Josef Albers. Meditations

Josef Albers. Meditations

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Josef Albers. Meditations a Villa e Collezione Panza

Dal 9 aprile 2026 al 10 gennaio 2027

Villa e collezione panza

Piazza Litta, 1 VARESE

prenotazioni e contatti

0332283960
faibiumo@fondoambiente.it

My painting isn't noisy. [...] I try to create the silence of an icon.That's what I'm after: the meditative icons of the 20th century. (J. Albers)

Stop. Catch your breath. Inhale deeply as you go inside the colors. Let them penetrate you as you immerse yourself in them. (N.F. Weber)

Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e Josef & Anni Albers Foundation presentano a Villa e Collezione Panza Josef Albers. Meditations (9 aprile 2026 – 10 gennaio 2027), una selezione di ventinove tra i più significativi capolavori di Josef Albers, fino a oggi quasi mai esposti al pubblico, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti.

A cura di Nicholas Fox Weber, Executive Director della Josef & Anni Albers Foundation, Meditations propone, in dialogo con la villa settecentesca e gli artisti della collezione Panza, un allestimento essenziale e meditativo che intende restituire una prospettiva rinnovata sulla ricerca dell’artista e sollecitare al contempo una riflessione sull’eredità intellettuale del Maestro che a Villa Panza trova un’eco diretta nelle opere della collezione permanente.

Josef Albers, Homage to the Square, Study to Young Prediction, 1951, Private Collection. Ph. credits: Robert Bayer © 2026 The Josef and Anni Albers Foundation/SIAE, Rome

Josef Albers, Homage to the Square, Paris Musées / Musée d’Art moderne. Ph. Credits: RMN-Grand Palais / Dist. Photo SCALA, Firenze © 2026 The Josef and Anni Albers Foundation/SIAE, Rome

L'artista

Josef Albers (Bottrop, 1888 – New Haven, 1976) è stato uno dei protagonisti dell’arte e della pedagogia del Novecento. Dal 1920 al 1933 opera presso il Bauhaus di Weimar, prima come studente e poi come insegnante, delineando un linguaggio astratto fondato sull’interazione di colore, luce e percezione, dove l’occhio è chiamato a verificare ciò che crede di vedere. Emigrato con la moglie Anni negli Stati Uniti, insegna prima al Black Mountain College – emblema della sperimentazione artistica del secondo Novecento – e poi a Yale, dove fonda il Department of Design. La sua metodologia didattica sperimentale, che mette al centro l’osservazione attiva come strumento di conoscenza, influenzerà generazioni di artisti. Nel 1950 mette a punto il primo Homage to the Square, serie che lo accompagnerà fino al 1976, anno della sua morte, dove la giustapposizione dei colori genera interazioni cromatiche e mette alla prova la nostra percezione.

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