10 novembre 2025
Il secondo incontro nazionale “FAI ponte tra culture” ha visto la partecipazione di venticinque volontari originari di dodici Paesi diversi, che si sono ritrovati in una città particolarmente significativa per la storia del progetto: a Napoli, infatti, si è ufficialmente costituito il primo Gruppo FAI Ponte tra culture d’Italia.
Così Michele Pontecorvo, Presidente regionale FAI Campania sottolinea con orgoglio il coinvolgimento della sua città nel progetto:
«Siamo orgogliosi che l’Incontro nazionale dei Capi Gruppo e dei Delegati FAI Ponte del 2025 si sia svolto a Napoli: un riconoscimento importante per una città che da sempre condivide la missione del FAI. Napoli fu tra le prime a credere nel progetto FAI Ponte grazie a volontari provenienti da diversi Paesi che vivono in Italia e hanno scelto, insieme a noi, di custodire la sua bellezza. Persone straordinarie che, con il loro impegno, costruiscono ogni giorno ponti tra culture e storie diverse. Accoglierli oggi qui è un segno di fiducia e di gratitudine verso una comunità viva, aperta e profondamente legata ai luoghi che raccontano chi siamo».
L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Associazione Amici del FAI e con il sostegno della Fondazione Cassa Depositi e Prestiti, è iniziato nella serata di venerdì 7 novembre con una visita al Museo Madre a cura del Gruppo FAI Ponte tra culture di Napoli ed è proseguito il giorno seguente con una giornata di confronto a Palazzo Cavalcanti, sede gentilmente offerta dal Comune di Napoli in collaborazione con il Settore Cultura, in cui i volontari, suddivisi in gruppi di lavoro, hanno avuto modo di riflettere e dare il loro importante contributo sui temi all’ordine del giorno per l’attività dei volontari nell’ambito del progetto.
FAI Ponte tra culture è il progetto della Fondazione che mira a favorire l’integrazione dei cittadini di origine straniera e il dialogo interculturale attraverso il patrimonio storico, artistico e culturale. Nasce a Brescia nel 2008 con l’Associazione Amici del FAI e per volere di Giosi Conte Archetti (1934-2023) – allora Presidente dell’Associazione – che aveva notato in città una presenza sempre più alta di persone di origine straniera e, allo stesso tempo, che le stesse persone erano assenti dai musei, dalle Giornate FAI e in generale dai luoghi di cultura. Propose quindi la prima Giornata FAI in lingue straniere, in collaborazione con il Centro Migranti di Brescia e la Delegazione. Per la prima volta, insieme ai volontari FAI e agli Apprendisti Ciceroni vi erano anche volontari “mediatori” di differenti provenienze, che accoglievano il pubblico in lingue diverse. La partecipazione fu più numerosa del previsto e da quel momento l’Associazione Amici del FAI continuò nel suo intento e tutt’ora affianca la Fondazione per lo sviluppo di FAI Ponte tra culture sul territorio, supportando le attività delle Delegazioni impegnate nel progetto.
L’obiettivo è duplice: da un lato il progetto mira a favorire il processo di integrazione delle persone di origine straniera che hanno scelto l’Italia come nuovo Paese in cui vivere e dall’altro promuove il dialogo interculturale tra tutti i cittadini. Attraverso il patrimonio storico, artistico e culturale e grazie al prezioso operato dei volontari FAI Ponte attivi in tutta Italia, intende decostruire il pregiudizio culturale spesso causato dalla mancanza di contatto e conoscenza e favorire lo sviluppo di comunità coese e integrate.
«Il FAI siamo noi che, insieme, scegliamo di prenderci cura dell’eredità, che non è solo nostra, ma di tutti, nel rispetto dell’altro» Azzurra, volontaria FAI Ponte tra culture di Roma.
Attualmente attivo in 12 regioni e con 20 Delegazioni coinvolte, il progetto FAI Ponte tra culture abbraccia l’Italia da nord a sud: dalla Valle d’Aosta alla Puglia, dal Piemonte alla Basilicata, dalla Lombardia alla Sicilia, dal Veneto alla Calabria, passando per Emilia-Romagna, Lazio, Marche e Campania.
I Gruppi – composti da volontari nati in Italia e in diversi Paesi – sono formati da persone con età, vissuti e credo religiosi diversi, ma tutti accomunati dallo stesso desiderio di conoscenza e amore per il nostro Paese e per il bello.
I volontari dei Gruppi FAI Ponte partecipano alle Giornate FAI con visite nelle lingue madri e/o in italiano, con collegamenti e rimandi alle proprie culture e, in accordo con la Delegazione di riferimento, promuovono eventi sul territorio legati agli obiettivi del progetto. Ad esempio, visite a luoghi di culto quali moschee e sinagoghe con narratori d’eccezione, o iniziative volte a valorizzare i legami tra l’Italia e il resto del Mondo.
Molto significativa e importante è stata la mobilitazione dei Gruppi FAI Ponte tra culture in occasione della Giornata internazionale della Lingua madre nel febbraio 2025, che ha contribuito così a celebrare l’unicità e la ricchezza insita nella condivisione della propria cultura. Anche nel 2026 i volontari saranno protagonisti di iniziative volte a valorizzare la diversità linguistica per la ricorrenza del 21 febbraio.
Grazie a tutti i volontari che ogni giorno portano avanti il progetto e arricchiscono la quotidianità del FAI con il loro bagaglio di esperienze e il loro sguardo aperto sul Mondo.
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