
È una delle residenze più imponenti della Piana dei Colli. Un tripudio di saloni affrescati, palme secolari, grandi terrazze e raffinate maioliche. Usata come set per riprese cinematografiche, la dimora, fatta costruire dal marchese Giovanni Brancaccio nella prima metà del ‘700, passò di mano in mano fino ad arrivare ai De Cordova, marchesi della Giostra, all’inizio del ‘900. La decorazione degli interni è un trionfo di illusioni prospettiche, tromp-l’oeil, stucchi, affreschi e pavimenti originali del Settecento. I tempi spaziano dal gusto neoclassico del “Salone pompeiano”, a quello esotico del secondo grande “Salone cinese” ai delicati ornati a stucco del “Salone azzurro” e del “Salone giallo”, ancora oggi conservati grazie ad un attento lavoro di recente restauro. La villa è circondata da una grande corte di oltre mille metri quadrati con un suo raffinato giardino
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È una delle residenze più imponenti della Piana dei Colli. Un tripudio di saloni affrescati, palme secolari, grandi terrazze e raffinate maioliche. Usata come set per riprese cinematografiche, la dimora, fatta costruire dal marchese Giovanni Brancaccio nella prima metà del ‘700, passò di mano in mano fino ad arrivare ai De Cordova, marchesi della Giostra, all’inizio del ‘900. La decorazione degli interni è un trionfo di illusioni prospettiche, tromp-l’oeil, stucchi, affreschi e pavimenti originali del Settecento. I tempi spaziano dal gusto neoclassico del “Salone pompeiano”, a quello esotico del secondo grande “Salone cinese” ai delicati ornati a stucco del “Salone azzurro” e del “Salone giallo”, ancora oggi conservati grazie ad un attento lavoro di recente restauro. La villa è circondata da una grande corte di oltre mille metri quadrati con un suo raffinato giardino
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