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TEATRO GRECO DI AKRAI

TEATRO GRECO DI AKRAI

PALAZZOLO ACREIDE, SIRACUSA

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POSTO

249

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TEATRO GRECO DI AKRAI
La città di Akrai, ubicata ad ovest rispetto alla moderna Palazzolo Akreide, la più antica delle subcolonie di Siracusa, fu fondata, secondo Tucicide, 70 anni dopo la madrepatria, e si trova nella zona più occidentale dell’altipiano posto tra le due valli del Tellaro a sud e dell’Anapo a nord ed occupava un posto strategico che consentiva il controllo dell’entroterra. Il teatro, luogo emblematica dell’antica città, fu scoperto nel 1824 da Gabriele Judica. A lui si deve lo scavo della scena, dell’orchestra, dei gradini più bassi della cavea, ma anche numerosi interventi di restauro e la ricostruzione della cavea fino al dodicesimo gradino. Lo studio e le ricerche furono poi seguite da L. Bernabò Brea. Nel complesso si tratta di un edificio piuttosto piccolo con la cavea, in gran parte ricavata nel pendio della collina, di forma semicircolare come l’orchestra. Aveva originariamente nove cunei, separati da otto scalette, ma solo i due alle estremità erano interamente costruiti. Fu ricostruita fino al 12° gradino, ma non doveva averne più di 14. Mancavano le parodoi e l’accesso avveniva da due stretti passaggi posti ai lati della scena. A differenza di quello siracusano, il Teatro ha subito diverse modifiche in epoca romana, quando fu edificata una scena più avanzata e alta e fu ridotto lo spazio dedicato all'orchestra e fu pavimentata l'orchestra. Sotto la dominazione bizantina, invece, la struttura fu utilizzata come basamento per l'edificazione di un edificio per la lavorazione del grano. Ad est del teatro sono le latomie dell’Intagliata e dell’Intagliatella. Si tratta di cave di pietra, trasformate di età cristiana e bizantina in sepolcreti ed abitazioni. L’intagliatella, che ha uno sviluppo ad “I”, aveva anche sulla fronte della latomia degli incavi che alloggiavano delle tavolette o pinakes, con scene relative al culto degli eroi.

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