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CHIESA SANT'ERASMO

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CAPACI, PALERMO

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CHIESA SANT'ERASMO
La Chiesa Madre, dedicata a sant'Erasmo, si trova nell'omonima piazza. Edificata nel XVIII secolo, ha una facciata barocca preceduta da una scenografica scalinata e conserva all'interno un Crocifisso molto venerato dalla popolazione locale. All'esterno la Chiesa esprime solidità e imponenza ispirando assieme il fascino di un antico misticismo che sembra ammonire sulla caducità delle cose sorgendo proprio di fronte alla vecchia residenza dei Conti Pilo fino a poco tempo fa cadente ed in disuso seppure d'epoca contemporanea. Due ampie scalinate in pietra, cinte da un'elegante inferriata, si dipartono da una breve balza dal livello della piazza per ricongiungersi su di una grande terrazza davanti all'imponente portone centrale dell'ingresso principale affiancato da due portali gemelli più piccoli ma altrettanto maestosi. In alto, al centro, adorna da un grande festone, è visibile la lapide marmorea che ricorda l'anno e l'artefice della sua riconfigurazione mentre ai lati sopra i portali due ampie aperture ovali, incorniciate da altrettanti ricchi fregi, conferiscono un fascino particolare al gioco prospettico di linee e di forme che rendono superba la facciata. Questa si conclude in alto con un fastigio sinuoso a sbalzo percorso da una profonda scanalatura e sormontato nella parte più interna da una croce in ferro e da quattro basi a forma di piccole are quadrangolari sulle quali si sovrappongono altrettanti brevi rialzi orlati di dimensioni decrescenti e culminanti con "fiamme" in pietra scolpita, architettonicamente uguali ma diversamente appaiate: quelle centrali dominano in altezza. Il campanile che sorge sul lato sinistro, in forma perfettamente quadrata e distinta esternamente in più piani, risale probabilmente all'epoca della costruzione delle torri di protezione del territorio ed è presumibile che originariamente sia stato eretto per essere destinato a torre di avvistamento e di allarme (non di difesa) come dimostrerebbe l'assenza di merlature, tipiche delle costruzioni protettive, ad integrazione del sistema di copertura di salvaguardia muraria del centro abitato. Frontalmente una soffusa e calda luminosità si espande sulla navata maggiore attraverso le due aperture ovali sovrastanti gli imponenti portoni d'ingresso. Sull'ampia volta si possono ammirare i meravigliosi affreschi eseguiti nel 1744 dal pittore Giuseppe Trisca da Sciacca, il quale ha voluto raffigurarvi il Trionfo della Vergine, l'Incoronazione e la Gloria degli Angeli e dei Santi e, intorno a queste immagini centrali, in otto piccoli riquadri ovali, altrettanti personaggi dell'antico testamento dall'aspetto maestoso e imponente. Oltre che agli affreschi l'attenzione va rivolta anche alle pregevoli statue lignee, e alcune opere del novecento: una statua della 'Vergine Assunta' e due Tele ("Natività" e "Ultima Cena") esposte nel Coro. Sotto la pavimentazione della Chiesa, dietro al piccolo ambiente ricavato fra le due rampe di scale, sussisterebbe ancora una cripta mortuaria o catacomba ove, in età rinascimentale e barocca, si svolgevano le attività di quattro sodalizi laicali (le Compagnie del SS. Sacramento e della Madonna del Rosario e le Confraternite di Maria SS. Addolorata e di S. Erasmo), che ne furono fittuari fino a qualche anno dopo la promulgazione dell'editto napoleonico di Saint-Cloud (1804), il quale, introducendo una nuova disciplina sulle aree cimiteriali, impose il divieto di sepoltura in luoghi consacrati al culto.

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La Chiesa Madre, dedicata a sant'Erasmo, si trova nell'omonima piazza. Edificata nel XVIII secolo, ha una facciata barocca preceduta da una scenografica scalinata e conserva all'interno un Crocifisso molto venerato dalla popolazione locale. All'esterno la Chiesa esprime solidità e imponenza ispirando assieme il fascino di un antico misticismo che sembra ammonire sulla caducità delle cose sorgendo proprio di fronte alla vecchia residenza dei Conti Pilo fino a poco tempo fa cadente ed in disuso seppure d'epoca contemporanea. Due ampie scalinate in pietra, cinte da un'elegante inferriata, si dipartono da una breve balza dal livello della piazza per ricongiungersi su di una grande terrazza davanti all'imponente portone centrale dell'ingresso principale affiancato da due portali gemelli più piccoli ma altrettanto maestosi. In alto, al centro, adorna da un grande festone, è visibile la lapide marmorea che ricorda l'anno e l'artefice della sua riconfigurazione mentre ai lati sopra i portali due ampie aperture ovali, incorniciate da altrettanti ricchi fregi, conferiscono un fascino particolare al gioco prospettico di linee e di forme che rendono superba la facciata. Questa si conclude in alto con un fastigio sinuoso a sbalzo percorso da una profonda scanalatura e sormontato nella parte più interna da una croce in ferro e da quattro basi a forma di piccole are quadrangolari sulle quali si sovrappongono altrettanti brevi rialzi orlati di dimensioni decrescenti e culminanti con "fiamme" in pietra scolpita, architettonicamente uguali ma diversamente appaiate: quelle centrali dominano in altezza. Il campanile che sorge sul lato sinistro, in forma perfettamente quadrata e distinta esternamente in più piani, risale probabilmente all'epoca della costruzione delle torri di protezione del territorio ed è presumibile che originariamente sia stato eretto per essere destinato a torre di avvistamento e di allarme (non di difesa) come dimostrerebbe l'assenza di merlature, tipiche delle costruzioni protettive, ad integrazione del sistema di copertura di salvaguardia muraria del centro abitato. Frontalmente una soffusa e calda luminosità si espande sulla navata maggiore attraverso le due aperture ovali sovrastanti gli imponenti portoni d'ingresso. Sull'ampia volta si possono ammirare i meravigliosi affreschi eseguiti nel 1744 dal pittore Giuseppe Trisca da Sciacca, il quale ha voluto raffigurarvi il Trionfo della Vergine, l'Incoronazione e la Gloria degli Angeli e dei Santi e, intorno a queste immagini centrali, in otto piccoli riquadri ovali, altrettanti personaggi dell'antico testamento dall'aspetto maestoso e imponente. Oltre che agli affreschi l'attenzione va rivolta anche alle pregevoli statue lignee, e alcune opere del novecento: una statua della 'Vergine Assunta' e due Tele ("Natività" e "Ultima Cena") esposte nel Coro. Sotto la pavimentazione della Chiesa, dietro al piccolo ambiente ricavato fra le due rampe di scale, sussisterebbe ancora una cripta mortuaria o catacomba ove, in età rinascimentale e barocca, si svolgevano le attività di quattro sodalizi laicali (le Compagnie del SS. Sacramento e della Madonna del Rosario e le Confraternite di Maria SS. Addolorata e di S. Erasmo), che ne furono fittuari fino a qualche anno dopo la promulgazione dell'editto napoleonico di Saint-Cloud (1804), il quale, introducendo una nuova disciplina sulle aree cimiteriali, impose il divieto di sepoltura in luoghi consacrati al culto.
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