Innovazione e tradizione: il “bello” delle rinnovabili

Innovazione e tradizione: il “bello” delle rinnovabili

Condividi
Innovazione e tradizione: il “bello” delle rinnovabili
In primo piano

25 febbraio 2026

Il FAI ha avviato nei propri Beni un importante percorso di efficientamento energetico degli edifici, che comprende anche la sperimentazione nell’uso di energie rinnovabili: innovazione e tradizione possono convivere nel rispetto della storia e dello spirito dei luoghi.

Monte Fontana Secca (BL)

L’ultimo esempio concreto della sperimentazione nell’uso di energie rinnovabili è la malga di Monte Fontana Secca. Lo Stallone, che era ridotto a un rudere prima dell’arrivo del FAI, è stato completamente ricostruito e oggi si configura come il fulcro della malga: non più una stalla, ma un edificio spazioso, confortevole e autosufficiente, pensato per l’accoglienza del pubblico, l’ospitalità, il ristoro e la didattica.

Qui, per soddisfare i fabbisogni elettrici e di calore si utilizza l’energia che arriva dal sole. Il tetto, completamente crollato, è stato riprogettato e ricostruito riprendendo il disegno originario: sulla struttura in legno di larice è stata montata la copertura in lamiera, utilizzando alluminio “secondario”, ovvero recuperato da scarti e sfridi di lavorazione. Su questa struttura sono stati aggancianti i moduli fotovoltaici, grazie a particolari sistemi di fissaggio, che permettono di non forare la copertura del tetto con viti, pensati per agevolare e semplificare il montaggio e lo smontaggio anche in condizioni complesse, come quelle che si possono presentare in alta montagna.

Sono stati installati 192 moduli fotovoltaici, per un’estensione totale di 215 mq, che generano una potenza complessiva di 24,40 kW e una produzione energetica annua per il primo anno di circa 30.520 kWh.

Inoltre, le gronde del tetto sono dotate di un sistema di slittamento per la raccolta dell’acqua piovana, un sistema che consente di tenerle esposte nella stagione estiva e di richiuderle sotto lo sporto del tetto nella stagione invernale, un espediente per evitare i danni causati da neve o grandine.

La copertura fotovoltaica consente di sostenere il fabbisogno energetico dell’edificio e soddisfa i requisiti di resistenza alle condizioni meteorologiche dell’alta montagna, oltre a garantire una coerenza estetica con l’architettura tradizionale del luogo.

Un sistema tecnologicamente sofisticato, molto curato in tutti i dettagli costruttivi, frutto del lavoro di co-progettazione tra i tecnici del FAI e l’impresa che ha realizzato e fornito la copertura, capace di coniugare alta efficienza con la creazione di una superficie completamente integrata e perfettamente inserita nel paesaggio.

Podere Lovara (SP)

Così anche a Podere Lovara, a Levanto (SP), nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, sono stati installati sul tetto di uno degli edifici rurali, la Casa Rossa, 22 pannelli fotovoltaici di colore rosso da 250 W per la produzione di energia elettrica, per una potenza massima di picco pari a 6 kWp, insieme a 4 pannelli solari termici dedicati all’acqua calda sanitaria. Inoltre, altri 24 pannelli fotovoltaici di colore verde da 300 W sono stati posizionati su una struttura di servizio in legno, perfettamente integrata nel paesaggio e non visibile né dal mare né dai sentieri del Parco delle Cinque Terre. Questo intervento testimonia come l’innovazione tecnologica possa dialogare armoniosamente con il paesaggio, grazie a soluzioni sempre più efficaci e sostenibili. Sempre più, infatti, la ricerca nel campo del solare consente di raggiungere elevati livelli di efficienza anche con pannelli colorati. Queste tecnologie hanno permesso al podere di riattivarsi e tornare a essere un presidio produttivo, culturale e sociale all’interno del Parco delle Cinque Terre, su quei versanti ripidi dove l’allaccio alla rete elettrica non arriva.

Villa Rezzola (SP)

Anche a Villa Rezzola a Lerici (SP) 18 pannelli fotovoltaici sono stati integrati sul semenzaio del giardino, di fatto una “serra” i cui vetri, all’arrivo del FAI, erano in parte mancanti e in parte rotti.

Sostituiti da moduli fotovoltaici vetro-vetro trasparenti, questi pannelli alimentano il sistema di illuminazione del parco della Villa, progettato per non alterare le percezioni cromatiche notturne di piante, tronchi e superfici d’acqua e non creare inquinamento luminoso.

Questi moduli sono progettati per esser totalmente integrati negli elementi architettonici e oltre a produrre energia, proteggono e regolano la performance termica della serra e garantiscono la tenuta all’acqua e l’impermeabilizzazione.

Innovazione e tradizione

Il bello delle rinnovabili risiede dunque nel grande potenziale di ricerca e sviluppo tecnologico, per creare soluzioni di qualità sempre più elevata, in cui forme, colori e materiali siano capaci di integrarsi con gli edifici e nei paesaggi: un’innovazione che può essere applicata anche nel pieno rispetto del valore estetico e formale di un bene vincolato. Ma anche nel valore aggiunto che queste innovazioni comportano dal punto di vista sociale ed economico per i territori e per il Paese, ovvero la nascita e l’affermazione di nuove realtà produttive, di alta qualità, con la creazione di posti di lavoro qualificati nel settore green; l’aumento della competitività; la possibilità di garantire una maggiore indipendenza energetica dall’estero e contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti e, quindi, alla tutela del patrimonio paesaggistico e del capitale naturale.

Consapevole del dibattito che attraversa oggi l’Italia, il FAI quindi osserva, studia, ricerca e propone un approccio propositivo, capace di leggere la transizione energetica non solo come una sfida, ma anche come un’opportunità.

News correlate

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te