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Palazzo della Ragione

PALAZZO DELLA RAGIONE

PADOVA

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PALAZZO DELLA RAGIONE
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PALAZZO DELLA RAGIONE, PADOVA

Per iscritti FAI biglietto ridotto a 6 euro anziché 8 euro per visitare il Palazzo della Ragione

Per gli iscritti FAI biglietto cumulativo (Palazzo della Ragione + Torre degli Anziani) ridotto a 9 euro anziché 13 euro, comprensivi di 1 euro di prenotazione

DESCRIZIONE

Nel cuore di Padova si erge uno dei più celebri e imponenti monumenti civili eretti in Europa all'epoca dei Comuni: il Palazzo della Ragione. Costruito a partire dal 1218 per riordinare i mercati e ospitare i tribunali cittadini, l'edificio si distingue per il suo eccezionale valore architettonico. Il "Salone" superiore, lungo ben 82 metri, rappresenta una delle più vaste aule sospese in Europa ed è sovrastato da una straordinaria copertura lignea a forma di carena di nave rovesciata, un'intuizione trecentesca di fra Giovanni degli Eremitani, fedelmente riprodotta nel Quattrocento dopo un devastante incendio.

L'immenso spazio interno si svela ai visitatori come uno specchio dell'universo medievale. Le pareti sono avvolte da circa 217 metri lineari di affreschi, suddivisi in 333 riquadri che compongono uno dei più rari e complessi cicli astrologici del Medioevo giunti fino a noi. L'opera, realizzata nel XV secolo dai maestri Nicolò Miretto e Stefano da Ferrara in sostituzione del perduto ciclo di Giotto, traduce in pittura le teorie di "astrologia giudiziaria" del celebre medico e filosofo Pietro d'Abano. Le raffigurazioni intrecciano allegorie della giustizia, costellazioni, segni zodiacali, pianeti e l'influenza degli astri sulle corporazioni e sui caratteri umani.

Il Palazzo è anche custode di singolari memorie e tradizioni locali. Tra queste spicca la pietra del Vituperio, un blocco di porfido su cui i debitori insolventi erano condannati a sedersi per tre volte in camicia e mutande, pronunciando la rinuncia ai propri beni: una pratica umiliante da cui trae origine la celebre espressione popolare "restare in braghe di tela". Sul lato opposto della sala domina invece un monumentale cavallo ligneo del 1466, originariamente impiegato in una giostra e divenuto parte integrante dell'eredità storica cittadina.

Oltre al fascino storico e artistico, il Palazzo si rivela una vera e propria "macchina astronomica medievale". Sulla parete sud, un rilievo a forma di sole dorato è provvisto di un foro che, a mezzogiorno, lascia penetrare un raggio luminoso capace di colpire un'antica linea meridiana tracciata sul pavimento nel 1761. Questa profonda vocazione cosmologica trova un'eco perfetta in una più recente installazione scientifica: dal 2006, il Salone ospita un Pendolo di Foucault, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell'Università di Padova. Una sfera di ferro e alluminio di 13 kg, sospesa a un filo di 20 metri, oscilla incessantemente offrendo una dimostrazione visiva della rotazione terrestre.

L'edificio restituisce così un'esperienza in cui l'architettura civica, l'arte astrologica e le leggi della fisica si incontrano in un dialogo secolare. Si tratta di un ambiente in cui la narrazione della storia cittadina si intreccia con il fascino della scoperta scientifica, offrendo una testimonianza tangibile dell'evoluzione del sapere umano in un contesto monumentale di rara suggestione.

La Biglietteria di Palazzo della Ragione si trova presso lo I.A.T. - Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica - piazza delle Erbe, 52

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PALAZZO DELLA RAGIONE
Con i suoi 82 metri di lunghezza e i 27 di larghezza il Salòn o Palazzo della Ragione, l'antica sede dei tribunali cittadini di Padova, è una delle più ampie aule sospese in Europa. Riconosciuto come uno dei più celebri monumenti civili eretti in Europa all'epoca dei Comuni, l'edificio fu innalzato a partire dal 1218. A cavallo del primo decennio del trecento a Giotto e bottega viene affidato il compito di affrescare le pareti della grande sala, il ciclo però fu distrutto dall'incendio che nel 1420 mandò in cenere l'archivio dei Carraresi. Gli affreschi furono ripristinati dal maestro padovano Nicolo' Miretto con la collaborazione di Stefano da Ferrara e di altri pittori sulla base degli studi di Pietro d'Abano, facoltoso studioso del suo tempo. Il ciclo di affreschi e' suddiviso in 333 riquadri, si svolge su tre fasce sovrapposte, ed e' uno dei rarissimi cicli astrologici medievali giunti fino ai nostri giorni. La stretta relazione tra le pitture e la funzione del luogo che le ospitava spiega la presenza delle varie figure di animali, a volte fantastici, che costituivano le insegne dei seggi del tribunale, alla cui funzione si collegano anche le allegorie della Giustizia, del Diritto, del Comune in Signoria e gli affreschi raffiguranti il Giudizio di Salomone e la scena di processo. Oggi la grande sala è luogo di mostre e di incontri culturali, mantenendo un ruolo centrale all'interno della vita pubblica di Padova.
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