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VILLA GALLIO - CASINO DI PESCA DEL DUCA DI ALVITO

VILLA GALLIO - CASINO DI PESCA DEL DUCA DI ALVITO

POSTA FIBRENO, FROSINONE

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VILLA GALLIO - CASINO DI PESCA DEL DUCA DI ALVITO
La villa dei Gallio a Posta Fibreno si “annuncia” con un maestoso portale sull’attuale strada della Vandra: la via regia che un tempo collegava Napoli e Roma. L’edificio si erge, alla fine del lungo viale, in forme chiarissime ed eleganti. Il terso specchio formato dal fiume Fibreno le fa da fondale. Il cardinale comasco Tolomeo Gallio (1526/27-1607), ricoprì incarichi di notevole importanza durante i pontificati di Pio IV Medici (1559-1565) e Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585), riuscendo ad assommare numerosi benefici ecclesiastici, nonché notevoli rendite economiche e un consistente patrimonio immobiliare. Acquisì il feudo di Alvito nel 1595, probabilmente a seguito di un prestito non restituito . Il vasto e fertile territorio della contea, che comprendeva diversi paesi tra cui La Posta , fu assegnato ufficialmente in proprietà all’omonimo nipote del cardinale. Il feudo, che rientrava nella giurisdizione del Regno di Napoli, nel 1606 fu elevato da Filippo III a Ducato e il giovane Tolomeo Gallio fu investito del titolo di duca . L’alto prelato intervenne con restauri e nuove costruzioni di edifici in diversi paesi del territorio, le più prestigiose ad Alvito e Atina, mentre poco distante dal paese di La Posta fece terminare la costruzione del casino di pesca detto “villa Gallio”. Il progetto del semplice edificio è di mano ignota, ma la tipologia architettonica è in linea con quanto si realizzava a Roma e nei dintorni in quel periodo. La costruzione fu terminata probabilmente mentre il cardinale era ancora in vita, ma i lavori di ampliamento e la realizzazione delle decorazioni esterne della fascia sottotetto e quelle interne furono commissionati dal nipote Francesco I Gallio . Il casino di pesca e l’annessa peschiera, oggi alquanto fatiscenti, meriterebbero di essere opportunamente restaurati e resi fruibili ai visitatori per l’evidente valore architettonico, storico e artistico. La serie di venti stucchi che formano una decorazione continua nel salone e nelle quattro stanze adiacenti, eccezionalmente e pressoché ancora integri, sono di notevole pregio ed hanno un inestimabile valore documentario: oltre alle residenze più prestigiose della famiglia vi sono rappresentati tutti i paesi del feudo com’erano alla fine del Cinquecento, prima che la fisionomia fosse stravolta da terremoti e bombardamenti . Furono realizzati dalla felice mano di un artista purtroppo ancora anonimo, ma la cui opera è rintracciabile in analoghi lavori dell’epoca, realizzati in altri luoghi del feudo ed anche al castello Viscogliosi-Boncompagni di Isola del Liri . Di inesauribile interesse storico documentale è la relazione di presentazione stilata nel momento in cui il cardinale entrava in possesso del feudo . Si tratta di un vero e proprio compendio della storia economica e sociale del territorio. Vi sono descritti tutti i paesi del territorio, analizzandone la posizione geografica, il clima, la fertilità, le caratteristiche peculiari delle attività di sfruttamento economico praticate, l’operosità della popolazione, il numero di abitanti, le casate illustri, gli edifici di culto, il clero e le loro prebende, i palazzi, la situazione fiscale e giudiziale, nonché pagine e pagine di notizie storiche e informazioni sui precedenti proprietari. Non mancano, inoltre, i suggerimenti per un migliore sfruttamento delle risorse. Il casino di pesca dei Gallio a Posta Fibreno conserva un rapporto scenografico edificio-paesaggio davvero privilegiato, si affaccia specchiandosi nelle acque smeraldine del lago che lo lambisce e ci restituisce l’immagine incantata di un inestimabile patrimonio di arte storia e bellezza, che abbiamo il dovere di tutelare.

