DESCRIZIONE
Ai piedi dei verdi Colli Berici a sud di Vicenza, Villa Fracanzan Piovene rappresenta una meta di notevole interesse per chi desidera immergersi nella storia, nell'arte e nel paesaggio veneto. Commissionata all'inizio del Settecento all'architetto Francesco Muttoni, questa imponente dimora costituisce un raro esempio di architettura barocca, capace di integrare sapientemente antiche preesistenze medievali in un vasto e suggestivo complesso.L'attenzione alla natura e al paesaggio è uno degli aspetti più affascinanti di questa tenuta. Davanti all'edificio principale si apre un rigoglioso giardino all'italiana, con siepi di bosso e tassi monumentali. Di importante valore storico e botanico è la presenza del "brolo": un frutteto e orto coltivato. Il contesto paesaggistico si espande ulteriormente in grandi viali prospettici, impreziosito da due grandi peschiere e da uno scenografico anfiteatro collinare, progettato dal Muttoni come scenario naturale per rappresentazioni all'aperto.
Gli interni della villa offrono un viaggio negli stili di vita dei secoli passati. Le sale conservano arredi storici, letti a baldacchino e testimonianze come i cimeli del plebiscito del 1866. Di particolare rilevanza è la celebre cucina antica che custodisce una ricca collezione di utensili e rami, oltre a un pregevole acquaio cinquecentesco in marmo rosso opera del Farinati; un capolavoro che, secondo la leggenda, Napoleone Bonaparte avrebbe voluto portare con sé al Louvre. Le mura della villa hanno visto passare la grande storia europea, ospitando personalità illustri del calibro di Elisabetta Caminer Turra, figura di spicco dell'Illuminismo e prima donna giornalista del tempo, oltre a truppe militari dall'epoca napoleonica fino alla Seconda Guerra Mondiale. Il fascino degli ambienti ha persino reso la villa un set cinematografico prediletto per pellicole firmate da grandi registi italiani, da Dino Risi a Gabriele Salvatores.
Infine, questo luogo si distingue per il suo profondo legame con le tradizioni locali e la cultura rurale. Negli spazi della grande Barchessa prende vita il Museo "Vita quotidiana e lavoro in villa", un percorso che documenta la civiltà contadina veneta. Attraverso la fedele ricostruzione dell'abitazione del gastaldo – completa di cucina, telaio e locali per il bucato – e i granai ricchi di macchine agricole e utensili ottocenteschi, viene preservata la memoria del lavoro agricolo. All'esterno, una rara collezione di antichi trattori e dei primi motori agricoli illustra l'evoluzione e la meccanizzazione del lavoro nei campi nel corso dell'ultimo secolo, offrendo uno spaccato autentico dello sviluppo del territorio.
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