26 giugno 2026
È aperto al pubblico risistemato e attrezzato dopo poco più di sei mesi di lavori il giardino della Velarca a Ossuccio (CO): la casa-barca progettata negli anni Cinquanta dal celebre studio milanese BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers), donata da Aldo e Maria Luisa Norsa nel 2011 al FAI, che ne ha curato il lungo e complesso restauro, e che dal 2024 la rende visitabile.
Il giardino è un terreno fronte lago di 325 mq, con accesso dalla strada Statale, stretto tra il ripido versante dominato dalla Torre cosiddetta del Barbarossa – anch’essa un Bene del FAI – e la riva con vista sull’Isola Comacina e di lato su Villa del Balbianello, terzo Bene del FAI in questo angolo suggestivo di paesaggio lariano, quell’insenatura del lago di Como detta zocca de l’oli – conca dell'olio – per le sue acque “lisce come l’olio” e per il clima mite, che favorisce la crescita di olivi.
Il piccolo terreno fu acquistato dalla famiglia Norsa per costruirvi una casa, ma era stretto e inedificabile, e da lì venne l’idea ai proprietari, consigliati dagli amici, i noti architetti milanesi, di realizzare una casa-barca, che è ormeggiata lì come allora. Parte integrante, pertanto, dell’originario progetto, era stato immaginato come un orto con ulivi, terrazzamenti coltivati e fioriti, una piccola fonte d’acqua e una tettoia sotto cui godere l’ombra e la vista del lago: un utile complemento alla vita in barca, un luogo desiderato e pensato per “stare”, per accogliere e per ricevere, per incontrare e far incontrare gli amici. Con queste parole, diversi anni più tardi, lo stesso architetto Lodovico Barbiano di Belgiojoso descrisse il progetto:
«Con particolare cura abbiamo studiato anche la sistemazione della sponda scoscesa che formava un giardino rustico con muretti di sostegno in pietra, fiori, ortaggi, rampicanti e alberi di ulivo e attrezzature per pranzi imprevisti».
Il progetto non fu mai realizzato, ma oggi, recuperato dagli archivi, ha ispirato la risistemazione di questo spazio, che oltre alla vegetazione ospita anche servizi per il pubblico in visita alla Velarca: uno spazio d’ombra per sostare di fronte alla barca e al panorama, a disposizione anche per piccoli eventi, con un punto accoglienza e un bagno.
Grazie a questo intervento di recupero e rifunzionalizzazione, riprogettato dal FAI nei minimi dettagli sulla scorta del disegno originario e pensato come un naturale completamento della casa-barca, il giardino oggi torna a vivere, come nelle intenzioni originarie, ma per il pubblico, e si apre, a partire dal 26 giugno, con uno speciale appuntamento – che verrà replicato anche in altre date a luglio e ad agosto – di “Sere FAI d’Estate”, la manifestazione che coinvolge tutti i Beni della Fondazione, aperti oltre il normale orario per accogliere visite speciali ed eventi nelle sere d’estate.
Nel giardino i bassi muretti di terrazzamento in pietra, elementi legati alla tradizione costruttiva del luogo paralleli al parapetto del lago, creano aree pianeggianti con diverse tipologie di piante, mentre alcuni percorsi in pietra “persa” collegano i vari punti del giardino dove, con riferimento ai disegni dei BBPR, sono stati aggiunti nuovi esemplari di ulivi, accompagnati da altre piante e da grandi arbusti dell’area del lago di Como, come corbezzoli e melograni, mentre gli esemplari di cipressi e ulivi esistenti sono stati curati e mantenuti.
Nella parte terminale dell’area una nuova tettoia in legno con copertura in cannicciato, anch’essa parte del disegno originale, crea una zona coperta di ombra e riparo, sotto la quale trovano spazio anche i nuovi servizi igienici; la tettoia riprende lo stile della casa-barca nelle linee pulite, con una particolare struttura composta da pilastri e travi doppie in legno di rovere, dal profilo piegato “a ginocchio” e inserite nel muro su mensole in pietra, e studiata dai BBPR in modo da non coprire interamente la parte retrostante a ridosso del muro per garantire un’adeguata ventilazione. In prossimità dell’ingresso al giardino è stato creato un piccolo spazio dedicato all’accoglienza dei visitatori, dotato di un’apertura finestrata rivolta verso il lago. Tutti i dettagli sono stati accuratamente studiati per dialogare con la Velarca: dal rivestimento esterno in listelli di legno color mogano della biglietteria e dei servizi, alle mensole a ribalta realizzate per esporre i prodotti, ai mobiletti, agli elementi in tessuto e ai pavimenti blu, identici a quelli posti all’interno della barca.
Il giardino arricchisce la visita alla Velarca, completando il progetto e il senso di questo originalissimo capolavoro della storia dell’architettura moderna, da oggi interamente accessibile e godibile dal pubblico. Scrivevano i progettisti nel 1962:
«Non è forse il fatto di abitare su una barca che qui conta, quanto il rapporto che si è creato fra questa barca ferma, il pontile, lo specchio d’acqua, il giardino: un ambiente composto di terraferma, acqua, natanti, elementi diversi vicinissimi, si passa e si ripassa dall’uno all’altro. La situazione dell’essere “all’ormeggio” ha un suo valore preciso e completo».
Gli interventi di restauro e valorizzazione sono stati realizzati dal FAI grazie alla proficua collaborazione con enti pubblici e al contributo di privati, aziende e cittadini.
Si ringraziano il Comune di Tremezzina per il Patrocinio e l’Autorità di bacino del Lario e dei Laghi minori per il contributo.
Grazie al finanziamento dell’Autorità di Bacino e di Regione Lombardia sono stati realizzati, nel 2024, gli interventi di manutenzione del pontile di Ossuccio, al quale la Velarca è storicamente attraccata, ed è stato costruito un nuovo pontile demaniale destinato anche all’attracco delle imbarcazioni che trasportano i visitatori provenienti da Villa del Balbianello. Da quest’anno il nuovo pontile è inoltre dotato di una colonnina per la ricarica elettrica, un importante investimento a favore della mobilità lacustre sostenibile che mette a disposizione un’infrastruttura di ricarica per tutte le imbarcazioni elettriche del lago, comprese quelle impiegate nel servizio di trasporto dei visitatori.
Si ringraziano per il sostegno Nora McNeely Hurley / Manitou Fund e Friends of FAI. Un sentito ringraziamento va anche a FIMESA, vicina al FAI dal 2004.
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