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La villa dei Gallio a Posta Fibreno si “annuncia” con un maestoso portale sull’attuale strada della Vandra: la via regia che un tempo collegava Napoli e Roma. L’edificio si erge, alla fine del lungo viale, in forme chiarissime ed eleganti. Il terso specchio formato dal fiume Fibreno le fa da fondale. Il cardinale comasco Tolomeo Gallio (1526/27-1607), ricoprì incarichi di notevole importanza durante i pontificati di Pio IV Medici (1559-1565) e Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585), riuscendo ad assommare numerosi benefici ecclesiastici, nonché notevoli rendite economiche e un consistente patrimonio immobiliare. Acquisì il feudo di Alvito nel 1595, probabilmente a seguito di un prestito non restituito . Il vasto e fertile territorio della contea, che comprendeva diversi paesi tra cui La Posta , fu assegnato ufficialmente in proprietà all’omonimo nipote del cardinale. Il feudo, che rientrava nella giurisdizione del Regno di Napoli, nel 1606 fu elevato da Filippo III a Ducato e il giovane Tolomeo Gallio fu investito del titolo di duca . L’alto prelato intervenne con restauri e nuove costruzioni di edifici in diversi paesi del territorio, le più prestigiose ad Alvito e Atina, mentre poco distante dal paese di La Posta fece terminare la costruzione del casino di pesca detto “villa Gallio”. Il progetto del semplice edificio è di mano ignota, ma la tipologia architettonica è in linea con quanto si realizzava a Roma e nei dintorni in quel periodo. La costruzione fu terminata probabilmente mentre il cardinale era ancora in vita, ma i lavori di ampliamento e la realizzazione delle decorazioni esterne della fascia sottotetto e quelle interne furono commissionati dal nipote Francesco I Gallio . Il casino di pesca e l’annessa peschiera, oggi alquanto fatiscenti, meriterebbero di essere opportunamente restaurati e resi fruibili ai visitatori per l’evidente valore architettonico, storico e artistico. La serie di venti stucchi che formano una decorazione continua nel salone e nelle quattro stanze adiacenti, eccezionalmente e pressoché ancora integri, sono di notevole pregio ed hanno un inestimabile valore documentario: oltre alle residenze più prestigiose della famiglia vi sono rappresentati tutti i paesi del feudo com’erano alla fine del Cinquecento, prima che la fisionomia fosse stravolta da terremoti e bombardamenti . Furono realizzati dalla felice mano di un artista purtroppo ancora anonimo, ma la cui opera è rintracciabile in analoghi lavori dell’epoca, realizzati in altri luoghi del feudo ed anche al castello Viscogliosi-Boncompagni di Isola del Liri . Di inesauribile interesse storico documentale è la relazione di presentazione stilata nel momento in cui il cardinale entrava in possesso del feudo . Si tratta di un vero e proprio compendio della storia economica e sociale del territorio. Vi sono descritti tutti i paesi del territorio, analizzandone la posizione geografica, il clima, la fertilità, le caratteristiche peculiari delle attività di sfruttamento economico praticate, l’operosità della popolazione, il numero di abitanti, le casate illustri, gli edifici di culto, il clero e le loro prebende, i palazzi, la situazione fiscale e giudiziale, nonché pagine e pagine di notizie storiche e informazioni sui precedenti proprietari. Non mancano, inoltre, i suggerimenti per un migliore sfruttamento delle risorse. Il casino di pesca dei Gallio a Posta Fibreno conserva un rapporto scenografico edificio-paesaggio davvero privilegiato, si affaccia specchiandosi nelle acque smeraldine del lago che lo lambisce e ci restituisce l’immagine incantata di un inestimabile patrimonio di arte storia e bellezza, che abbiamo il dovere di tutelare.
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