Casa Crespi, all’angolo tra via Verga e via Giovio a Milano, fu costruita tra il 1930 e il 1931 dall’ingegnere Erminio Alberti per l’imprenditore Fausto Crespi, che vi si trasferì con la moglie e i cinque figli. La famiglia era proprietaria di un’affermata impresa specializzata nella produzione di arredi in metallo per uffici, ospedali e navi, e la casa sorse proprio nell’area del vecchio stabilimento. Sobria e severa, la palazzina racconta lo stile di vita di una borghesia imprenditoriale milanese colta e operosa, dedita al lavoro e allo studio e lontana dalla mondanità. In quasi novant’anni, ambienti, arredi, oggetti, pavimenti e decorazioni sono rimasti pressoché immutati, facendo della casa una rara testimonianza originale del suo tempo.
A lasciare l’impronta più personale fu Alberto Crespi (1923-2022), celebre giurista, collezionista, musicista e musicologo. La sua passione per Bach lo spinse a sacrificare un bagno del primo piano per installarvi un monumentale organo da 1.500 canne, tuttora funzionante. La casa conserva inoltre sculture, dipinti del Seicento romano e una ricchissima biblioteca dedicata alla giurisprudenza, all’arte e alla musica. In omaggio a questa passione, il FAI farà di Casa Crespi anche un luogo dedicato alla comprensione e all’ascolto della musica, con incontri, corsi e attività.
A questo racconto familiare si affiancherà quello della Collezione Bagutta, donata al FAI da Gianfelice Rocca e Martina Fiocchi Rocca e destinata a essere esposta permanentemente al primo piano. La raccolta riunisce i disegni che decoravano la storica Trattoria Bagutta, dal 1926 sede dell’omonimo premio, il primo premio letterario italiano. Particolarmente significative sono le cosiddette “liste” di Mario Vellani Marchi, fogli realizzati per le serate d’onore con caricature e firme di protagonisti della cultura e del costume italiano, da Eugenio Montale a Giorgio de Chirico, Carlo...
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