cura di), Il Gianicolo. Il colle aureo della cultura internazionale della sacralità e della memoria, Roma 2016.
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