I Luoghi del Cuore
Basta poco per salvare i luoghi che ami
CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MARTINO

CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MARTINO

SUEGLIO, LECCO

Condividi
CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MARTINO
Circa la probabilmente assai remota antichità della prima fondazione, per la chiesa parrocchiale di San Martino, non sembrano esistere seri dubbi, stante sia il tipo di dedicazione che, in abbinamento a questa, la dislocazione in una posizione strategico-panoramica che non pare azzardato definire come realmente eccezionale: la possibilità di comunicare segnalazioni provenienti dal lago all'alta Val Varrone, tramite tra l'altro l'antistante caposaldo dell'eremo medioevale di Sant'Ulderico, certamente fino a Tremenico e oltre, ne faceva una base logistica e paramilitare di non minore importanza. Allo stato attuale, dati i molteplici rifacimenti, non sembra di poter ravvisare tracce strutturali anteriori alla data odierna di due o tre secoli. è citata nel Liber notitiae Sanctorum Mediolani, databile verso la fine del XIII secolo: in plebe de Dervio, loco Suello ecclesia Sancti Martini.
Ricordata fin dal XIII secolo, ma di possibile origine altomedioevale, la chiesa divenne sede nel 1362 di un rettore e nel 1367 di un parroco. Dal 1583 al 1585 resse la parrocchia Marcaurelio Grattarola di Margno, uno dei primi Oblati di San Carlo, che consacrò la chiesa nel 1583. L'edificio venne in gran parte ricostruito nel 1860 sulla scorta di un progetto formulato sin dal 1853 da Luigi Frassi da Dervio, che realizzò un'imponente struttura tardo neoclassica, non priva d'interesse nella serrata concatenazione degli ordini di facciata e nella solenne ritmicità dell'interno, caratterizzato dal grande cornicione. Molte sono nella chiesa le testimonianze della fase seicentesca, essendo scomparsi gli affreschi e l'ancona ricordati nelle visite pastorali precedenti: la pala della Madonna del Rosario (1627), nella quarta cappella sinistra, dono dell'omonima confraternita di emigrati introzzaschi stabilitisi a Rezzana (Treviso); l'altar maggiore (1660) del tipo a tempietto con un ricco corredo di statuette; la pala della Madonna del Carmine coi Santi Domenico e Antonio da Padova e le anime purganti, nella quarta cappella destra, donata nel 1659 dall'omonima confraternita veneziana, dove pure erano presenti gli emigrati; il pulpito, dalle sobrie decorazioni tardo barocche, del 1687. Al Seicento risale anche una tela coi Santi Antonio da Padova, Felice da Cantalice e Domenico, nel transetto sinistro, così come il campanile, rifatto nel 1650 con una decorazione tardo manieristica vicina a quella della parrocchiale di Pagnona. Al Settecento risalgono la cappella del Crocefisso, terza a sinistra, con statua forse del secolo precedente ma molto ripresa; la Via Crucis su tela; l'Immacolata e Angeli coi Santi Giovanni Battista e Antonio da Padova, offerta nel 1724 dai fratelli Bardelloni e collocata nel transetto destro; i portali del 1771, ripresi nel 1831; il Battesimo di Cristo del Maroni, nella prima cappella sinistra. I profeti Davide ed Elia nell'abside, la Gloria angelica e gli Evangelisti nella cupola e il coordinamento della decorazione a fresco dell'interno spettano a Romeo Rivetta, che vi attese con gusto eclettico nel 1914, riprendendo lo stile dei Tagliaferri. Merita un cenno l'orologio astronomico del campanile, realizzato nel 1707 ma ripreso in età moderna; la piazza antistante è caratterizzata dall'Ossario del 1715, con oratorio ottocentesco.

Gallery

Scheda completa al 95%
Arricchisci o modifica questa scheda

Fai l'upload dei moduli firmati
e tieni traccia di tutti i caricamenti effettuati

I contenuti di questa scheda sono generati dagli utenti e non riflettono un giudizio del FAI sul luogo. La Fondazione non è responsabile dell’eventuale violazione di copyright delle immagini pubblicate. Il FAI eliminerà dal sito le immagini caricate dagli utenti di cui sia chiesta la rimozione da parte degli aventi diritto secondo le leggi vigenti. Il FAI ha inoltre la facoltà di rimuovere le immagini caricate dagli utenti nel sito in qualsiasi momento a propria discrezione. Contenuti impropri e utilizzi non corretti delle immagini possono essere segnalati a: iluoghidelcuore@fondoambiente.it.

* I file possono essere personalizzati solo dopo averli copiati sul proprio profilo CANVA. Dalla propria Homepage di CANVA, si passa con il puntatore sopra il singolo progetto, si clicca l’icona con i tre puntini in alto a destra e si seleziona “Fai una copia”.

