22 settembre 2026
Casa Crespi si trova a Milano, tra via Verga e via Giovio, accanto alla Chiesa di San Francesco al Fopponino, progettata da Gio Ponti.
Fu costruita all’inizio del Novecento per l'imprenditore Fausto Crespi, che venne ad abitare qui nel 1931 con la moglie e i cinque figli: Pietro, Giorgio, Ermellina, Giampaolo e Alberto, nati tra il 1918 e il 1923. La Casa sorgeva nell'area del vecchio stabilimento della Ditta Pietro Crespi, che all’inizio del secolo scorso produceva arredi in metallo per uffici, ospedali e navi.
Caratterizzata da un’eleganza sobria, le cui forme raccontano un linguaggio a metà tra il tardo liberty e il déco, Casa Crespi in circa cento anni non ha mai subito modifiche sostanziali: oggetti, pavimenti, arredi e decorazioni sono rimasti inalterati, un insieme perfettamente conservato.
L’unica modifica è dovuta a una volontà di Alberto Crespi (1923-2022), che insieme al fratello Giampaolo ha donato al FAI la Casa nel 2013. Tra i più grandi giuristi italiani, accademico e avvocato di personaggi che hanno segnato la storia del Paese, il professore Alberto Crespi era anche musicista e musicologo, diplomato al Conservatorio di Milano, esecutore all’organo di musica barocca tedesca.
Per dare spazio a questa sua grande passione, il professore fece demolire un bagno di servizio al primo piano e al suo posto fece collocare un imponente organo a 1.500 canne, ancora oggi funzionante.
L’obiettivo del FAI è rendere fruibile la Casa e realizzare un’offerta culturale attrattiva e identitaria, che, per onorare gli interessi culturali di Alberto Crespi, sarà incentrata sul tema della comprensione e dell’ascolto della musica, così da farne un luogo dove offrire gli strumenti per apprezzare e comprendere la musica classica, con spazi dedicati a corsi, workshop, incontri ed eventi in collaborazione con le istituzioni cittadine dedicate alla musica.
La visita alla Casa, integralmente allestita, permetterà di rievocare, attraverso ambienti, oggetti, opere d’arte e documenti, le vicende della famiglia e delle sue connessioni con professionisti e imprenditori milanesi del tempo, rappresentativi di un capitolo importante della storia e della cultura di Milano.
Nella casa verrà inoltre ospitata, in maniera permanente, l’intera Collezione Bagutta, donata da Gianfelice Rocca e Martina Fiocchi Rocca.
A maggio 2026 hanno avuto inizio i lavori di restauro conservativo delle facciate esterne della Casa.
Il cantiere è stato preceduto da un’ampia campagna diagnostica e conoscitiva dei materiali e delle finiture, che ha permesso di definire gli interventi più adatti e adeguati da realizzare. Prima dei restauri, tutte le superfici, dagli intonaci colorati in pasta, agli elementi in pietra e alle balaustre in cemento decorativo, erano fortemente annerite da uno spesso strato di polvere e depositi, ma anche da muschi e licheni, che hanno nascosto la varietà di colori, forme, materiali e dettagli di cui sono composte.
La pulitura ha fatto emergere, ad esempio, nella fascia del basamento, un intonaco di color giallo chiaro, lavorato a finto bugnato, marchiato a chiodo e disegnato a conci regolari e cornici: un effetto di grande eleganza che richiama la classicità dei palazzi ottocenteschi.
Nell’androne di accesso, anch’esso in restauro, il progettista, l’ingegner Erminio Alberti, ha utilizzato un’ampia varietà di pietre e marmi dalle diverse gradazioni di colore: dai fusti delle due colonne all’ingresso in granito rosa di Baveno, con basi, capitelli e zoccolo in granito nero di Anzola; al pavimento alla palladiana con marmi Botticino, Rosso di Levanto e Portoro e soglie in granito nero di Anzola; fino alle otto colonne all’interno, in Botticino, con basi e capitelli Verde Roja.
Sono in fase di restauro anche tutti gli elementi metallici – recinzioni, inferriate – e i manufatti in ferro e vetro.
«La grande originalità della Casa è nella presenza di cancelli, piccoli e grandi, chiusi da vetrate “artistiche” al posto dei portoni, progettate dall’ing. Alberti e ben visibili nei disegni conservati nello studio degli eredi, che legano la casa alla storia della Ditta Crespi e alle sue attività di lavorazione del ferro. Sotto gli strati di vernice grigia, sono stati riscoperti dettagli in ottone, che richiamano un’artigianalità andata perduta e raccontano la cura nella realizzazione e nella scelta dei materiali», ha commentato Francesca Fossati, direttore artistico del FAI.
L’intervento prosegue anche sulla terrazza con il glicine, che sarà parte della Casa museo accessibile al pubblico, e sul sistema di smaltimento delle acque meteoriche, che sta venendo completamente revisionato per garantire l’adeguata raccolta e tenuta alle piogge.
I lavori continueranno fino alla fine di novembre: alla discesa dei ponteggi sarà finalmente possibile rivedere le facciate nella loro completezza e ricchezza di dettagli e scoperte.
Si ringrazia Dario Bellini per l’importante e generoso contributo che ha permesso d’iniziare i lavori di restauro a Casa Crespi.
Gli interventi di restauro sono resi possibili anche grazie al fondamentale sostegno di Fondazione CDP, ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, nell’ambito del bando "Per l’Italia del Futuro" e di Fondazione CARIPLO.
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