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PARCO NINNI CASSARÀ

PARCO NINNI CASSARÀ

PALERMO

1,814°

POSTO

11

VOTI 2022
PARCO NINNI CASSARÀ
Il Parco Urbano Ninni Cassarà di Palermo, intitolato al commissario di polizia vittima di mafia, si estende lungo una porzione di terreno dell’agro palermitano, nella zona a sud-est del nucleo antico della città. Con una superficie complessiva di oltre 28 ettari, si sviluppa dal sito archeologico della Fossa della Garofala sino all’attuale circonvallazione interna della città (la deviazione dell'alveo del Kemonia verso l'Oreto), confinando ad ovest con la via Altofonte ed il Corso Pisani, ad est con l’Università degli Studi di Palermo. Il vecchio Parco, conosciuto come il "Giardino d’Orleans", fu realizzato intorno al 1812 da Luigi Filippo Orleans. A quell’epoca, con una superficie di circa 66 ettari, comprendeva un vasto agrumeto e un’area destinata alla coltivazione degli ortaggi, oltre ad una parte ornamentale e ricreativa adiacente la villa e una più estesa adibita a giardino paesaggistico. Nel tempo, a causa dei numerosi passaggi di proprietà, l’intera area ha subito numerose trasformazioni fino al suo completo abbandono, sebbene siano rimaste tracce di antichi viali e boschetti. Solo tra il 1954 e il 1957, la Regione Siciliana ne ha acquistato la proprietà di una parte con il Palazzo e il residuo giardino. Nel corso degli anni, inoltre, sono stati realizzati tre ingressi distribuiti lungo il perimetro del Parco, rispettivamente uno in via Ernesto Basile, uno in via Altofonte bassa, all’altezza del Polo sportivo universitario, e un ingresso nel Largo Claudio Traina, già Corso Pisani all’altezza di Villa Forni. Il parco è stato inaugurato nel novembre del 2011. Purtroppo si scopre che per decenni una parte del parco è stato utilizzato come discarica abusiva. A dicembre 2013, a causa degli agenti atmosferici, dalla terra emergono lastre di eternit. Si avvia l’inchiesta della Procura che rileva scarti industriali, copertoni, tubi di gomma, sabbie da verniciatura, plastica e altro materiale tossico che ha inquinato anche la falda acquifera. Il 16 aprile 2014 il Parco Ninni Cassarà è posto sotto sequestro per l’inquinamento del suolo. Il Comune, pochi mesi dopo, promette le analisi del terreno e la sua messa in sicurezza dopo tutti i necessari carotaggi, ma ancora nessuna novità dopo l’ultimo bando del 2018. Da diversi carotaggi effettuati, il suolo risulta pieno di amianto polverizzato, con una presenza distribuita uniformemente all’interno del parco. Suddiviso in tre aree (verde, gialla e rossa), per distinguerne la potenziale pericolosità, vede il 60% del terreno con frammenti di cemento e amianto ma nell’area rossa risiederebbero le scorie potenzialmente più pericolose. Anche Striscia la Notizia, tramite Stefania Petyx, si era occupata del caso, mostrando delle immagini inequivocabili. Nel 2018 il bando per affidare le indagini ambientali preliminari, propedeutiche alla bonifica dell’area verde, era stato pubblicato e poi ritirato. Ripubblicato a fine estate 2018, ci sono di nuovo problemi e la gara è da rifare. Gli studenti del Liceo Artistico “V. Ragusa e O. Kiyohara” hanno creato un comitato per sollecitare la riapertura del parco. La scuola ha diverse aule che si affacciano sullo spazio verde e anche un accesso privato, questo potrebbe creare una sinergia tra la scuola e il parco. È notizia del 7 maggio 2020 la pubblicazione della gara d’appalto per l’affidamento del servizio relativo.

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Il Parco Urbano Ninni Cassarà di Palermo, intitolato al commissario di polizia vittima di mafia, si estende lungo una porzione di terreno dell’agro palermitano, nella zona a sud-est del nucleo antico della città. Con una superficie complessiva di oltre 28 ettari, si sviluppa dal sito archeologico della Fossa della Garofala sino all’attuale circonvallazione interna della città (la deviazione dell'alveo del Kemonia verso l'Oreto), confinando ad ovest con la via Altofonte ed il Corso Pisani, ad est con l’Università degli Studi di Palermo. Il vecchio Parco, conosciuto come il "Giardino d’Orleans", fu realizzato intorno al 1812 da Luigi Filippo Orleans. A quell’epoca, con una superficie di circa 66 ettari, comprendeva un vasto agrumeto e un’area destinata alla coltivazione degli ortaggi, oltre ad una parte ornamentale e ricreativa adiacente la villa e una più estesa adibita a giardino paesaggistico. Nel tempo, a causa dei numerosi passaggi di proprietà, l’intera area ha subito numerose trasformazioni fino al suo completo abbandono, sebbene siano rimaste tracce di antichi viali e boschetti. Solo tra il 1954 e il 1957, la Regione Siciliana ne ha acquistato la proprietà di una parte con il Palazzo e il residuo giardino. Nel corso degli anni, inoltre, sono stati realizzati tre ingressi distribuiti lungo il perimetro del Parco, rispettivamente uno in via Ernesto Basile, uno in via Altofonte bassa, all’altezza del Polo sportivo universitario, e un ingresso nel Largo Claudio Traina, già Corso Pisani all’altezza di Villa Forni. Il parco è stato inaugurato nel novembre del 2011. Purtroppo si scopre che per decenni una parte del parco è stato utilizzato come discarica abusiva. A dicembre 2013, a causa degli agenti atmosferici, dalla terra emergono lastre di eternit. Si avvia l’inchiesta della Procura che rileva scarti industriali, copertoni, tubi di gomma, sabbie da verniciatura, plastica e altro materiale tossico che ha inquinato anche la falda acquifera. Il 16 aprile 2014 il Parco Ninni Cassarà è posto sotto sequestro per l’inquinamento del suolo. Il Comune, pochi mesi dopo, promette le analisi del terreno e la sua messa in sicurezza dopo tutti i necessari carotaggi, ma ancora nessuna novità dopo l’ultimo bando del 2018. Da diversi carotaggi effettuati, il suolo risulta pieno di amianto polverizzato, con una presenza distribuita uniformemente all’interno del parco. Suddiviso in tre aree (verde, gialla e rossa), per distinguerne la potenziale pericolosità, vede il 60% del terreno con frammenti di cemento e amianto ma nell’area rossa risiederebbero le scorie potenzialmente più pericolose. Anche Striscia la Notizia, tramite Stefania Petyx, si era occupata del caso, mostrando delle immagini inequivocabili. Nel 2018 il bando per affidare le indagini ambientali preliminari, propedeutiche alla bonifica dell’area verde, era stato pubblicato e poi ritirato. Ripubblicato a fine estate 2018, ci sono di nuovo problemi e la gara è da rifare. Gli studenti del Liceo Artistico “V. Ragusa e O. Kiyohara” hanno creato un comitato per sollecitare la riapertura del parco. La scuola ha diverse aule che si affacciano sullo spazio verde e anche un accesso privato, questo potrebbe creare una sinergia tra la scuola e il parco. È notizia del 7 maggio 2020 la pubblicazione della gara d’appalto per l’affidamento del servizio relativo.
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