
Nel cuore della Lomellina, a Villareale di Cassolnovo, tra il Ticino e le distese di risaie, sorge una grande cascina appartenuta per generazioni ai conti Barbavara di Gravellona, famiglia della madre di Filippo Perego di Cremnago. Arredatore di interni formatosi con Tomaso Buzzi, Perego iniziò dagli anni Sessanta a trasformare l'originaria casa del fattore ottocentesca nel proprio rifugio dalla vita milanese, mantenendone il carattere rurale ma conferendole l'aspetto di un'elegante villa di campagna.
La casa è stata ampliata trasformando due ali porticate in lunghe verande, mentre una finta torre colombaia ridisegna la facciata principale. All'esterno, filari di magnolie accompagnano lo sguardo verso il Ticino; tutt'intorno si estende una tenuta di 48 ettari, di cui 36 occupati da risaie, che conserva il legame della dimora con il paesaggio agricolo della Lomellina.
All'interno, le ventidue stanze raccontano invece il gusto personale di Perego e un particolare modo di abitare tra gli anni Settanta e Ottanta. Saloni, sale da pranzo, biblioteca e ambienti dedicati al gioco e alla lettura compongono il piano terreno, mentre al piano superiore si susseguono sette camere da letto e sei bagni. Ogni ambiente possiede una propria identità, definita da colori, tessuti disegnati dallo stesso Perego, arredi e oltre duemila oggetti, tra ricordi di famiglia, souvenir di viaggio e raccolte curiose. L'accostamento tra antico e moderno, il ricorso all'artigianato e l'attenzione minuziosa a ogni dettaglio restituiscono lo stile classico ma estroso che caratterizza la sua lunga carriera.
Donata al FAI da Filippo Perego di Cremnago, la cascina è destinata a conservare il carattere autentico di una casa vissuta e, insieme, a raccontare la cultura dell'abitare e della villeggiatura di campagna dell'alta borghesia italiana del Novecento. Un luogo profondamente legato alla Lomellina, che unisce storia familiare, paesaggio agricolo e cultura dell'arredo.
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