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MILITELLO IN VAL DI CATANIA

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MILITELLO IN VAL DI CATANIA
Militello in Val di Catania (Militeddu in siciliano) è un comune italiano di 7.916 abitanti della provincia di Catania in Sicilia. I loro abitanti sono chiamati militellesi (anticamente erano detti militellani). è ricca di monumenti come le chiese, pregevoli palazzi e ville settecentesche, per l'eccezionale valore del suo patrimonio monumentale fa parte dei comuni del Val di Noto, Patrimonio Mondiale dell'umanità. Militello in Val di Catania si trova nelle estreme propaggini settentrionali dei monti Iblei, a 40 km da Caltagirone e 54 da Catania a cui è collegata dalla Strada Statale 385. è possibile raggiungere Militello anche in treno fino all'omonima stazione situata alla periferia nord del paese, sulla Ferrovia Catania-Caltagirone-Gela. Nel 2002 l'UNESCO ha riconosciuto la Val di Noto patrimonio dell'umanità, e con essa le città di Militello in Val di Catania, Palazzolo Acreide, Caltagirone, Catania, Modica, Noto, Ragusa e Scicli. Ci sono diverse ipotesi riguardanti la fondazione di Militello, tramandate oralmente e divenute vere e proprie leggende. La più conosciuta di queste è quella dello storico locale Pietro Carrera che narra di come Militello venne fondata ai tempi dei romani, quando i militi di Marco Claudio Marcello durante l'assedio di Siracusa del 212 a.C. cercarono di scampare alla peste. Cercarono rifugio allontanandosi in una collina fuori città, in cui trovare aria salubre e acque limpide; fu così che fondarono la colonia Militum Tellus (terra di soldati) che diede il nome al paese; un'altra teoria sostiene che il nome del paese derivi dal colore giallo della pietra locale, quasi color del miele, da cui Mellis Tellus. Intorno all'abitato ci sono diversi resti di età preistorica, ma la storia certa della città è documentata a partire dall'anno 1000, quando sotto i Cammarana Militello divenne marchesato; successivamente venne ceduta come feudo ai Barresi. Militello visse il suo momento di massimo splendore a cavallo tra il XVI e il XVII secolo sotto il regno del Principe Don Francesco Branciforte, che si adoperò per abbellire la città con chiese e palazzi di pregio. Tra questi vanno ricordati la chiesa della Madonna della Catena, il Monastero dei Benedettini e la fontana della ninfa Zizza del 1607. Il disastroso terremoto del 1693 distrusse però tante altre opere d'arte. La ricostruzione successiva, tuttavia, portò alla realizzazione di gioielli di grandissimo valore, come la chiesa di San Nicolò - SS. Salvatore del 1721 e la chiesa della Madonna della Stella del 1722 e molti palazzi nobiliari che hanno permesso a Militello di ottenere il riconoscimento UNESCO nel 2002.

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Militello in Val di Catania (Militeddu in siciliano) è un comune italiano di 7.916 abitanti della provincia di Catania in Sicilia. I loro abitanti sono chiamati militellesi (anticamente erano detti militellani). è ricca di monumenti come le chiese, pregevoli palazzi e ville settecentesche, per l'eccezionale valore del suo patrimonio monumentale fa parte dei comuni del Val di Noto, Patrimonio Mondiale dell'umanità. Militello in Val di Catania si trova nelle estreme propaggini settentrionali dei monti Iblei, a 40 km da Caltagirone e 54 da Catania a cui è collegata dalla Strada Statale 385. è possibile raggiungere Militello anche in treno fino all'omonima stazione situata alla periferia nord del paese, sulla Ferrovia Catania-Caltagirone-Gela. Nel 2002 l'UNESCO ha riconosciuto la Val di Noto patrimonio dell'umanità, e con essa le città di Militello in Val di Catania, Palazzolo Acreide, Caltagirone, Catania, Modica, Noto, Ragusa e Scicli. Ci sono diverse ipotesi riguardanti la fondazione di Militello, tramandate oralmente e divenute vere e proprie leggende. La più conosciuta di queste è quella dello storico locale Pietro Carrera che narra di come Militello venne fondata ai tempi dei romani, quando i militi di Marco Claudio Marcello durante l'assedio di Siracusa del 212 a.C. cercarono di scampare alla peste. Cercarono rifugio allontanandosi in una collina fuori città, in cui trovare aria salubre e acque limpide; fu così che fondarono la colonia Militum Tellus (terra di soldati) che diede il nome al paese; un'altra teoria sostiene che il nome del paese derivi dal colore giallo della pietra locale, quasi color del miele, da cui Mellis Tellus. Intorno all'abitato ci sono diversi resti di età preistorica, ma la storia certa della città è documentata a partire dall'anno 1000, quando sotto i Cammarana Militello divenne marchesato; successivamente venne ceduta come feudo ai Barresi. Militello visse il suo momento di massimo splendore a cavallo tra il XVI e il XVII secolo sotto il regno del Principe Don Francesco Branciforte, che si adoperò per abbellire la città con chiese e palazzi di pregio. Tra questi vanno ricordati la chiesa della Madonna della Catena, il Monastero dei Benedettini e la fontana della ninfa Zizza del 1607. Il disastroso terremoto del 1693 distrusse però tante altre opere d'arte. La ricostruzione successiva, tuttavia, portò alla realizzazione di gioielli di grandissimo valore, come la chiesa di San Nicolò - SS. Salvatore del 1721 e la chiesa della Madonna della Stella del 1722 e molti palazzi nobiliari che hanno permesso a Militello di ottenere il riconoscimento UNESCO nel 2002.
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