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Il restauro della cappella di San Francesco nella Chiesa di San Bonaventura a Caltagirone

Il restauro della cappella di San Francesco nella Chiesa di San Bonaventura a Caltagirone

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Il restauro della cappella di San Francesco nella Chiesa di San Bonaventura a Caltagirone
Dal territorio

08 novembre 2021

Il recupero della Cappella di San Francesco realizzato grazie al contributo messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito del censimento “I Luoghi del Cuore” 2018 ha restituito alla Chiesa di San Bonaventura e a tutta la comunità di Caltagirone (CT) una porzione di storia che è tornata a vivere.

Si sono da poco conclusi i lavori di restauro della Cappella di San Francesco, all’interno del Complesso monumentale di San Bonaventura di Caltagirone (CT), che il FAI e Intesa Sanpaolo hanno sostenuto con il contributo di 25.000 euro assegnato nell’ambito de “I Luoghi del Cuore”, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare.

Nel 2018, grazie all’impegno del “Comitato per San Bonaventura”, sostenuto con forza dalla Diocesi di Caltagirone e in sinergia con l’amministrazione comunale e diverse realtà cittadine, 17.558 persone hanno votato la Chiesa di San Bonaventura alla nona edizione de “I Luoghi del Cuore”, facendole così ottenere il 21° posto nella classifica nazionale e la 2ª posizione regionale. Questa straordinaria partecipazione, scaturita dal desiderio comune di contribuire fattivamente al sostegno di questo importante monumento della città, ha permesso alla Parrocchia di San Giacomo - Diocesi di Caltagirone di partecipare al bando che il FAI lancia dopo ogni edizione del censimento, presentando un progetto di restauro della Cappella di San Francesco, situata all’interno della chiesa, valutato poi idoneo e finanziato con un contributo di 25.000 euro.

Il Complesso monumentale di San Bonaventura è costituito dalla chiesa, dal convento associato e dalle cripte. Edificato fra il 1631 e il 1650, venne ricostruito a seguito del terremoto del 1693. La chiesa presenta una pianta ad aula, a schema longitudinale con ripartizioni interne costituite dalle cappelle laterali, cinque per lato. L’interno a unica navata è riccamente decorato di stucchi e affreschi. Di Giuseppe Vaccaro è quello posto sulla volta a botte raffigurante San Bonaventura in gloria, datato 1835. Di grande effetto scenografico è l’affresco del presbiterio attribuito al pittore settecentesco di Acireale Pietro Paolo Vasta. Le cappelle laterali sono definite da un arco a tutto sesto che si affaccia sulla grande aula della navata e presentano volte a botte e crociere.

L’intervento di restauro dei dipinti murari della Cappella di San Francesco si inserisce nel programma avviato dalla Diocesi di Caltagirone, finalizzato al recupero e alla fruizione - sia spirituale che culturale - della Chiesa di San Bonaventura, in modo che questa possa diventare uno dei principali attrattori turistici della città. Contestualmente ai lavori di restauro della cappella, infatti, l’intero edificio è stato oggetto di lavori di recupero, realizzati con finanziamento della Diocesi di Caltagirone e con un contributo erogato dalla Conferenza Episcopale Italiana sui fondi dell’8 per 1000. Alcuni di questi lavori sono stati propedeutici al recupero e alla fruizione dei dipinti murari della Cappella, in particolare il restauro delle coperture e il nuovo sistema di illuminazione della chiesa grazie al nuovo impianto elettrico.

Lo stato di conservazione della cappella, così come quello della chiesa, si presentava decisamente precario, data la prolungata chiusura al culto. Le superfici dipinte mostravano segni di degrado, causato dalle infiltrazioni del soffitto con conseguenti dilavamenti e distacchi della pellicola pittorica (che fortunatamente interessavano porzioni poco estese). In prossimità del telaio della finestra vi era inoltre la presenza di infestazione erbacea con un sistema radicale poco profondo, ma invasivo. La superficie cromatica era inoltre interessata da diffuse e disseminate tracce di escrementi di piccioni e di insetti, nonché di microfauna e microflora. Nelle superfici dei registri inferiori si riscontravano presenza di fuliggine e percolamenti di materiale incoerente (soprattutto cera) nonché abrasioni e graffi di varia natura.

