1988: assicurare al Castello di Masino un futuro degno del suo passato

1988: assicurare al Castello di Masino un futuro degno del suo passato

Condividi
1988: assicurare al Castello di Masino un futuro degno del suo passato
Focus

12 gennaio 2026

Marco Magnifico, Presidente FAI, ricorda come il millenario Castello di Masino a Caravino (TO) è entrato a far parte dei Beni della Fondazione nel 1988: «Una delle avventure più lunghe, complesse ed esaltanti della mia vita al FAI».

Morta nel 1987 la marchesa Vittoria Valperga di Masino Leumann, che assieme al marito Cesare aveva gestito il castello con coraggio, mano ferma e generosità ospitando durante la guerra numerose famiglie bisognose, l’unico figlio, conte Luigi Valperga di Masino, capì che sarebbe stato molto difficile assicurare alla colossale proprietà di famiglia – una vera e propria reggia – un futuro degno del suo passato; decise dunque di vendere il castello completo degli arredi (oltre cinquemila oggetti), della mirabile biblioteca storica (25.000 volumi) e del vastissimo archivio di famiglia (che comprende addirittura un raro documento firmato da re Arduino di Ivrea datato 1003-1005 circa) a un acquirente in grado di garantire l’integrità di questo formidabile contesto paesaggistico, monumentale e storico.

Il conte Valperga, se avesse desiderato ottenere il massimo dalla vendita, avrebbe potuto alienare, pezzo dopo pezzo, le straordinarie collezioni di mobili, dipinti, libri e carrozze (allora non vincolate dalla Soprintendenza) per poi cedere l’immobile, ma nobilmente antepose al denaro la conservazione integrale del castello e della memoria della sua illustre famiglia; la cifra richiesta fu di due miliardi e mezzo di lire, inferiore al valore dei soli arredi. Era comunque una cifra altissima per la giovane fondazione e, se non fosse stato per l’insistenza dell’avvocato Agnelli, compagno di scuola di Luigi Valperga, con la Presidente del FAI Giulia Maria Crespi, la proposta non sarebbe forse stata presa in considerazione dal Consiglio di Amministrazione del FAI.

Si può dire dunque che il Castello di Masino sia stato donato al FAI da Giulia Maria Crespi; lei non volle mai che questo fosse detto, ma i fatti sono fatti.

Il Castello, il parco, gli arredi (in parte erano confluiti a Masino dal palazzo Valperga di via Alfieri a Torino, dal castello di Borgomasino e dalla celebre villa Pliniana sul Lago di Como, tutte proprietà di famiglia alienate in precedenza) erano però in condizioni di gravissimo degrado e l’acquisto fu deciso solo dopo che il professor Enrico Filippi, come Presidente della Cassa di Risparmio di Torino, e l’avvocato Agnelli per conto della FIAT si impegnarono con la signora Crespi a mettere a disposizione i fondi indispensabili per i primi restauri (circa altri 2 miliardi); anche il Maglificio Calzificio Torinese diede un significativo contributo.

Prima

1988

Dopo

1988
1988

Se avessimo saputo – ma per fortuna nessuno lo immaginava – che il complesso in trent’anni avrebbe ingoiato oltre 17 milioni di euro in restauri, forse in quel lontano 1988 il dado non sarebbe stato tratto; ma l’incoscienza del giovane FAI capitanato da Renato Bazzoni, la generosità e la pervicacia di Giulia Maria Crespi e il sostegno di tanti amici piemontesi, tra i quali in prima linea Renzo e Emanuela Vallarino Gancia, fecero sì che oggi il castello, il suo parco (restaurato grazie al gusto e alla sapienza di Paolo Pejrone) e le oltre cinquanta sale possano guardare serenamente al futuro.

Non potrò mai dimenticare la prima volta che Bazzoni e io entrammo a Masino; Luigi Valperga aveva già lasciato il castello e tutto era avvolto dal silenzio dei luoghi senza vita; i saloni erano bui e come due bambini avanzavamo di sala in sala spalancando gli occhi per riuscire a vedere e aprire la bocca per lo stupore.

Nella sala del biliardo urtai il magnifico portastecche del Settecento che, divorato da generazioni di tarli, andò in pezzi in una nuvola di segatura lasciando sul pavimento, assieme ai suoi pezzi in seguito ricomposti, scheletri di qualche pipistrello che dietro alla sua elegante sagoma aveva finito i suoi giorni; ma il futuro stava per ricominciare: una delle avventure più lunghe, complesse ed esaltanti della mia vita al FAI.

Marco Magnifico, Presidente FAI

Castello e Parco di Masino: Acquisto da Luigi Valperga di Masino grazie a donazione Giulia Maria Crespi e donazione FIAT, Cassa di Risparmio di Torino, Maglificio-calzificio torinese, 1988

Loading

News correlate

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te