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Donare un bene immobile al FAI: la storia di Alice

Donare un bene immobile al FAI: la storia di Alice

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Donare un bene immobile al FAI: la storia di Alice
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04 febbraio 2022

Ci sono molti modi per sostenere il FAI, come la donazione in vita di beni immobili affinché siano venduti o messi a reddito per ottenere risorse da destinare a restauri o attività istituzionali della Fondazione. Alice, che ha donato un appartamento di sua proprietà, ci ha raccontato i motivi della sua scelta.
“Ogni seme ha la possibilità di cambiare il mondo” Giulia Maria Crespi - Fondatrice del FAI (1923 - 2020)

Alice, come si è avvicinata alla realtà del FAI?

Sono un’affezionata donatrice del FAI da ormai quasi 10 anni. Ho da subito condiviso fortemente la missione della Fondazione e nel tempo ho sostenuto alcuni progetti di restauro all’Abbazia di Santa Maria di Cerrate in Puglia e al Giardino della Kolymbethra in Sicilia.

In queste due occasioni ho avuto modo di conoscere lo staff del FAI e apprezzarne l’impegno, seguendo in prima persona i progetti sostenuti e vedendoli poi realizzati. L’essere coinvolta così da vicino, toccando con mano il lavoro svolto “sul campo”, è stata un’esperienza molto entusiasmante!

Come è nata l’idea di donare un immobile al FAI?

In un particolare momento della mia vita mi sono trovata a gestire una situazione complessa legata a un appartamento di mia proprietà che mi stava creando più problemi che benefici. Avendo difficoltà a risolvere la situazione da sola e volendo continuare a sostenere realtà benefiche, ho pensato di coinvolgere il FAI.

Mi sono confrontata con Alberica Pellerey, responsabile dell’Ufficio Middle e Major Donors, che mi ha esposto alcune possibilità. Ho quindi deciso di procedere subito con la donazione del mio appartamento, sicura che la Fondazione lo avrebbe trasformato in una risorsa concreta per salvare e aprire al pubblico luoghi meravigliosi della mia amata Italia.

Il fatto che le donazioni di immobili siano esenti da qualsiasi tipologia di imposta mi ha rassicurato sulla certezza che l’intero valore del mio appartamento sarebbe stato utilizzato completamente a favore di nuovi progetti.

Come il FAI l’ha aiutata in questa situazione?

Rivolgendomi al FAI ho trovato uno staff che mi ha accolto con estrema professionalità e gentilezza. Infatti, tutte le pratiche burocratiche vengono gestite dai professionisti che collaborano con la Fondazione, come notai e avvocati, e che si fanno carico gratuitamente delle incombenze fiscali e legali.

Il suo gesto ha poi contribuito effettivamente alle attività del FAI?

Il mio gesto ha reso possibile sia l’apertura del piano nobile di Palazzo Moroni a Bergamo, sia quella di Villa Rezzola a Lerici. Sono molto contenta perché ho avuto la soddisfazione di aver contribuito, nel mio piccolo, a salvare luoghi meravigliosi per sempre, ma soprattutto per tutti.

Donare un bene immobile al FAI è semplice!

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