07 settembre 2026
A seguito del conferimento al FAI dell’intero patrimonio della Fondazione Piero Portaluppi, il prezioso archivio di arredi, disegni, documenti e libri trova oggi la sua nuova casa in uno spazio appositamente allestito all’ultimo piano di Villa Necchi Campiglio, riallacciando il legame tra il celebre architetto e uno dei suoi progetti più noti e apprezzati.
Attraverso la figura eclettica di Piero Portaluppi è possibile indagare cultura e società di primo Novecento: le sue architetture – dai palazzi privati milanesi alle centrali idroelettriche costruite tra Piemonte e Lombardia – raccontano l'ascesa della grande borghesia industriale tra le due guerre, mentre i suoi arredi raccontano uno spaccato del gusto e del design dell’epoca. Portaluppi fu anche un brillante caricaturista e un vignettista satirico, come dimostrano alcuni dei 44 disegni esposti in mostra oggi a Villa Necchi Campiglio.
Le scuole secondarie di I e II grado possono prenotare una visita guidata alla Villa e alla mostra, della durata di un’ora e trenta. Qui maggiori informazioni.
La mostra, realizzata in collaborazione con il FAI e con il supporto di Galleria Continua, espone venti sculture di Leandro Erlich, alcune delle quali inedite, che danno forma a organismi impossibili, eppure sorprendentemente familiari: farfalle con ali-orecchie, cavoli che diventano architetture, coralli che assumono la fisionomia di metropoli, alberi che terminano in piedi umani.
L’esposizione di Leandro Erlich offre agli studenti l’occasione di riflettere sulla capacità dell’arte di trasformare ciò che conosciamo e di mettere in discussione il nostro modo di percepire il mondo.
Il tema dell’ibrido, centrale nella sua ricerca, trova una particolare risonanza nel Negozio Olivetti e nella stessa Venezia, luoghi in cui architettura, storia, acqua e spazio urbano convivono e si contaminano.
Attraverso l’esperienza delle opere, gli studenti sono invitati a interrogarsi su ciò che consideriamo reale e ad aprirsi a prospettive diverse, sviluppando uno sguardo più curioso e consapevole.
Realizzata in collaborazione con la Josef and Anni Albers Foundation e curata da Nicholas Fox Weber su un progetto di Gabriella Belli, l’esposizione riunisce ventinove opere, finora quasi mai esposte, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti.
Albers ha affiancato alla pratica pittorica una riflessione continua sull’insegnamento e al rapporto diretto tra le opere e i suoi studenti: l’artista insegna, attraverso le sue opere, come fossero strumenti didattici, che guardare è un processo attivo e profondo, che può cambiare la nostra visione della realtà.
Le scuole secondarie di I e II grado possono prenotare una visita guidata alla Villa e alla mostra oppure il laboratorio esperienziale “Cartografia della percezione”, che invita gli studenti a riscoprire il mondo e lo spazio espositivo attraverso la vibrazione cromatica e la relazione con l'altro. Qui maggiori informazioni.
nei Beni FAI tutto l'anno
Gratis













