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VILLA NECCHI CAMPIGLIO | ph. arenaimmagini.it | © FAI - Fondo Ambiente Italiano

Villa Necchi Campiglio

Una villa di design anni Trenta nel cuore di Milano

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Villa Necchi Campiglio

tipologia

Bene aperto al pubblico

contatti

02 76340121
fainecchi@fondoambiente.it

luogo accessibile

Una residenza circondata da un silenzioso giardino nel centro di Milano, custode di capolavori d’arte, dove si respira ancora intatta l’atmosfera colta e vivace città tra le due guerre.

Villa donata al FAI da Gigina Necchi Campiglio e Nedda Necchi, nel 2001. Collezione Alighiero ed Emilietta de’ Micheli donata al FAI nel 1995. Collezione Claudia Gian Ferrari donata al FAI nel 2009. Collezione Guido Sforni (1935-1975) donata al FAI nel 2017.

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ASCOLTA IL PODCAST DI INTRODUZIONE ALLA VILLA

Si ringraziano Regione Lombardia e Fondazione Cariplo per il contributo al progetto

Appartata nel cuore di un tranquillo quartiere nel centro di Milano, Villa Necchi Campiglio venne progettata nei primi anni '30 dall’architetto Piero Portaluppi su incarico delle sorelle Nedda e Gigina Necchi e di Angelo Campiglio, marito di Gigina, esponenti di una borghesia industriale lombarda colta e al passo coi tempi.

Oltre alla villa, il giardino ospitava la casa del custode con la portineria, la serra, il garage, il campo da tennis e la piscina (la prime di proprietà privata a Milano).

Il piano rialzato fungeva da zona di rappresentanza, mentre il primo piano era riservato alle camere private della famiglia.

Spazi concepiti per padroni di casa operosi, ma capaci comunque di godersi il proprio tempo libero in compagnia di ospiti e amici, ambienti dove l’innovazione si traduceva nel comfort e nell’efficienza di ascensori, montavivande, citofoni interni, porte blindate scorrevoli e caveau murati. Tutte caratteristiche che, per lusso e modernità, fecero della Villa una delle residenze simbolo dell’epoca.

Tre importanti donazioni arricchiscono oggi la visita: la collezione di opere d’arte del primo Novecento di Claudia Gian Ferrari, la raccolta di dipinti e arti decorative del XVIII secolo di Alighiero ed Emilietta de’ Micheli e dal 2017 la collezione Guido Sforni (1935-1975) composta da 21 disegni su carta di artisti del XX secolo.

La Villa oggi è aperta a tutti, rispettando così il volere delle sorelle Necchi che nel 2001 affidarono la dimora al FAI proprio per farne un luogo da vivere e frequentare, grazie anche al fresco giardino, ai numerosi eventi in calendario...

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Questo luogo è uno dei Beni che il FAI ha restaurato con cura e aperto al pubblico, perché tutti possano scoprirlo e amarlo.

Per mantenerlo intatto e curarlo in modo adeguato, questo luogo - come tutti gli altri salvati dal FAI - necessita di un’attenta manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, e periodici interventi di restauro. Inoltre, i costi di gestione che permettono l’apertura al pubblico sono significativi. Per questo abbiamo bisogno di un aiuto concreto da parte di chi, come noi, vuole mantenere vivi per sempre luoghi unici e speciali.

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