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CHIESA DEI SANTI PRIMO E FELICIANO

CHIESA DEI SANTI PRIMO E FELICIANO

LEGGIUNO, VARESE

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CHIESA DEI SANTI PRIMO E FELICIANO
Nel centro di Leggiuno sorge, tra la Via San Primo e la Via Trieste, la Chiesa romanica dedicata ai Santi Primo e Feliciano. Nella chiesa, in origine dedicata al vescovo pavese san Siro, sono custodite dall’anno 846 d.C. le reliquie dei due santi soldati, martiri sotto Diocleziano, che furono donate da papa Sergio II. La piccola chiesa fu costruita dalla famiglia del nobile Eremberto, dignitario legato all'imperatore Lotario. L’edificio ha una caratteristica singolare: costituisce infatti un piccolo museo di lapidi, sia all’interno che all’esterno. Caratteristico è anche il campanile: un'alta torre di pietre a vista che affianca la chiesa, caratterizzata da feritoie irregolari che si aprono sui lati. Esso fu aggiunto in un secondo tempo, intorno al secolo XI. Nel 1920 vennero effettuati dei lavori di consolidamento ed un restauro generale della chiesa, ad opera dell’architetto Ferdinando Reggiori, con il pieno sostegno del prevosto don Antonio Masciocchi. Scoperchiato il pavimento, si trovarono quattro tombe scavate tra il muro frontale e un muro trasversale sotterraneo; sotto il mastodontico altare del tempo, accostato alla parete dell’abside, fu poi scoperta un’urna contenente le reliquie dei martiri Primo e Feliciano, come già si presumeva dallo studio degli antichi documenti. Venne costruito un nuovo altare, di dimensioni ridotte, lasciando a vista la colonnina che metteva in contatto il reliquiario con la mensa dell’altare stesso.

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Nel centro di Leggiuno sorge, tra la Via San Primo e la Via Trieste, la Chiesa romanica dedicata ai Santi Primo e Feliciano. Nella chiesa, in origine dedicata al vescovo pavese san Siro, sono custodite dall’anno 846 d.C. le reliquie dei due santi soldati, martiri sotto Diocleziano, che furono donate da papa Sergio II. La piccola chiesa fu costruita dalla famiglia del nobile Eremberto, dignitario legato all'imperatore Lotario. L’edificio ha una caratteristica singolare: costituisce infatti un piccolo museo di lapidi, sia all’interno che all’esterno. Caratteristico è anche il campanile: un'alta torre di pietre a vista che affianca la chiesa, caratterizzata da feritoie irregolari che si aprono sui lati. Esso fu aggiunto in un secondo tempo, intorno al secolo XI. Nel 1920 vennero effettuati dei lavori di consolidamento ed un restauro generale della chiesa, ad opera dell’architetto Ferdinando Reggiori, con il pieno sostegno del prevosto don Antonio Masciocchi. Scoperchiato il pavimento, si trovarono quattro tombe scavate tra il muro frontale e un muro trasversale sotterraneo; sotto il mastodontico altare del tempo, accostato alla parete dell’abside, fu poi scoperta un’urna contenente le reliquie dei martiri Primo e Feliciano, come già si presumeva dallo studio degli antichi documenti. Venne costruito un nuovo altare, di dimensioni ridotte, lasciando a vista la colonnina che metteva in contatto il reliquiario con la mensa dell’altare stesso.
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