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SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DELLA BRUCETA

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CREMOLINO, ALESSANDRIA

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SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DELLA BRUCETA
Le origini del Santuario si collocano intorno al sec. IX. La prima costruzione fu una cappella intitolata alla Madonna delle Grazie a ricordo dell’apparizione della Madonna ad una giovane sordomuta che stava pascolando un gregge di pecore. Si narra che una bella signora, avvicinata la pastorella le chiese in dono un agnello; la giovane, che fino ad allora non aveva mai parlato, rispose che doveva chiedere il permesso ai suoi ai genitori, i quali, felicissimi per la guarigione della figlia, volevano donare l’intero gregge. Tornata sul luogo dell’apparizione per adempiere alla richiesta la giovane udì la voce della signora che diceva: "Io sono la Regina del Paradiso". La volontà popolare decise così di costruire una cappella in quel luogo in onore della Madonna delle Grazie. Successivamente, intorno al 950, a seguito dei saccheggi e delle devastazioni compiute sul territorio dai Turchi Saraceni, provenienti dalle coste liguri, la cappella venne incendiata. Intatto, dalle ceneri fumanti, fu tratto in salvo il dipinto su pietra della Madonna con Gesù Bambino che, posto sopra l’altare maggiore, è venerato nel Santuario. I Cremolinesi ritennero il fatto miracoloso e ricostruirono subito la Cappella che, a ricordo di quel devastante incendio, fu denominata "Bruseta", nome che nel corso dei secoli sarà secolarizzato in “Bruceta”. Nel XI secolo la chiesa della Bruceta sotto il Vescovo di Acqui S. Guido, riedificata in puro stile romanico con all’interno il simulacro salvatosi dall’incendio, divenne Parrocchia alle dipendenza della Pieve di Molare e successivamente entrò a far parte delle quattro Parrocchie del feudo di Cremolino. Nei secoli non mancarono gli abbellimenti fra questi, come risulta da ricerche effettuate, l’altare, il pavimento presbiteriale e la balaustra donati da un benefattore e provenienti dal Palazzo dell’Università di Genova, già sede del Collegio dei Gesuiti. Tra le opere realizzate per il primo centenario del 1918 ricordiamo la realizzazione di un pozzo, in quegli anni di grandissima utilità per la popolazione di Cremolino, unitamente al rifacimento del pavimento lato fedeli. Il secondo bicentenario del 2018, grazie alla preziosa e instancabile opera del Parroco Don Claudio Almeyra Ferreyre, ha visto coinvolti la Diocesi di Acqui, il Comune di Cremolino, l’Associazione Turistica Pro loco e l’Arciconfraternita Madonna del Carmine e si è sviluppato in eventi di preparazione che, dall‘anno 2017 fino alla chiusura del grande giubileo nel 2019, hanno annoverato la preziosa presenza del Vescovo Mons. Alberto Maria Careggio e del Cardinale Mons. Domenico Calcagno, unitamente a importanti autorità militari e civili, con numerosi sindaci e fedeli del territorio. Prima, fra tutti gli eventi da ricordare, la concessione del grande giubileo straordinario da parte di S.S. Papa Francesco al Santuario della Bruceta, per festeggiare l’importante traguardo del bicentenario, a cui ha voluto unirsi Poste Italiane Spa mediante la relizzazione di un annullo e relativo valore filatelico commemorativi. Di alto profilo storico culturale la manifestazione per la presentazione presso il Centro Karmel dell’avvenuto restauro di tre antichi dipinti della Parrocchia, con l’illustrazione dei lavori da parte del Laboratorio restauratore e la partecipazione di emeriti Professori, esperti e studiosi di Storia dell’Arte. A conclusione dell’anno giubilare, la cui chiusura è avvenuta Domenica 19 Maggio 2019 (a 201 anni esatti dalla Bolla di concessione perpetua che data 19 Maggio 1818), il Santuario si è ulteriormente impreziosito grazie a un nuovo concerto di campane donato per l’occasione da una famiglia di fedeli che hanno voluto unire le loro preghiere ed il loro ricordo al Santuario di N.S. della Bruceta che da oltre mille anni svetta sulla vallata dell’Orba dispensando nella quiete silvestre Fede, Arte e Storia a tutti coloro che lo avvicinano.

