Per Iscritti FAI biglietto ridotto a 2 euro anziché 3 euro per visitare il Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza.
DESCRIZIONE
Museo Naturalistico Archeologico si trova nel cuore di Vicenza, tra le suggestive architetture dei chiostri domenicani di Santa Corona. Ospitato in un complesso monumentale le cui origini risalgono alla fine del Quattrocento, e che in passato ha accolto dalle aule dell'Inquisizione sino a un ospedale militare, questo luogo è un importante punto di connessione tra la storia dell'uomo e l'evoluzione del paesaggio locale.
Il percorso espositivo si articola in due sezioni profondamente connesse, concepite per raccontare la complessa identità del Vicentino. Da un lato, la sezione naturalistica esplora in dettaglio le peculiarità morfologiche e geologiche dei Colli Berici, svelandone gli ambienti carsici, le formazioni boschive e la ricca biodiversità del bacino del Lago di Fimon. Questa area del museo custodisce preziose collezioni storiche e scientifiche, in gran parte amorevolmente ricostruite grazie a recenti donazioni dopo le distruzioni subite nel 1945 durante il secondo conflitto mondiale. Tra i tesori conservati spiccano il monumentale Erbario ottocentesco del naturalista Paolo Lioy, ricco di oltre milleduecento esemplari botanici, e rare collezioni entomologiche dedicate specificamente agli insetti cavernicoli, che testimoniano l'indissolubile legame del museo con gli endemismi del territorio.
Dall'altro lato, la sezione archeologica propone un rigoroso viaggio cronologico attraverso le antiche civiltà che hanno abitato e plasmato questi stessi paesaggi. Le testimonianze spaziano dagli strumenti litici del Paleolitico ai celebri vasi a bocca quadrata del Neolitico rinvenuti nei pressi delle Valli di Fimon, fino alle laminette votive in rame dell'Età del Ferro, preziose espressioni di antichi culti locali in antichi santuari. Di particolare rilievo artistico e storico è la documentazione dell'epoca romana, che comprende elementi architettonici e decorativi del teatro di Berga, eleganti lacerti musivi urbani e una magnifica collezione di statuaria classica donata agli inizi dell'Ottocento da Gerolamo Egidio di Velo. L'esposizione si chiude infine con una ricca documentazione sulle tracce lasciate in epoca longobarda.
L'attenzione del Museo verso la fruizione e la valorizzazione del patrimonio si esprime anche attraverso un forte impegno per l'accessibilità, concretizzato in specifici percorsi tattili inclusivi progettati sia per la sezione naturalistica che per quella archeologica. In questo luogo, la curiosità per le scienze naturali si fonde armoniosamente con la conservazione della memoria storica e artistica, restituendo una visione del paesaggio inteso come un inestricabile e prezioso intreccio di natura e cultura.
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