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STATUE DELLA DOGANA CARACCIOLO

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STATUE DELLA DOGANA CARACCIOLO
Il corredo marmoreo composto da 10 elementi che in origine erano collocati nelle nicchie della facciata della Dogana di Avellino (capolavoro di Cosimo Fanzago nell'Avellino dei Caracciolo) annovera: Quattro busti di uomini illustri di potere dellantichità: -Augusto, Adriano (secondo alcuni Marco Aurelio), Pericle ed Antonino Pio. -La statua del Pothos rappresenta una figura di un giovane in posizione stante, su una base parallelepipeda. È molto probabilmente una copia romana di I-II sec. d.C. ispirata alloriginale greco, ben più famoso, il Pothos di Skopas. Il Pothos, di cui esistono circa 30 copie sparse in vari musei, è la personificazione del desiderio amoroso inquieto e commosso verso loggetto lontano. -Sempre sullattico vi era la statua della Niobide. La scultura acefala rappresenta una figura femminile in posizione stante, vestita con un lungo chitone, che avvolge il corpo carnoso e delicato lasciandone intravedere il volume, stretto sotto il seno da un cinto sottile; ispirata agli archetipi del tardo classicismo greco è databile al I- II sec. d.C. -La statua di Venere Anadiomene occupa una posizione di rilievo nella facciata, la statua dal modellato carnoso, acefala e priva di entrambe le braccia, presenta un panneggio elaborato e artificioso realizzato come una vela svolazzante sospinta da un forte vento, in netto contrasto con le gambe ben levigate, il che ben rende lidea del movimento. Liconografia è quella della Venere Anadiomene, emersa dal mare nuda e coperta solo da un panno allaltezza del pube, di certo uninterpretazione romana di un modello greco. Venere era il simbolo di Avellino e rappresentava la cittadinanza tutta di Avellino. -La statua di Marino I Caracciolo, Duca di Atripalda e primo Principe di Avellino è unopera del Seicento, attribuita da alcuni allo stesso Fanzago, da altri alla scuola di DAuria. Rappresenta il Principe come un condottiero: a capo scoperto, indossa unarmatura finemente lavorata ed impugna con la mano destra, ora mancante, la grande asta da cavalleria, mentre la sinistra risulta poggiata sul fodero della spada che manca sia dellelsa che della parte inferiore. Sulla base a sinistra è poggiato lelmo, tutta la figura gravita sulla gamba sinistra. -Allultimo registro decorativo appartengono le statue di una ragazza (forse Diana) e di un ragazzo, in genere designato efebo. La prima, acefala, raffigura una giovane fanciulla in posizione stante con la gamba destra leggermente avanzata, il braccio sinistro steso lungo il corpo ed il destro mancante. Indossa un lungo chitone ed una sopravveste cinta alla vita e che lascia scoperto un seno e la spalla sinistra. La faretra sul retro è sorretta da una cinghia che attraversa diagonalmente il busto. È una statua quasi certamente seicentesca; nelliconografia classica, infatti, Diana è similmente abbigliata ma non presenta il seno scoperto, caratteristica questa delliconografia dellamazzone. Diana-Artemide, sorella di Apollo, è la divinità della caccia, che protegge gli uomini dalle belve e che spesso è identificata come divinità protettrice della fertilità. La statua del ragazzo sembra priva di una generale armonia compositiva, ed è apparentemente assemblata con pezzi di diversa provenienza.

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