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Le origini del Santuario si collocano intorno al sec. IX. La prima costruzione fu una cappella intitolata alla Madonna delle Grazie a ricordo dell’apparizione della Madonna ad una giovane sordomuta che stava pascolando un gregge di pecore. Si narra che una bella signora, avvicinata la pastorella le chiese in dono un agnello; la giovane, che fino ad allora non aveva mai parlato, rispose che doveva chiedere il permesso ai suoi ai genitori, i quali, felicissimi per la guarigione della figlia, volevano donare l’intero gregge. Tornata sul luogo dell’apparizione per adempiere alla richiesta la giovane udì la voce della signora che diceva: "Io sono la Regina del Paradiso". La volontà popolare decise così di costruire una cappella in quel luogo in onore della Madonna delle Grazie. Successivamente, intorno al 950, a seguito dei saccheggi e delle devastazioni compiute sul territorio dai Turchi Saraceni, provenienti dalle coste liguri, la cappella venne incendiata. Intatto, dalle ceneri fumanti, fu tratto in salvo il dipinto su pietra della Madonna con Gesù Bambino che, posto sopra l’altare maggiore, è venerato nel Santuario. I Cremolinesi ritennero il fatto miracoloso e ricostruirono subito la Cappella che, a ricordo di quel devastante incendio, fu denominata "Bruseta", nome che nel corso dei secoli sarà secolarizzato in “Bruceta”. Nel XI secolo la chiesa della Bruceta sotto il Vescovo di Acqui S. Guido, riedificata in puro stile romanico con all’interno il simulacro salvatosi dall’incendio, divenne Parrocchia alle dipendenza della Pieve di Molare e successivamente entrò a far parte delle quattro Parrocchie del feudo di Cremolino. Nei secoli non mancarono gli abbellimenti fra questi, come risulta da ricerche effettuate, l’altare, il pavimento presbiteriale e la balaustra donati da un benefattore e provenienti dal Palazzo dell’Università di Genova, già sede del Collegio dei Gesuiti. Tra le opere realizzate per il primo centenario del 1918 ricordiamo la realizzazione di un pozzo, in quegli anni di grandissima utilità per la popolazione di Cremolino, unitamente al rifacimento del pavimento lato fedeli. Il secondo bicentenario del 2018, grazie alla preziosa e instancabile opera del Parroco Don Claudio Almeyra Ferreyre, ha visto coinvolti la Diocesi di Acqui, il Comune di Cremolino, l’Associazione Turistica Pro loco e l’Arciconfraternita Madonna del Carmine e si è sviluppato in eventi di preparazione che, dall‘anno 2017 fino alla chiusura del grande giubileo nel 2019, hanno annoverato la preziosa presenza del Vescovo Mons. Alberto Maria Careggio e del Cardinale Mons. Domenico Calcagno, unitamente a importanti autorità militari e civili, con numerosi sindaci e fedeli del territorio. Prima, fra tutti gli eventi da ricordare, la concessione del grande giubileo straordinario da parte di S.S. Papa Francesco al Santuario della Bruceta, per festeggiare l’importante traguardo del bicentenario, a cui ha voluto unirsi Poste Italiane Spa mediante la relizzazione di un annullo e relativo valore filatelico commemorativi. Di alto profilo storico culturale la manifestazione per la presentazione presso il Centro Karmel dell’avvenuto restauro di tre antichi dipinti della Parrocchia, con l’illustrazione dei lavori da parte del Laboratorio restauratore e la partecipazione di emeriti Professori, esperti e studiosi di Storia dell’Arte. A conclusione dell’anno giubilare, la cui chiusura è avvenuta Domenica 19 Maggio 2019 (a 201 anni esatti dalla Bolla di concessione perpetua che data 19 Maggio 1818), il Santuario si è ulteriormente impreziosito grazie a un nuovo concerto di campane donato per l’occasione da una famiglia di fedeli che hanno voluto unire le loro preghiere ed il loro ricordo al Santuario di N.S. della Bruceta che da oltre mille anni svetta sulla vallata dell’Orba dispensando nella quiete silvestre Fede, Arte e Storia a tutti coloro che lo avvicinano.
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