Le fasi di restauro hanno seguito quanto previsto nel progetto e sono state dirette dallo storico dell’arte Carmela Cappa, specializzata nel settore, sotto l’alta sorveglianza di unità operative della competente Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania.

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Caltagirone, 6 novembre 2021: Presentazione del restauro

Don Fabio Raimondi, Rettore della Chiesa di San Bonaventura e Direttore del Museo Diocesano Caltagirone, referente del progetto di recupero, ha dichiarato: «Il recupero della Cappella di San Francesco ha restituito alla Chiesa di San Bonaventura e a tutta la comunità calatina una porzione di storia che è tornata a vivere attraverso la vivida policromia degli affreschi restaurati. Tutto questo è stato reso possibile grazie all’impegno dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici, al contributo concesso da FAI e Intesa Sanpaolo e a tutte le realtà associative e private che a diverso titolo hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Non si è trattato solo del recupero di una parte dell’edificio ma anche della riscoperta di un senso di comunità e di importanza delle relazioni tra le persone che si sono sentite tutte protagoniste di questa operazione», e ha poi aggiunto: «Dopo anni di chiusura della Chiesa, il progetto sostenuto dai Luoghi del Cuore è riuscito a innescare un circuito virtuoso che porterà nel prossimo periodo al restauro anche del Crocefisso ligneo di Fra Umile da Petralia grazie all’associazione locale Genius loci, inoltre la Sovrintendenza di Catania finanzierà il restauro degli arredi lignei della sagrestia e, ancora, si procederà al rifacimento delle facciate della Chiesa, per proteggere la parete dove si trova la Cappella di S. Francesco».

Soddisfazione nelle parole di Giuseppe Gini, Presidente Regionale FAI Sicilia: «Il colto ed entusiastico impegno del ‘Comitato per San Bonaventura’, appoggiato con forza dalla Diocesi di Caltagirone, dai calatini e con il valido apporto del Comune di Caltagirone ha fatto sì che la Chiesa di San Bonaventura si aggiudicasse ben 17.558 voti alla nona edizione del censimento ‘I Luoghi del Cuore’. Uno straordinario risultato che ha posto il Luogo al 21° posto della classifica nazionale e al 2° di quella regionale. L’intervento di restauro della Cappella di San Francesco, all’interno della chiesa, è stato realizzato grazie al contributo di 25.000 euro di FAI con Intesa Sanpaolo e al supporto sinergico di molte altre realtà. Oggetto dell’intervento sono stati principalmente i decori parietali della cappella che sono fra gli elementi artistici più carichi di storia che Caltagirone possa vantare. Ancora una volta il FAI, condividendo la teoria sul restauro di Cesare Brandi, promuove la tutela di un’opera d’arte nella duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione al futuro».

Aline Lo Giudice, Capo Gruppo FAI Caltagirone, ha commentato: «Grazie al contributo concesso da FAI e Intesa Sanpaolo si è realizzato il recupero degli affreschi settecenteschi della Cappella di San Francesco nella Chiesa di San Bonaventura. Indispensabile il ruolo del ‘Comitato per San Bonaventura’ presieduto da Giacomo La Puzza, che ha raccolto 17.558 persone intorno a questo luogo di arte e di fede in occasione del censimento ‘I Luoghi del Cuore’ 2018. Attraverso il censimento il FAI si adopera per attuare la Convenzione di Faro, mettendo i cittadini nelle condizioni di agire attivamente a salvaguardia del patrimonio e dell'identità della comunità. Ora è necessario proseguire, tenendo fede a questo ‘desiderio comune’, nel recupero degli altri affreschi e per la riqualificazione dell’annesso Convento che si trova oggi in una situazione molto degradata».

Infine, queste le parole di Giacomo La Puzza, Presidente Comitato San Bonaventura: «Con il restauro della Cappella di San Francesco si materializza il desiderio di rinascita che contribuirà a dare lustro a Caltagirone diventando un’attrattiva turistica per i calatini e per i forestieri che visitano il centro storico. La chiesa è uno scrigno di tesori, ma per molti anni è rimasta chiusa e sepolta nell’oblio. Questo restauro è un segno tangibile che riempie d’orgoglio il Comitato che grazie al censimento del FAI è riuscito a risvegliare gli animi della comunità. Auspichiamo che sfruttando la visibilità data da ‘I Luoghi del Cuore’, altre cappelle possano essere restaurate: l’impegno di molti può rappresentare il bene per tutti».

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