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ACQUEDOTTO MEDIEVALE (PONTE DEI DIAVOLI)

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ACQUEDOTTO MEDIEVALE (PONTE DEI DIAVOLI)

L'Acquedotto medievale di Salerno è stato eretto nel IX secolo per approvvigionare d'acqua il monastero di San Benedetto, presso le mura orientali. Si trova nel Centro storico di Salerno, sotto il colle Bonadies ed il suo Castello di Arechi. «La lunghezza stimata era di circa 650 metri (255 su archi e pilastri, i restanti affidati a condotte sotterranee o ubicate su muri), con una altezza massima dal suolo di circa 21, con in più tutta una serie di monumentali cisterne adibite alla distribuzione dell’acqua. Queste misure sono state notevolmente ridotte da dissennati ed anche recenti abbattimenti, conservando inalterati, o quasi, solo i 21 metri d’altezza. L’attuale lunghezza si limita a qualche centinaio di metri.» - Giovanni Guardia La lunghezza originaria dell'acquedotto era di mezzo miglio e oggi è possibile ammirarne un tratto molto ben conservato, con archi acuti e possenti pilastri posti in triplice ordine. Alcuni storici ritenevano che l'acquedotto risalisse al XIV secolo ma in realtà esso fu eretto prima dell'anno mille in quanto il monastero di San Benedetto, da esso servito, risale all'VIII secolo e non era fornito di pozzi da cui poter attingere l'acqua. L'errore di datazione nacque dall'errata convinzione che, l'arco acuto noto come ogiva fosse di origine siciliana e quindi ideato dopo l'anno mille, ma dagli archi presenti nei sotterranei del Duomo di Salerno e di quello di Amalfi è possibile asserire che questo tipo di arco fu usato a Salerno prima ancora che nella stessa Sicilia. Le leggende sui "Ponti del Diavolo" Intorno all'acquedotto nacque nel Medio-Evo una leggenda seconda la quale la sua costruzione avvenne per opera del mago salernitano Pietro Barliario che, aiutato dai diavoli, lo eresse in una sola notte buia e tempestosa. Da questa leggenda nacque il nome "Ponti del Diavolo" che è ancora oggi usato dai salernitani per riferirsi all'acquedotto e, fino a pochi anni fa, i vecchi salernitani evitavano di recarsi sotto i ponti quando calava la sera perchè convinti che vi apparissero i diavoli, le streghe di Benevento ed altri spiriti malvagi. Secondo un'altra leggenda sotto gli archi dei Ponti del Diavolo, in una notte tempestosa, avvenne l'incontro fortuito tra i fondatori della Scuola Medica Salernitana: l'arabo Adela, il greco Ponto, l'ebreo Elino ed il latino Salerno. L'origine di tale leggenda è da ricercare nella vocazione mercantile e commerciale della Salerno medievale che era un vero e proprio crocevia di popoli, culture e religioni diverse. (fonte arcansalerno) Oggi il ponte si trova in pessime condizioni di degrado ed in completo stato di abbandono. La superficie è pervasa da piante infestanti che hanno indebolito la malta causando il distacco delle pietre. Pertanto vi è un degrado del bene e pericolo per numerosi passanti che lo attraversano.

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L'Acquedotto medievale di Salerno è stato eretto nel IX secolo per approvvigionare d'acqua il monastero di San Benedetto, presso le mura orientali. Si trova nel Centro storico di Salerno, sotto il colle Bonadies ed il suo Castello di Arechi. «La lunghezza stimata era di circa 650 metri (255 su archi e pilastri, i restanti affidati a condotte sotterranee o ubicate su muri), con una altezza massima dal suolo di circa 21, con in più tutta una serie di monumentali cisterne adibite alla distribuzione dell’acqua. Queste misure sono state notevolmente ridotte da dissennati ed anche recenti abbattimenti, conservando inalterati, o quasi, solo i 21 metri d’altezza. L’attuale lunghezza si limita a qualche centinaio di metri.» - Giovanni Guardia La lunghezza originaria dell'acquedotto era di mezzo miglio e oggi è possibile ammirarne un tratto molto ben conservato, con archi acuti e possenti pilastri posti in triplice ordine. Alcuni storici ritenevano che l'acquedotto risalisse al XIV secolo ma in realtà esso fu eretto prima dell'anno mille in quanto il monastero di San Benedetto, da esso servito, risale all'VIII secolo e non era fornito di pozzi da cui poter attingere l'acqua. L'errore di datazione nacque dall'errata convinzione che, l'arco acuto noto come ogiva fosse di origine siciliana e quindi ideato dopo l'anno mille, ma dagli archi presenti nei sotterranei del Duomo di Salerno e di quello di Amalfi è possibile asserire che questo tipo di arco fu usato a Salerno prima ancora che nella stessa Sicilia. Le leggende sui "Ponti del Diavolo" Intorno all'acquedotto nacque nel Medio-Evo una leggenda seconda la quale la sua costruzione avvenne per opera del mago salernitano Pietro Barliario che, aiutato dai diavoli, lo eresse in una sola notte buia e tempestosa. Da questa leggenda nacque il nome "Ponti del Diavolo" che è ancora oggi usato dai salernitani per riferirsi all'acquedotto e, fino a pochi anni fa, i vecchi salernitani evitavano di recarsi sotto i ponti quando calava la sera perchè convinti che vi apparissero i diavoli, le streghe di Benevento ed altri spiriti malvagi. Secondo un'altra leggenda sotto gli archi dei Ponti del Diavolo, in una notte tempestosa, avvenne l'incontro fortuito tra i fondatori della Scuola Medica Salernitana: l'arabo Adela, il greco Ponto, l'ebreo Elino ed il latino Salerno. L'origine di tale leggenda è da ricercare nella vocazione mercantile e commerciale della Salerno medievale che era un vero e proprio crocevia di popoli, culture e religioni diverse. (fonte arcansalerno) Oggi il ponte si trova in pessime condizioni di degrado ed in completo stato di abbandono. La superficie è pervasa da piante infestanti che hanno indebolito la malta causando il distacco delle pietre. Pertanto vi è un degrado del bene e pericolo per numerosi passanti che lo attraversano.

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