20 novembre 2025
Strumenti tecnologici per monitorare i versanti del parco e prevenire fenomeni franosi, un nuovo impianto di illuminazione sostenibile firmato dal maestro marionanni, interventi per favorire l’inclusività e arricchire i contenuti di visita, per tutelare e rendere sempre più fruibile Villa Gregoriana a Tivoli (RM) affidato in concessione al FAI dall’Agenzia del Demanio dal 2002.
Storia e tecnologia si incontrano dunque nel progetto, realizzato con il fondamentale contributo di Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso pubblico intervento 2 (DTC) Ricerca e Sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale, che ha previsto l’applicazione di strumenti all’avanguardia per il monitoraggio del rischio idrogeologico e la prevenzione di fenomeni franosi, l’introduzione di un nuovo sistema sostenibile di illuminazione, studiato dal maestro della luce marionanni, la realizzazione di un sentiero per migliorare l’accessibilità al sito e la produzione di contenuti di visita inediti e multidisciplinari per una fruizione digitale. Una tappa importante nell’ambito della costante opera di cura che la Fondazione, in sinergia con l’Agenzia del Demanio, svolge da oltre vent’anni, con la manutenzione ordinaria e interventi straordinari mirati, per tutelare e rendere fruibile il Bene, unicum paesaggistico tanto eccezionale quanto delicato.
Gli eventi climatici intensi e improvvisi degli ultimi anni hanno reso sempre più complessa la conservazione del fragile ecosistema di Villa Gregoriana che, per la sua particolare conformazione, frutto del connubio tra la natura e la mano dell’uomo, è predisposta a fenomeni di dissesto idrogeologico. Per rispondere all’esigenza sempre più urgente di contenere i fenomeni franosi e mantenere in sicurezza le pareti della forra, l’intervento ha previsto, sui versanti maggiormente a rischio, sul tempio di Sibilla, sul tempio di Tiburno e sui resti della Villa di Manlio Vopisco, l’installazione di sensori di monitoraggio, che permetteranno di intervenire tempestivamente per prevenire eventuali dissesti, smottamenti e condizioni di pericolo. Quasi 5.000 metri quadri di parete rocciosa sono stati ripuliti dalla fitta vegetazione che li ricopriva grazie all’impiego di personale altamente specializzato, che ha poi posizionato i 67 sensori che compongono il sistema di monitoraggio, oltre ai necessari presidi di sicurezza indispensabili per attuare le manutenzioni programmate e il controllo del funzionamento del sistema. L’impianto è gestito da remoto grazie a un apposito programma, che consentirà di monitorare ogni singolo sensore prevenendo i dissesti delle componenti architettoniche e i movimenti franosi delle pareti.
Tra i recenti interventi, anche l’introduzione di un nuovo impianto di illuminazione e valorizzazione dei percorsi, dei resti archeologici e delle peculiarità paesaggistiche. Studiato dal maestro marionanni, la nuova illuminazione accoglierà il pubblico all’ingresso della biglietteria storica e lo accompagnerà lungo il sentiero principale, passando dal belvedere sulla Grande Cascata e sui Cunicoli Gregoriani, dall’area di Vopisco e di cipressi fino a Ponte Lupo, offrendo la possibilità di godere di una visita della Villa sicura e ancora più emozionante dopo il tramonto.
Il progetto ha perseguito l’obiettivo di scrivere una luce capace di custodire il buio, una luce che accoglie, accompagna, osserva e guida, con valori di illuminamento medio molto contenuti e un sistema di controllo in grado di gestire lampada per lampada, creando una magica visione della notte e garantendo la giusta sicurezza.
Tra le tipologie di luce scelte da marionanni, una lucerna, lampada a batteria disegnata per il FAI, per illuminare la zona dei resti della Villa di Manlio Vopisco evitando scavi in un’area di altissimo interesse archeologico, dove è fondamentale preservare l’integrità dell’esistente.
Ancora, per favorire l’inclusività e l’accessibilità del sito, il progetto ha previsto la realizzazione di un sentiero in pendenza che consentirà ai visitatori con disabilità di raggiungere i percorsi della villa sul lato della biglietteria storica. La rampa si inserisce in modo armonioso nel contesto sia dal punto di vista paesaggistico, sia dal punto di vista architettonico. L’intervento amplierà l’offerta di visita per le persone con disabilità e ridotta capacità motoria e permetterà di accedere facilmente fino all’area di Manlio Vopisco e di godere, lungo il percorso, della vista dal belvedere sulla Grande Cascata.
Il FAI ha, inoltre, rinnovato, ampliato e arricchito i contenuti di visita del Bene, multidisciplinari e originali, alla luce del crescente numero di visitatori attratti dal sito e dalla città di Tivoli, con l’obiettivo di invitare il pubblico a prolungare la permanenza nel sito e a tornare successivamente per una visita dedicata al contesto tiburtino. Il percorso di visita sarà supportato da una serie di podcast audio, a disposizione del pubblico su una piattaforma digitale, di autonoma e facile fruizione mediante Qrcode sul proprio smartphone, che offrono una panoramica sulla storia della villa: un racconto a cura di Giovanni Carrada pensato per chi visita Villa Gregoriana per la prima volta. Ulteriori podcast audio consentiranno di approfondire temi specifici, come la componente faunistica o floristica del parco, e offriranno uno sguardo inedito sul “dietro le quinte” della gestione del Bene. Caroselli di immagini e video pillole, inoltre, ripercorreranno la storia di Villa Gregoriana, del suo contesto e l’epopea dell’Aniene e di Tivoli, tra catastrofi naturali e curiosi primati mondiali, tra il mito dell’antichità e il genio del progresso. Perché l’esperienza non possa dirsi conclusa al termine del percorso di visita ma prosegua alla scoperta dei monumenti vicini e del paesaggio circostante inseriti nel racconto, sono stati ideati alcuni itinerari da percorrere a piedi, in bicicletta o in macchina, secondo un format già ampiamente sviluppato dal FAI nei suoi Beni.
Si ringrazia Regione Lazio per il finanziamento concesso nell’ambito dell’Avviso pubblico Intervento 2 (DTC) Ricerca e Sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale e Lazio Innova quale soggetto attuatore.
Si ringraziano l’Agenzia del Demanio e il Comune di Tivoli per la collaborazione.
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