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CHIESA E MONASTERO  SANTA MARIA DELLA RIPA

CHIESA E MONASTERO SANTA MARIA DELLA RIPA

FORLÌ, FORLI CESENA

152°

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CHIESA E MONASTERO SANTA MARIA DELLA RIPA
Il monastero di Santa Maria della Ripa è un luogo del cuore della città di Forlì. Il vasto complesso, che ha mantenuto intatto l’antico fascino nonostante le profonde ferite inflitte dal tempo e dagli uomini, rappresenta uno degli esempi più eclatanti dell’architettura e dell’arte rinascimentale a Forlì e, al contempo, la testimonianza tangibile della vita religiosa del tempo. In quell’area della città denominata già in antico “Ripa” che separava la riva sinistra del canale dei Brighieri-Morattini dalla cinta muraria quattrocentesca, venne edificato, a partire dal 1479, un nuovo monastero. È Pino III Ordelaffi, signore di Forlì e munifico benefattore di tante chiese e conventi della città, assieme alla terza moglie, Lucrezia Pico, a promuoverne la costruzione in prossimità della più antica chiesa della SS. Trinità al cui interno è custodita ancora oggi l’austera cattedra del protovescovo forlivese Mercuriale. Alla morte dell’Ordelaffi i lavori sono ripresi da Giacomo Riario e, in seguito, portati a compimento da Caterina Sforza grazie ai benefici concessi dal pontefice Alessandro VI. Nel 1484 il monastero, “tuto serato intorne”, accoglie sedici suore condotte a Forlì da Ferrara; in quello stesso anno viene istituita la clausura: all’interno dell’alto muro di cinta, le monache professano la regola di Santa Chiara. Negli ultimi anni del XV secolo sono completati anche i lavori di costruzione della chiesa: sulla parete di fondo dell’abside, Marco Palmezzano realizza, già nel 1492 e, forse, su incarico della stessa Caterina sforza, il grande affresco raffigurante la crocifissione con la Vergine e Santi, oggi patrimonio della Pinacoteca forlivese. Frattanto il convento acquisisce tale e tanto prestigio in seno alla comunità forlivese che il 14 marzo del 1505 vi sono depositati i capitoli della conazione di Forlì alla Chiesa e qui viene conservata la bolla di papa Giulio II che sancisce l’appartenenza della città allo Stato Pontificio. Per tre secoli la vita delle monache si svolge appartata, immersa nel silenzio e nella preghiera, mentre si apportano agli edifici quelle trasformazioni, più o meno significative, dettate dalle esigenze della vita in comune. Quando la “bufera” napoleonica si abbatte sulle comunità religiose della Romagna, il monastero della Ripa subisce la medesima sorte degli altri numeri conventi e chiese di Forlì. Il 3 agosto 1798 il complesso viene requisito e le trentotto monache che si trovano all’interno sono trasferite in Santa Chiara. Passato di proprietà del Demanio, il complesso è trasformato nella caserma della Torre e subisce modifiche e adattamenti necessari alla nuova destinazione d’uso. Nel 1945 la struttura è diventata sede del Distretto Militare Forlivese che l’ha occupata fino all’ultimo decennio del secolo scorso.

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Il monastero di Santa Maria della Ripa è un luogo del cuore della città di Forlì. Il vasto complesso, che ha mantenuto intatto l’antico fascino nonostante le profonde ferite inflitte dal tempo e dagli uomini, rappresenta uno degli esempi più eclatanti dell’architettura e dell’arte rinascimentale a Forlì e, al contempo, la testimonianza tangibile della vita religiosa del tempo. In quell’area della città denominata già in antico “Ripa” che separava la riva sinistra del canale dei Brighieri-Morattini dalla cinta muraria quattrocentesca, venne edificato, a partire dal 1479, un nuovo monastero. È Pino III Ordelaffi, signore di Forlì e munifico benefattore di tante chiese e conventi della città, assieme alla terza moglie, Lucrezia Pico, a promuoverne la costruzione in prossimità della più antica chiesa della SS. Trinità al cui interno è custodita ancora oggi l’austera cattedra del protovescovo forlivese Mercuriale. Alla morte dell’Ordelaffi i lavori sono ripresi da Giacomo Riario e, in seguito, portati a compimento da Caterina Sforza grazie ai benefici concessi dal pontefice Alessandro VI. Nel 1484 il monastero, “tuto serato intorne”, accoglie sedici suore condotte a Forlì da Ferrara; in quello stesso anno viene istituita la clausura: all’interno dell’alto muro di cinta, le monache professano la regola di Santa Chiara. Negli ultimi anni del XV secolo sono completati anche i lavori di costruzione della chiesa: sulla parete di fondo dell’abside, Marco Palmezzano realizza, già nel 1492 e, forse, su incarico della stessa Caterina sforza, il grande affresco raffigurante la crocifissione con la Vergine e Santi, oggi patrimonio della Pinacoteca forlivese. Frattanto il convento acquisisce tale e tanto prestigio in seno alla comunità forlivese che il 14 marzo del 1505 vi sono depositati i capitoli della conazione di Forlì alla Chiesa e qui viene conservata la bolla di papa Giulio II che sancisce l’appartenenza della città allo Stato Pontificio. Per tre secoli la vita delle monache si svolge appartata, immersa nel silenzio e nella preghiera, mentre si apportano agli edifici quelle trasformazioni, più o meno significative, dettate dalle esigenze della vita in comune. Quando la “bufera” napoleonica si abbatte sulle comunità religiose della Romagna, il monastero della Ripa subisce la medesima sorte degli altri numeri conventi e chiese di Forlì. Il 3 agosto 1798 il complesso viene requisito e le trentotto monache che si trovano all’interno sono trasferite in Santa Chiara. Passato di proprietà del Demanio, il complesso è trasformato nella caserma della Torre e subisce modifiche e adattamenti necessari alla nuova destinazione d’uso. Nel 1945 la struttura è diventata sede del Distretto Militare Forlivese che l’ha occupata fino all’ultimo decennio del secolo scorso.
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