Questo luogo è stato votato anche nel:
Censimento 2024

775° Posto

1 Voti
Censimento 2022

592° Posto

3 Voti
Censimento 2020

25,279° Posto

4 Voti
Censimento 2018

27,334° Posto

2 Voti
Censimento 2016

26,800° Posto

1 Voti
Censimento 2012

5,260° Posto

3 Voti
0

Vota altri luoghi vicini

NC
0 voti

Edificio civile

LATTERIA CONSORZIALE IN VALVARRONE

SUEGLIO, LECCO

NC
0 voti

Edificio civile

TRINCEE I GUERRA MONDIALE

SUEGLIO, LECCO

NC
0 voti

Area naturale

VITIGNI DELLA VALVARRONE

VESTRENO, LECCO

Vota altri luoghi simili

13°
4.127 voti

Chiesa

CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO DI PEGAZZANO

LA SPEZIA

14°
4.053 voti

Chiesa

CHIESA DI S. GIOVANNI

PORTOGRUARO, VENEZIA

21°
3.121 voti

Chiesa

SACELLO CAROLINGIO DEL IX-XI SECOLO

ADRIA, ROVIGO

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati

CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MARTINO

SUEGLIO, LECCO

Condividi
CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MARTINO
Circa la probabilmente assai remota antichità della prima fondazione, per la chiesa parrocchiale di San Martino, non sembrano esistere seri dubbi, stante sia il tipo di dedicazione che, in abbinamento a questa, la dislocazione in una posizione strategico-panoramica che non pare azzardato definire come realmente eccezionale: la possibilità di comunicare segnalazioni provenienti dal lago all'alta Val Varrone, tramite tra l'altro l'antistante caposaldo dell'eremo medioevale di Sant'Ulderico, certamente fino a Tremenico e oltre, ne faceva una base logistica e paramilitare di non minore importanza. Allo stato attuale, dati i molteplici rifacimenti, non sembra di poter ravvisare tracce strutturali anteriori alla data odierna di due o tre secoli. è citata nel Liber notitiae Sanctorum Mediolani, databile verso la fine del XIII secolo: in plebe de Dervio, loco Suello ecclesia Sancti Martini.
Ricordata fin dal XIII secolo, ma di possibile origine altomedioevale, la chiesa divenne sede nel 1362 di un rettore e nel 1367 di un parroco. Dal 1583 al 1585 resse la parrocchia Marcaurelio Grattarola di Margno, uno dei primi Oblati di San Carlo, che consacrò la chiesa nel 1583. L'edificio venne in gran parte ricostruito nel 1860 sulla scorta di un progetto formulato sin dal 1853 da Luigi Frassi da Dervio, che realizzò un'imponente struttura tardo neoclassica, non priva d'interesse nella serrata concatenazione degli ordini di facciata e nella solenne ritmicità dell'interno, caratterizzato dal grande cornicione. Molte sono nella chiesa le testimonianze della fase seicentesca, essendo scomparsi gli affreschi e l'ancona ricordati nelle visite pastorali precedenti: la pala della Madonna del Rosario (1627), nella quarta cappella sinistra, dono dell'omonima confraternita di emigrati introzzaschi stabilitisi a Rezzana (Treviso); l'altar maggiore (1660) del tipo a tempietto con un ricco corredo di statuette; la pala della Madonna del Carmine coi Santi Domenico e Antonio da Padova e le anime purganti, nella quarta cappella destra, donata nel 1659 dall'omonima confraternita veneziana, dove pure erano presenti gli emigrati; il pulpito, dalle sobrie decorazioni tardo barocche, del 1687. Al Seicento risale anche una tela coi Santi Antonio da Padova, Felice da Cantalice e Domenico, nel transetto sinistro, così come il campanile, rifatto nel 1650 con una decorazione tardo manieristica vicina a quella della parrocchiale di Pagnona. Al Settecento risalgono la cappella del Crocefisso, terza a sinistra, con statua forse del secolo precedente ma molto ripresa; la Via Crucis su tela; l'Immacolata e Angeli coi Santi Giovanni Battista e Antonio da Padova, offerta nel 1724 dai fratelli Bardelloni e collocata nel transetto destro; i portali del 1771, ripresi nel 1831; il Battesimo di Cristo del Maroni, nella prima cappella sinistra. I profeti Davide ed Elia nell'abside, la Gloria angelica e gli Evangelisti nella cupola e il coordinamento della decorazione a fresco dell'interno spettano a Romeo Rivetta, che vi attese con gusto eclettico nel 1914, riprendendo lo stile dei Tagliaferri. Merita un cenno l'orologio astronomico del campanile, realizzato nel 1707 ma ripreso in età moderna; la piazza antistante è caratterizzata dall'Ossario del 1715, con oratorio ottocentesco.
Storico campagne in questo luogo
I Luoghi del Cuore
2012, 2016, 2018, 2020, 2022
Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te